Spotify, conti in linea con le attese ma non fa utili. Il titolo crolla a Wall Street

Delude anche la crescita degli utenti e aumentano le spese. Ma il più grande timore è la concorrenza di Apple e Amazon
iStock

Brutto trimestre per Spotify che dopo un debutto perfetto lo scorso 3 aprile, ha chiuso i primi tre mesi a Wall Street in perdita, deludendo il mercato. Il gruppo di musica in streaming svedese ha visto il titolo crollare di oltre il 7% nel dopo mercato, quando ha pubblicato i conti del primo trimestre del 2018. A spaventare sono l'aumento della pressione da parte di Amazon e Apple, una crescita tiepida degli utenti e previsioni per il trimestre in corso molto stringate, mentre gli analisti si attendevano un cambiamento rispetto a quanto indicato all'inizio del 2018. La società ha registrato un totale di 170 milioni di utenti - con 75 milioni a pagamento - un numero in linea con le attese. Tuttavia continua a perdere denaro e continuerà a farlo per tutto l'anno visto che prevede un rosso per il 2018 di 330 milioni di euro. Ma vediamo i dettagli.

Nei tre mesi terminati il 31 di marzo, i ricavi hanno raggiunto quota 1,14 miliardi di euro, come si attendeva in mercato. Nello stesso periodo dell'anno scorso Spotify aveva raggiunto 902 milioni di dollari nei ricavi. La perdita netta è stata di 169 milioni di euro, 1,01 euro ad azione, contro 173 milioni di euro, 1,15 euro ad azione, dello stesso periodo del 2017. Gli analisti si attendevano una perdita più contenuta: 28 centesimi ad azione. Gli abbonati a pagamento sono arrivati a 75 milioni, il consensus era di 75,1 milioni. Gli utenti con piano gratuito sostenuto dalla pubblicità, il gruppo ha toccato quota 99 milioni, sopra il consensus fermo a 98 milioni.

Le previsioni per il trimestre in corso sono simili a quelle fatte a inizio anno: 1,1-1,3 miliardi di euro di ricavi, contro 1,29 miliardi previsti dal mercato. Utenti a pagamento: 79-83 milioni, contro 82,1 milioni previsti dagli analisti. Come dicevamo a preoccupare gli investitori è soprattutto l'aumento della competizione di Apple e Amazon: stanno investendo molto denaro nei loro servizi di musica in streaming. Ma anche l'aumento dei costi: Spotify sta investendo in ricerca e sviluppo.

Il 50% delle assunzioni del primo trimestre del 2018 hanno fatto riferimento a quel settore, che tuttavia non porta denaro nel breve termine. Intanto gli investitori stanno cambiando idea: avevano definito Spotify il Netflix per la musica. Una azienda con costi di produzione alti (per Spotify il problema è il pagamento dei diritti) ma che sul lungo termine arriverà a fare utili e a conquistare il mercato.

Spotify aveva esordito a Wall Street con una offerta diretta, senza il sostegno delle banche, lo scorso 3 aprile chiudendo la giornata in rialzo del 13%. Ieri il titolo ha chiuso la seduta a Wall Street in rialzo del 3,11% a quota 170 dollari ad azione.

Altri Servizi

Wall Street, giornata di trimestrali

Restano le preoccupazioni per il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti
AP
Ibm

Per International Business Machines (Ibm), il recupero dei ricavi trimestrali sembra un miraggio dopo la breve ripresa finita lo scorso giugno e durata nove mesi consecutivi (i primi successivi a cinque anni di declini). L'azienda ha tuttavia saputo superare le stime degli investitori, concentrati sul fatto che le vendite siano salite nell'intero esercizio per la prima volta in vari anni.

