Marchionne: motori 'paisà' per l'Alfa Romeo in Usa

L'amministratore delegato di Fiat-Chrysler usa (con il sorriso) un termine in slang, un insulto contro gli italoamericani, e fa polemica

L'amministratore delegato di Fiat/Chrysler Sergio Marchionne, a Detroit per il salone dell'automobile, ha fatto scalpore parlando ai giornalisti del possibile ritorno dell'Alfa Romeo sul mercato nordamericano. Se l'Alfa Romeo tornerà negli Stati Uniti - ha detto - non utilizzerà motori Chrysler ma motori italiani. 

Il clamore non è tanto per la dichiarazione in se  ma piuttosto per il termine, in slang, che Marchionne ha scelto per chiarire la sua posizione. "Wop engines". "Wop" è un termine profondamente dispregiativo con cui gli anglosassoni in Nord America (e in particolare in Canada, dove ha vissuto dai 14 anni in poi per quasi tutta la vita) per generazioni hanno identificato gli immigrati italiani.

Marchionne lo ha detto con il sorriso, giocando sull'inevitabile effetto comico della battuta. Lui, un italo-canadese, ha tutto sommato il diritto di usare quella parola proibita. Ma questo non toglie che il termine sia sotto ogni punto di vista 'politicamente scorretto'. Un po' come quando gli afro-americani usano la parola 'nigger', la cosiddetta 'n-word' un vero e proprio insulto a sfondo razziale in bocca a chiunque altro.

Il primo a dare la notizia è stato Bryce Hoffman, @brycehoffman su Twitter ed è stata rilanciata dal blog di settore Jalopnik.

Rendere in italiano lo slang è difficile. Motori 'terroni' per l'Alfa Romeo? Rende l'idea sul termine brusco, ma 'Wop' si riferisce a tutti gli italiani, da Aosta a Otranto. Motori a maccheroni? Motori pizza e mandolino? Motori ca pummarola n'coppa? Motori paisà?

Proviamo a rispondere ricostruendo l'etimologia (controversa) del termine.

Il dizionario Merriam-Webster la fa risalire al 1908 e sposa una delle possibili origini: il termine sarebbe l'abbreviazione di "Without papers", senza documenti. Questa ipotesi non convince molti: tutti gli immigrati, non solo quelli italiani, che arrivavano in Nord America all'inizio del secolo scorso erano privi di documenti. Wop invece è mirato sugli italiani. Una seconda possibile radice è il termine "guappe", bullo o pezzo grosso, portato in Nord America dagli immigrati della Campania. La 'guapparia' non aveva in origine alcun riferimento alla Camorra. La pronuncia inglesizzata di guappe produce Wop. L'Italia, per estensione, è la Wopland.

L'assonanza è forte anche con il termine spagnolo guapo, ruffiano, damerino, latin lover. L'immagine che wop evoca è di un italiano con la brillantina nei capelli e lo stuzzicadenti tra le labbra, i pollici sotto le bretelle.

Ci sono altri termini usati in inglese per fare riferimento agli italiani in maniera dispregiativa: mafioso, paisano fino a spaghetti bender, mangia spaghetti, greaser (grease è la brillantina per i capelli) o guinea (termine usato a New York). Ovviamente lo slang copre anche altre provenienze geografiche: kraut per i tedeschi, spic per gli spagnoli, in particolare portoricani, greaser oltre agli italiani può identificare anche greci e ispanici, chicano, per i messicani, mick per i cattolici irlandei, yid o peggio ancora kike per gli ebrei, pork chop o pork o cheese per i portoghesi, chink o zipperhead per gli asiatici (Clint Eastwood lo usa nel suo Gran Torino). Ce ne sono migliaia, uno più politicamente scorretto dell'altro, a colorare il multiculturalismo del Nord America.