Si infittisce la trama del Russiagate: lobbista russo all'incontro tra Donald Jr e legale Mosca

Rinat Akhmetshin è un cittadino russo naturalizzato statunitense che all'epoca stava facendo lobbying contro il Magnitsky Act, le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia per combattere le violazioni dei diritti umani nel Paese.

Un lobbista russo-americano, veterano dell'esercito sovietico, avrebbe partecipato all'incontro del giugno 2016 tra Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente degli Stati Uniti, e l'avvocatessa Natalia Veselnitskaya, organizzato da quest'ultima con la promessa di fornire a Trump Jr. materiale compromettente su Hillary Clinton.

Rinat Akhmetshin, questo il suo nome, è un cittadino russo naturalizzato statunitense che all'epoca stava facendo lobbying contro il Magnitsky Act, le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia per combattere le violazioni dei diritti umani nel Paese.
Sentito dal Washington Post, Akhmetshin ha dichiarato di aver partecipato all'incontro insieme a diverse altre persone.

In tutto, ad accompagnare l'avvocatessa legata al Cremlino al meeting con Trump Jr. sarebbero stati in tre: Akhmetshin, l'inglese Rob Goldstone e una terza persona di cui per ora non è stata resa nota l'identità.

Akhmetshin ha raccontato di aver partecipato alla riunione quasi per caso: quel giorno avrebbe pranzato con Veselnitskaya, e lei gli avrebbe detto di unirsi al meeting. "Mi ha detto: perché non vieni con me?", ha raccontato il lobbista. "Davvero?, ho chiesto. Stavamo pranzando a pochi isolati dalla Trump Tower". Akhmetshin ha inoltre aggiunto che, "come parte del suo lavoro" l'avvocatessa aveva "scoperto che un hedge fund americano stava violando le leggi di sicurezza russe sulle tasse, e che questo fondo sembrava essere collegato al Comitato Nazionale Democratico".

"Ero l'unica persona a indossare jeans e maglietta", ha detto poi Akhmetshin al Washington Post. "Ero a New York per conto mio, ho ricevuto una chiamata da lei (Veselnitskaya). Ha detto: devo parlarti di una cosa".

Donald Trump Jr. aveva accettato di incontrare l'avvocatessa russa dopo che quest'ultima gli aveva promesso informazioni che avrebbero danneggiato la campagna elettorale di Hillary Clinton, sfidante democratica di suo padre. Insieme a lui, si unirono alla riunione anche il genero dell'attuale presidente, Jared Kushner, e l'allora capo della sua campagna, Paul Manafort. Donald Trump ieri dalla Francia ha difeso ancora una volta il figlio, definendolo "fantastico", e dicendo che nessuno, al posto suo, avrebbe rifiutato un incontro del genere.

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