Shutdown e Russia, sempre più americani bocciano Trump

Sondaggio di Politico: il 57% disapprova il suo operato (record)
White House /Shealah Craighead

Il tasso di disapprovazione per l'operato del presidente statunitense, Donald Trump, ha raggiunto un nuovo record, a causa dello shutdown più lungo nella storia del Paese e delle preoccupazioni per i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin. Questo il risultato dell'ultimo sondaggio di Politico/Morning Consult, secondo cui il 57% degli elettori disapprova il lavoro di Trump, mentre il 40% lo approva.

La Corte Suprema Usa respinge Trump: resta la tutela per i Dreamers (per ora)

Il massimo tribunale ha deciso di non pronunciarsi sulla fine del programma Daca, cercata dal presidente anche per avere un'arma in più nei negoziati con i democratici su immigrazione e muro
Ap

La Corte Suprema statunitense ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di valutare subito e pronunciarsi sulla fine del programma Daca, che protegge dal rimpatrio 700.000 immigrati irregolari arrivati da bambini. Questo significa che il programma voluto dall'allora presidente Barack Obama, contro cui si batte Donald Trump, resta per ora in vigore, in attesa che lo scontro arrivi a conclusione nei tribunali inferiori; inoltre, nel caso in cui il massimo tribunale dovesse accettare un nuovo tentativo da parte del governo, il caso non verrebbe discusso prima di ottobre e una decisione non sarebbe presa prima del 2020. La volontà del massimo tribunale statunitense di non valutare il caso toglierà una potente arma di negoziazione al presidente, che si era detto sicuro di una vittoria davanti alla Corte Suprema, nelle trattative con i democratici sull'immigrazione.

Casa Bianca smentisce: nessuna trattativa è stata cancellata con la Cina

Secondo l'FT, saltati incontri in questa settimana in vista di quello che secondo Larry Kudlow conta più di tutti: quello con il vice premier cinese
AP

Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, ha negato indiscrezioni di stampa secondo cui gli Stati Uniti hanno cancellato un incontro con la Cina pensato per spianare la strada al prossimo round di negoziati di alto livello previsto a Washington tra i negoziatori delle due nazioni il 30 e il 31 gennaio prossimo.

"Il Buffett di Boston" preoccupa i leader riuniti a Davos

Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), non esclude una crisi che si manifesterà con disordini sociali e non solo con sell-off dei mercati

Un investitore miliardario - conosciuto negli Stati Uniti per essere l'equivalente di Boston del cosiddetto Oracolo di Omaha, ossia Warren Buffett - ha messo in guardia gli investitori "compiaciuti" che stanno ignorando i rischi esistenti prendendone di nuovi. Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), ha lanciato il suo avvertimento nella lettera annuale da 22 pagine scritta agli investitori e di cui il New York Times ha ottenuto una copia.

Shutdown, idea Kushner: Green Card per i Dreamers in cambio del muro

La Casa Bianca cerca una soluzione per mettere fine alla paralisi

Un permesso di soggiorno permanente per i 'Dreamers' in cambio dei fondi per il muro con il Messico. Sarebbe questa l'ultima idea in circolazione alla Casa Bianca per un compromesso con i democratici che faccia terminare lo shutdown, secondo tre fonti del sito Axios.

Procter & Gamble ha chiuso un trimestre con utili superiori alle stime e vendite organiche forti, cosa che ha spinto il colosso dei beni al consumo ad alzare il suo outlook.

Gli Usa celebrano Martin Luther King (e Pence lo paragona a Trump)

Oggi è il giorno festivo dedicato al leader della lotta per i diritti civili, premio Nobel per la Pace, ucciso nel 1968

Nel 1965, le marce da Selma a Montgomery, in Alabama, furono un momento fondamentale della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti; diritti per cui, secondo associazioni e comunità afroamericane, è ancora necessario combattere. Per questo, ancora oggi è fondamentale celebrare Martin Luther King, il leader della lotta per l'uguaglianza razziale, premiato nel 1964, a soli 35 anni, con il Nobel per la Pace, e ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis con un colpo di fucile alla testa.