Si apre l'assemblea generale dell'Onu: ecco i temi più importanti

Corea del Nord, Myanmar, Iran, ma anche clima e ovviamente il debutto di Donald Trump

Questa settimana i leader mondiali si incontrano a New York per l'apertura della settantaduesima assemblea generale della Nazioni Unite. Il dibattito inizierà martedì, con l'intervento del presidente americano Donald Trump (il grande atteso di quest'anno) che arriverà per quarto, dopo quelli del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, del presidente dell'assemblea, Miroslav Lajcak, e del presidente brasiliano, Michel Temer. Di seguito una lista dei principali temi che saranno al centro delle discussioni di quest'anno.

-Corea del Nord. È sicuramente uno dei temi più urgenti su cui i capi di stato mondiali discuteranno. Per ora sembra che Pyongyang non si voglia fermare: il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, il 15 settembre ha lanciato un nuovo missile, nonostante il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite avesse appena approvato nuove sanzioni contro il suo Paese. Intanto gli Stati Uniti hanno minacciato il regime che nonostante continuino a credere in una soluzione diplomatica, esiste anche la possibilità di un attacco militare. Giovedì 21 settembre è previsto un incontro tra Donald Trump, il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in.

-Crisi in Myanmar. Ci sarà poi la questione delle persecuzioni contro la minoranza musulmana Rohingya in Myanmar, che Guterres ha definito un esempio di pulizia etnica. In questo momento in Bangladesh ci sono circa mezzo milione di rifugiati Rohingya e in Myanmar la giunta militare continua a uccidere i membri della minoranza. Ci si chiede quale sarà la reazione della comunità internazionale; il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite interverrà per porre fine alla questione, visto che finora non ha fatto molto. Il problema è legato alla Cina, principale alleato del Myanmar, che non vuole attaccare direttamente il Paese per le violenze.

-Tensioni con l'Iran sul nucleare. Sia Trump che l'ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, hanno definito più volte l'Iran uno Paese che sostiene il terrorismo e hanno detto che gli Stati Uniti potrebbero abbandonare l'accordo sul nucleare raggiunto nel 2015 dall'amministrazione Obama. Per ora Trump - che dovrebbe mandare un messaggio anche a Teheran nel suo discorso - non ha preso alcuna azione pur descrivendo l'accordo come uno dei peggiori della storia. Gli altri Stati occidentali hanno definito le posizioni di Trump pericolose, sopratutto in un periodo di forti tensioni nucleari con la Corea del Nord.

-Riscaldamento globale. Gli Stati Uniti hanno annunciato il loro ritiro dall'accordo di Parigi sul clima ma, come spiegato dal ministro italiano dell'Ambiente, Galletti, ora c'è una maggiore consapevolezza sulle posizioni. Per lui Washington ha capito che Ue e Italia restano inamovibili: l'accordo non si cambia. L'assemblea generale si interrogherà sulle possibili soluzioni a l'aumento delle inondazioni, dei disastri naturali e delle siccità estreme. 

-Siria e Libia. Continuano gli sforzi della comunità internazionale per porre fine alla guerra civile in Siria. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ne ha parlato in un incontro a cui è stata invitata anche l'Italia lunedì 18 settembre. Il giorno precedente l'ex Ceo di Exxon e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si erano incontrati sempre a New York per discutere sulla crisi siriana e sulla lotta all'Isis. Anche le tensioni in Libia continuano a essere al centro delle discussioni, soprattutto perché dal Paese - a causa della sua instabilità - partono la maggior parte delle imbarcazioni che portano i migranti africani verso le coste dell'Europa. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha fornito la sua posizione.

-L'effetto Trump. C'è infine grande attesa per Donald Trump, al suo primo intervento davanti alle Nazioni Unite. I media americani sostengono che il presidente Usa dovrebbe mantenere un profilo istituzionale, pronunciando un discorso incentrato sulla Corea del Nord e sulla lotta al terrorismo. Trump ha più volte minacciato tagli pesanti alle Nazioni Unite (gli Usa contribuisco a circa il 25% del budget annuale) e in passato il presidente aveva definito l'Onu come "un club in cui le persone si incontrano, parlano e si divertono". Il presidente non dovrebbe fare attacchi violenti su questo tema, ma in questi giorni sono previsti incontri sulla riforma dell'Onu, di cui Trump è promotore. Una vittoria per il segretario generale Antonio Guterres.

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