SpaceX: il razzo esplode durante i test. Rimandato il lancio del satellite di Facebook

Per il gruppo è stata un'anomalia ai motori del missile Falcon 9. Non ci sono vittime nè feriti

Questa mattina una forte esplosione è avvenuta sulla rampa di lancio del missile Falcon 9 di SpaceX, a Cape Canaveral in Florida, forse per una anomalia dei motori, dicono i media americani. Le foto, pubblicate su Twitter, mostrano fiamme arancioni e fumo nero provenire dalla stazione spaziale. "In base alle precise regole di sicurezza adottate in questi test molto delicati e pericolosi, sulla piattaforma di lancio non c'erano tecnici né scienziati e dunque non ci sono feriti", precisa SpaceX in una nota. Tuttavia il fallimento del test dovrebbe cambiare il programma del gruppo californiano di Elon Musk che avrebbe dovuto lanciare in orbita il razzo proprio sabato 3 settembre.

A bordo del missile il satellite Amos 6, di proprietà della società israeliana Spacecom. La missione di Amos 6, finanziata da Facebook insieme al gruppo francese Eutelsat, ha come scopo quello di connettere milioni di persone a internet dallo spazio, permettendo al social network di arrivare a coprire zone ancora isolate come quelle dell’Africa subsahariana. “Siamo amareggiati da questo fallimento, ma rimaniamo decisi a realizzare la nostra missione, che è quella di portare internet a tutte le persone del mondo”.

Anche se SpaceX non si è ancora pronunciata in merito, è molto probabile che, secondo i media, il lancio di Falcon 9 di sabato sia stato rimandato. Fondata nel 2002 dall’imprenditore Elon Musk - amministratore delegato di Tesla e cofondatore di PayPal -, Space X è una delle poche società private a fornire servizi di trasporto spaziale e nasce con l'obiettivo di ridurre i costi dei lanci spaziali e favorire (in un futuro prossimo) la colonizzazione di Marte.

Negli ultimi 14 anni ha portato avanti diversi progetti e sviluppato alcuni vettori spaziali già lanciati in orbita: il Falcon 1 e il Falcon 9 sono i due razzi - progettati affinché possano essere utilizzati più volte - impiegati nei vari lanci effettuati sino ad oggi, mentre Dragon è stata la prima nave spaziale - realizzata da una società privata - ad aver mai raggiunto e rifornito la Stazione spaziale internazionale.

È proprio durante una di queste missioni che è avvenuta l’ultima esplosione di Falcon 9, nel giugno del 2015: pochi minuti dopo il decollo, il missile si è completamente disintegrato. L’incidente rappresentava il terzo fallimento nel giro di tre mesi. Come in tutte le operazioni di rifornimento, Space X aveva collaborato allora con la NASA, con la quale lavora dal 2006. Per quanto riguarda l’esplosione di oggi, invece, si tratta di una missione privata alla quale l’agenzia aerospaziale americana non ha preso parte.


Musk: in un giorno persi 390 milioni di dollari

Giornata da dimenticare per l’imprenditore Elon Musk, che in un solo giorno ha perso 390 milioni di dollari. L’esplosione di Falcon 9 è costata al fondatore di SpaceX 62 milioni di dollari. A questa perdita si aggiunge la capitalizzazione bruciata dai titoli di Tesla, la sua azienda di auto elettriche, e di SolaCity, gruppo di sistemi solari che Tesla sta per comprare e di cui Musk è presidente. Hanno perso rispettivamente il 5,3% e il 9,1%. I 31 milioni di titoli Tesla posseduti da Musk, gli avrebbero fatto perdere quasi 350 milioni di dollari nella sola giornata scorsa. I 22 milioni di azioni SolaCity in portafoglio gli sono costati 42 milioni di dollari.
 
Tesla rischia di chiudere oggi la settimana peggiore dal referendum britannico sulla Brexit del 23 giugno scorso; allora l'ottava si chiuse in ribasso del 10,4%; questa volta, di oltre il 6%. Sarebbe la quinta di fila, la serie temporale più lunga da quella di sei settimane finita il 12 febbraio scorso. A fare tirare il freno al produttore dell'auto elettrica sono timori sulla liquidità. Il 31 agosto il gruppo ha detto che raccoglierà entro fine anno nuovi fondi o con un aumento di capitale o con l'emissione di bond.