Shutdown, congelati gli aumenti di Pence e dei big dell'amministrazione Trump

Sarebbero dovuti scattare sabato. L’ordine arriva dall’Office of Personnel Management che gestisce le questioni del personale

L’amministrazione Trump ha annunciato che i previsti aumenti di stipendio per il vicepresidente americano, Mike Pence, per alcuni membri del governo federale e per decine di alti funzionari dello Stato saranno congelati. L’ordine arriva dall'Office of Personnel Management, l’ufficio governativo che gestisce le questioni del personale, proprio mentre il governo federale è bloccato dallo shutdown e migliaia di dipendenti pubblici non percepiscono lo stipendio.

"Non è opportuno alzare lo stipendio dei vertici dello Stato mentre centinaia di migliaia di dipendenti o contractor federali non sanno quando vedranno la prossima busta paga", si legge nel comunicato dell’Opm diffuso dai media americani. Secondo quanto riporta il New York Times gli aumenti previsti ammonterebbero ad una media di circa 10mila dollari l’anno per ogni funzionario.

A fornire le cifre esatte ci ha però pensato il Washington Post secondo cui, senza l'intervento dell’Opm, i segretari che fanno parte del gabinetto sarebbero passati da 199.700 dollari a 210.700 dollari l’anno mentre i loro vice sarebbero saliti da 179.700 a 189.600. Più sostanzioso l'aumento per il vicepresidente: Pence sarebbe balzato da 230.700 a 243.500 dollari annui.

Nel frattempo sono circa 800.000 i dipendenti federali, su una forza lavoro di 2,1 milioni, che non vengono retribuiti dall'inizio dello shutdown, scattato oltre due settimane fa. Di questi circa 380.000 sono a casa in attesa della fumata bianca al Congresso mentre la restante parte continua a lavorare senza ricevere lo stipendio.

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