Steve Bannon: come la crisi del 2008 l'ha reso un nazionalista

Tutto ruota attorno alla scelta del padre di vendere certe azioni

E' la crisi finanziaria del 2008, e gli effetti che ha avuto su suo padre, ad avere segnato Steven Bannon. E' in quella crisi, la peggiore dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso, che affondano le radici della politica improntata al nazionalismo dello stratega del presidente americano Donald Trump. "Viene tutto da lì", ha detto in un'intervista al Wall Street Journal.

Il racconto di Bannon parte da una scelta inattesa del padre, quella di vendere la sua partecipazione nella compagnia telefonica AT&T. Era il 7 ottobre del 2008. Lehman Brothers era fallita tre settimane prima. "L'unica ricchezza che mio padre possedeva, oltre alla casa, erano le azioni di AT&T", ha detto, aggiungendo che a indignarlo fu il modo in cui il governo reagì alla crisi: "Le aziende sono state salvate e nessuno è andato in galera. Erano aziende troppo indebitate, e tutti si sono voltati dall'altra parte".

Ricordando quel giorno di caos, il genitore Marty Bannon gli ha fatto eco: in quell'occasione "scoprii quanto stupide fossero le persone che pensavo intelligenti. Non sapevano controllare la situazione. Mi dissi: 'la situazione sta evolvendo così rapidamente che sto per essere completamente travolto'". Da lì la decisione fino ad ora impensabile. Il padre Bannon aveva accumulato la sua partecipazione in AT&T nel corso della sua carriera nel gruppo durata mezzo secolo. Aveva persino siglato prestiti per aumentare la sua quota, vista come una "rete di sicurezza" per i suoi cinque figli. "Ero sempre preoccupato che li avrei lasciati senza nulla. Mi ero detto che non avrei mai venduto quelle azioni", ha spiegato il padre dello stratega di Trump. Ma quando ebbe il sentore della portata della crisi, senza consultare nessuno prese la decisione di vendere tutto. Invece di una plusvalenza, finì - a sua detta - col perdere più 100.000 dollari. Se avesse aspettato, si ritroverebbe ancora con un tesoretto in tasca visto che poi il valore dei titoli AT&T è tornato a salire.

E' questo episodio che per Bannon lo stratega - autodefinitosi il "Dart Fener" della Casa Bianca - è simbolico: mostra come le istituzioni in cui il padre aveva riposto fiducia lo abbiano tradito. La sua tesi è che l'avidità di Wall Street, di cui ha fatto parte avendo lavorato per Goldman Sachs, ha creato la bolla che ha messo a rischio gli investimenti del padre. E la colpa di tutto sta nell'inerzia di Washington che, secondo lui, non ha saputo evitare il peggio.

"Mio padre rappresenta l'ossatura di questa nazione: è uno di quegli uomini che rispettano le regole, il padre lavoratore che rinuncia al proprio bene in favore del bene della famiglia", ha detto il braccio destro di Trump ed espressione della destra antisistema e ultraconservatrice. "Il mondo è probabilmente composto al 95% da tanti Marty Bannon e al 5% da tanti Steve Bannon. E' probabilmente la giusta proporzione per una società stabile", ha aggiunto.

Altri Servizi

Sconfiggere l'Isis: priorità numero uno degli Usa, che chiedono più sforzi militari

Rex Tillerson, il segretario americano di Stato, alla coalizione: il leader del gruppo terrorista Baghdadi ha le ore contate. Fermare il califatto su Internet, "la sua arma migliore"
AP

Sconfiggere l'Isis è l'obiettivo numero uno degli Usa in Medio Oriente. Lo ha ribadito Rex Tillerson, il segretario americano di Stato, aprendo la riunione ministeriale della coalizione internazionale impegnata a lottare contro i miliziani sunniti. Il capo della diplomazia Usa ha usato l'occasione per brindare ai passi avanti fatti, per ipotizzare la creazione di zone sicure per i rifugiati e per ribadire che serve fare di più, anche in termini di risorse militari: tre quarti delle quali arrivano interamente da Washington. Dicendo che il capo dell'Isis ha ormai le ore contante, l'ex Ceo di Tillerson ha invitato la Global Coalition a puntare anche a fermare le attività online dei terroristi, perché sono "l'arma migliore" per reclutare combattenti.

Libia: soluzione pronta per la stabilizzazione politica. E ringrazia l'Italia

Intervista al ministro degli Esteri di Tripoli, Mohamed Taher Siala, che loda Roma sul piano di immigrazione e aiuti umanitari. Chiede aiuto a comunità internazionale. Presto per commentare su Trump ma la gente in Libia non può aspettare
AP

Una soluzione per la stabilizzazione politica della Libia “è pronta” ma occorre che la comunità internazionale faccia pressione sulle parti perché gli accordi vengano rispettati. L’appello giunge dal ministro degli Esteri di Tripoli, Mohamed Taher Siala, che in una intervista si dice ottimista rispetto alla riconciliazione del Paese ancora diviso dopo la drammatica caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011. E ringrazia l'Italia per il buon lavoro in tema di immigrazione e aiuti umanitari.

