Silurato da Apple, fornitore di chip si vende ai cinesi bloccati da Trump

Il gruppo britannico Imagination Technlogies ha siglato un accordo da 550 milioni di sterline con Canyon Bridge, fondo di private equity appoggiato da Pechino che tentò di acquisire l'americana Lattice Semiconductor

Una settimana dopo essersi sentito dire dagli Stati Uniti che non poteva acquisire un produttore americano di semiconduttori per motivi di sicurezza nazionale, un fondo di private equity appoggiato da Pechino ha siglato un accordo per comprare un'azienda britannica specializzata in processori grafici: si tratta di Imagination Technologies; a giugno si mise in vendita perché Apple, il suo cliente più grande nonché uno dei suoi principali soci, comunicò l'intenzione di usare sempre di meno la sua tecnologia in prodotti come l'iPhone. 

Nell'operazione che vede nelle vesti di compratore Canyon Bridge non rientra la divisione statunitense di Imagination (MIPS) che sta per essere rilevata da un gruppo di investimento della Silicon Valley (Tallwood Venture Capital) per 65 milioni di dollari. Quest'ultima operazione deve andare in porto affinché Canyon Bridge - che ha sede in California ma è appoggiato dal fondo statale cinese Yitai Capital - possa mettere le mani su Imagination.

Reduce dal no del presidente americano Donald Trump all'acquisto di Lattice Semiconductur per 1,3 miliardi di dollari, Canyon Bridge ha fornito rassicurazioni al governo di Theresa May, impegnato da un lato a presentarsi come aperto ai mercati globali ma come quello Usa attento a non perdere pezzi di settori cruciali per la propria economia.

"La strategia di investimento di Canyon Bridge non sta nel portare il business in Cina ma renderlo più competitivo in Cina offrendo acesso al mercato più grande al mondo", recita un comunicato stampa del fondo che ha promesso di non tagliare personale, di non trasferire in altri Paesi le attività e di continuare a investire nella ricerca di Imagination nel Regno Unito.

Mentre la nazione d'Oltremanica si prepara a dire addio a un altro produttore di chip dopo averlo fatto con Arm Holdings (ceduto nel 2016 alla giapponese SoftBank per 24 miliardi di dollari), Imagination festeggia. Secondo il suo Ceo Andrew Heath, la proposta di Canyon Bridge è un "risultato molto buono per i soci". Quanto messo sul piatto rappresenta un premio del 42% rispetto al prezzo del titolo Imagination alla fine degli scambi della seduta di venerdì 22 settembre. Va ricordato tuttavia che è inferiore al valore delle azioni prima della rottura con Apple in aprile (che coincise con un tonfo giornaliero del 60% del titolo Imagination).

Nel documento depositato presso le autorità di Borsa, sia Heath sia il cda del gruppo britannico non hanno mancato di bacchettare Apple; quest'ultima ha sviluppato in casa i processori grafici e li ha messi nei suoi ultimi iPhone presentati il 12 settembre. I cosiddetti GPU sono cruciali per permettere il funzionamento di videogiochi e di modalità di intelligenza artificiale e realtà virtuale sugli smartphone.

"Imagination ha fatto progressi eccellenti sia dal punto di vista operativo sia da quello finanziario negli ultimi 18 mesi fino a quando le asserzioni prive di fondamento di Apple e la conseguente disputa ci hanno costretto a cambiare corso", ha detto in una nota il Ceo. Il cda dell'azienda britannica ha aggiunto di credere che l'acquisizione proposta "fornisce certezza ai soci di Imagination in un momento in cui il futuro del business è stato colpito negativamente dalle azioni di Apple".

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