Siria, armi ai ribelli con l'aiuto della Cia

Ruolo sempre più attivo di Turchia e monarchie arabe nella lotta contro il presidente Bashar al-Assad, con il sostegno dell'intelligence statunitense. Rischi di un allargamento del conflitto

La Turchia e le monarchie arabe hanno accresciuto il loro aiuto militare ai ribelli siriani grazie alla Cia. Dopo l'articolo del Wall Street Journal sul ruolo più attivo della Central Intelligence Agency nella selezione e nell'addestramento degli oppositori al presidente Bashar al-Assad, è il New York Times ad aggiungere nuovi particolari sul sostegno statunitense ai gruppi che combattono contro il regime, anche se il presidente Barack Obama ha voluto escludere ancora una volta, nel viaggio tra Israele, Giordania e Cisgiordania, la possibilità di un intervento diretto nel conflitto. Un intervento invece richiesto anche recentemente da alcuni parlamentari, con a capo Carl Levin, democratico del Michigan che presiede la commissione dei Servizi armati del Senato.

Secondo le varie fonti del quotidiano, il ponte aereo per consegnare armi ai ribelli si è intensificato a partire dalla fine dello scorso anno. In tutto, più di 160 cargo militari sarebbero partiti da Giordania, Arabia Saudita e Qatar per atterrare all'aeroporto Esenboga, vicino ad Ankara, e in altri aeroporti turchi e giordani, trasportando armi destinate ai ribelli. L'intelligence statunitense, secondo il quotidiano, avrebbe aiutato i governi arabi ad acquistare le armi, compreso un ampio stock dalla Croazia, decidendo anche a quali gruppi di ribelli consegnarle.
Gli sforzi per sostenere i ribelli mettono in risalto la lotta per il futuro della Siria tra gli Stati guidati dai musulmani sunniti e l'Iran, la teocrazia sciita che resta il maggior alleato di Assad. Il segretario di Stato americano, John Kerry, in visita a Baghdad, ha chiesto fermamente all'Iraq di fermare il passaggio di armi iraniane alla Siria, che avviene attraverso il suo spazio aereo. Anche la Russia è accusata di fornire aiuti militari al regime di Damasco.
I voli in aiuto dei ribelli sono aumentati dopo le elezioni presidenziali statunitensi di novembre, anche per l'aggravarsi della crisi umanitaria con l'arrivo dell'inverno. Secondo le fonti del Times, un ruolo fondamentale lo avrebbe avuto in questi mesi il governo turco, che Obama è riuscito a riavvicinare a Israele, dopo le scuse presentate dal primo ministro Benjamin Netanyahu all'omologo Recep Tayyip Erdogan, a quasi tre anni dall'assalto alla Freedom Flotilla, diretta a Gaza, in cui sono morti nove turchi. "Una stima prudente del carico trasportato è di 3.500 tonnellate di equipaggiamento militare" ha dichiarato Hugh Griffiths, dello Stockholm International Peace Research Institute, che monitora il passaggio illegale di armi. "L'intensità e la frequenza di questi voli - ha aggiunto - fa pensare a un'operazione di logistica militare clandestina ben pianificata e coordinata".
Il programma di sostegno militare ai ribelli non è privo di rischi, perché la Turchia e la Giordania potrebbero essere trascinate nel conflitto, così come l'Iran a sostegno di Assad. Secondo i ribelli siriani, però, gli aiuti sono ancora insufficienti.

Altri Servizi

Lyft è stato accusato di avere fuorviato gli investitori con il suo prospetto informativo legato all'Ipo, avvenuta lo scorso 29 marzo. Rispetto al prezzo di collocamento pari a 72 dollari, il titolo ha perso quasi il 26% a 53,45 dollari vedendo la sua capitalizzazione scendere a 15,4 da 20 miliardi.

L’Italia dell’High Tech protagonista alla Collision Conference a Toronto

Matteo Picariello, direttore Ice Canada: portiamo 19 aziende, prima presenza in assoluto

Da oggi al 23 maggio l’Italia dell’High Tech è protagonista con 19 aziende a uno degli eventi di innovazione e tecnologia più importanti al mondo e che per la prima volta nella sua storia fa tappa in Canada. Al Enercare Centre di Toronto il nostro Paese si mette in mostra alla edizione 2019 di Collision, spin off del Web Summit di Lisbona e versione nordamericana della principale conferenza mondiale dedicata ad innovazione e tecnologia, web, ICT ed elettronica, che si svolge, a cadenza annuale, in varie città nordamericane. Las Vegas e New Orleans hanno ospitato le ultime cinque edizioni. A Collision 2019 sono attesi oltre 25.000 partecipanti da 120 paesi. Sono circa 6 mila le aziende presenti fra cui Ibm, Intel, Amazon, General Electric, Facebook, Verizon, Salesforce, Coca Cola e Allianz. L'iniziativa tricolore si colloca nell'ambito del Progetto Speciale Alta Tecnologia, Piano Straordinario Made in Italy 2017.

Tesla: il ritorno all'utile? Per analisti, è come scalare il Kilimangiaro

Wedbush, a dicembre tra il più ottimista, taglia l'obiettivo di prezzo sotto la media di Wall Street. Il titolo sotto i 200 dollari, prima volta da oltre due anni. Situazione da "codice rosso"
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Il ritorno all'utile di Tesla nella seconda parte dell'anno è come una "scalata del Kilimangiaro". Lo pensa uno degli analisti di Wall Street originariamente tra i più ottimisti sulle sorti del produttore di auto elettriche e ora riscopertosi decisamente pessimista. Dan Ives, di Wedbush, ha tagliato per la quarta volta l'obiettivo di prezzo portandolo al di sotto della media pari a circa 300 dollari. L'esperto ha ridotto a 230 da 275 dollari il target price, che solo un mese fa era a 365 dollari con raccomandazione ridotta a neutrale. A dicembre Ives aveva avviato la copertura del titolo con giudizio "outperform" e obiettivo di prezzo a 440 dollari.

Bezos vince la battaglia per il dominio ".amazon", America Latina sconfitta

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Urban Outfitters lancia servizio per affittare capi di abbigliamento

Si chiama Nuuly. Per 88 dollari al mese, un cliente riceve sei articoli a sua scelta.

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