Wall Street preoccupata, dopo lo stop a Trump sulla riforma sanitaria

La scorsa settimana è stata la peggiore per gli indici statunitensi dall'inizio dell'anno
AP

Trump, oggi l'ordine esecutivo sul clima per 'cancellare' Obama

La firma del presidente avverrà alle 20 (ora italiana); per la Casa Bianca, ci sarà attenzione per l'ambiente e per i posti di lavoro

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, firmerà oggi un ordine esecutivo per cancellare una parte importante delle politiche ambientali del predecessore, Barack Obama, e dare impulso alla produzione di energia. Trump sarà alla Environmental Protection Agency (Epa), l'agenzia federale che si occupa di ambiente, dove alle 14 (le 20 in Italia) firmerà l'Energy Independence Executive Order.

Il Dnc in crisi chiede le dimissioni di tutto il suo staff

L'organo che governa il partito democratico americano sta conducendo interviste per decidere chi resta e chi no e per determinare la direzione del partito stesso dopo l'amara sconfitta elettorale e le rivelazioni imbarazzanti
AP

Il Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico americano, ha chiesto le dimissioni di tutti i membri del suo staff. Questi ultimi sono chiamati a presentare una lettera entro il 15 aprile. Lo sostiene NBC News, secondo cui l'uomo scelto a febbraio per guidare il Dnc ha lanciato una riorganizzazione totale. Si tratta di Tom Perez, 55 anni, ex segretario al Lavoro durante la presidenza di Barack Obama e simbolo della continuità rispetto a Keith Ellison, l'unico altro front runner per quell'incarico e che ha fatto la storia essendo il primo parlamentare musulmano (si convert" a 19 anni) e il primo afroamericano a rappresentare come deputato lo Stato del Minnesota a Washington.

Facebook si dà alla musica per sfidare Spotify e YouTube

Il social network sta reclutando persone esperte nel settore per trattare con etichette musicali e mettere a punto le migliori licenze

Facebook sta sempre più puntando sulla musica per sfidare Spotify e YouTube. Il più grande social network al mondo è alla ricerca di tre top executive esperti del settore musicale per lavorare al suo quartier generale americano.

Altro che la battaglia tra il presidente americano Donald Trump e il Congresso Usa, dove venerdì 24 marzo è stata ritirata la proposta di riforma sanitaria perché priva dei voti necessari per la sua approvazione alla Camera. Secondo un articolo del Wall Street Journal, è l'Italia a rappresentare la principale minaccia politica all'orizzonte per gli investitori.

Gm dice no allo split azionario proposto da investitore attivista

Si tratta di David Einhorn, che però resta convinto della bontà della sua idea
AP

General Motors è messa sotto pressione da un investitore attivista affinché il prezzo delle sue azioni ritrovi slancio attraverso uno split azionario in due classi di titoli. Ma il gruppo guidato da Mary Barra ha detto di avere "analizzato e rifiutato" la proposta non vincolante che Greenlight Capital intende mettere al voto nella prossima assemblea annuale degli azionisti di Gm (durante la quale nominerà quattro candidati per entrare nel cda dell'azienda di Detroit). Il titolo ha comunque acceleratoin borsa.

Salini Impregilo stringe dialogo Usa sulle note di Toscanini

Divisione americana Lane promuove tre concerti esclusivi a Washington e New York

Un tributo musicale al genio cosmopolita del maestro Arturo Toscanini per stringere un dialogo oltreoceano in un anno cruciale per i rapporti economici tra Stati Uniti e Italia: è questo il senso dei tre concerti esclusivi promossi a Washington e New York dal gruppo di costruzioni Salini Impregilo e dalla sua divisione americana Lane Construction Corporation. Nel 150esimo aniversario della nascita e a 60 anni dalla morte di Toscanini, lo spirito del leggendario direttore d’orchestra che nel secolo scorso sfidò i totalitarismi europei e trovò libertà negli Stati Uniti ha echeggiato lunedì sera tra i marmi cesellati e i mosaici policromi della Library of Congress sulle note di Verdi e Rossini interpretate magistralmente dall’Orchestra da Camera del Teatro La Scala. Stasera, sempre nella capitale americana, si replica per il grande pubblico alla Union Station alle 18 e domani, mercoledì 29 Marzo, il tour musicale, accompagnato dalla presentazione del libro “Toscanini – The Maestro: A Life in Pictures” e dalla proiezione della video biografia firmata da Harvey Sachs si conclude alla libreria Rizzoli di New York, sempre alle 18.

Dubbi su strategia Trump sul trade, investitori più preoccupati

Questo pesa sull'umore dei mercati, che abbandonano almeno in parte l'ottimismo visto dopo il voto dello scorso novembre.

Aumentano i dubbi sulla capacità dell'amministrazione americana di portare avanti l'agenda economica del presidente Donald Trump sulla crescita, almeno per quanto riguarda un orizzonte temporale a breve scadenza, e questo pesa sull'umore dei mercati, che abbandonano almeno in parte l'ottimismo visto dopo il voto dello scorso novembre.