Snapchat a Wall Street. Apre a 24 dollari ad azione. Adesso vale 33,5 miliardi

Il gruppo di Evan Spiegel ha iniziato gli scambi in rialzo del 40% rispetto al prezzo di collocamento di 17 dollari ad azione

Il titolo di Snapchat ha iniziato le contrattazioni a Wall Street aprendo a 24 dollari ad azione, il 40% in più rispetto al prezzo di collocamento di 17 dollari ad azione. Per questo motivo Snapchat vale circa 33,5 miliardi di dollari e ha messo sul mercato 200 milioni di azioni. Si tratta della più grande Ipo tecnologica da quella di Alibaba nel 2014. A fine giornata ha chiuso in rialzo del 44% a quota 24,48 dollari ad azione.

Evan Spiegel e Bobby Murphy, i due fondatori dell'applicazione che permette di inviare messaggi che scompaiono dopo alcuni secondi, hanno suonato la campanella del Nyse, aprendo le contrattazioni.

Le impressioni sono buone anche perché il road show - durato quasi due settimane - ha avuto un grande successo e moltissime richieste: ha raccolto 3,4 miliardi di dollari. In questo momento i suoi due fondatori, Evan Spiegel e Bobby Murphy, hanno una ricchezza di 4 miliardi di dollari, anche se si tratta ancora di un valore virtuale.

Il gruppo che produce l'app per inviare messaggi che si cancellano dopo pochi secondi, ha messo sul mercato 200 milioni di azioni. Quella di oggi inoltre sarà la più grande Ipo da quella di Alibaba, che nel 2014 si è quotata con un valore iniziale di 624 miliardi di dollari.

Alla fine dell'anno Snapchat ha comunicato di avere in media 158 milioni di utenti attivi al giorno. Mentre i ricavi sono stati di 404 milioni di dollari, in rialzo da vendite pari a zero di solo tre anni fa. Snapchat inoltre ha fatto sapere di poter raggiungere un fatturato di un miliardo di dollari nel 2017.

È inoltre importante capire quali siano le intenzioni di Snapchat: è molto probabile che cerchi nuovi modi di consumo dei contenuti creati dai suoi utenti, per poter continuare a crescere. Ma l'elemento più importante, dicono gli analisti, è che potrebbe riportare fiducia nel mercato delle startup tecnologiche, da troppi anni sotto tono sulla borsa di New York.

Ma ci sono anche alcuni timori: in particolare molti analisti si chiedono quanto riuscirà a differenziarsi da Facebook e quanto non rischi di essere mangiata dal colosso di Mark Zuckerberg. Parlando di società americane, propio Facebook, nel 2012, è stato l'ultimo colosso a quotarsi in borsa.

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