Stoltenberg rassicura Trump: "Aumenta la spesa degli alleati Nato per la difesa"

Il segretario generale dell'Alleanza in un op-ed sul Wsj: "Solo tre membri spendevano il 2% del Pil in difesa, nel 2014. Quest'anno dovrebbero essere otto". Ma Trump continua a lamentarsi
U.S. Department of Defense

"Nel 2014, solo tre alleati [della Nato], ovvero Stati Uniti, Regno Unito e Grecia, rispettavano l'impegno del 2 per cento. Quest'anno, ci aspettiamo che quel numero salga a otto, con l'aggiunta di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Inoltre, la maggioranza degli alleati ha in programma di rispettare l'impegno del 2% entro il 2024, con il resto [dei Paesi] che si muove nella giusta direzione". A scriverlo è stato Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, in un op-ed pubblicato sul Wall Street Journal alla vigilia del summit dell'Alleanza in programma a Bruxelles.

"Il presidente Trump è stato esplicito su questo argomento [...] L'aumento delle spese per la difesa Nato nell'ultimo anno e mezzo dimostra che i suoi sforzi stanno facendo la differenza" ha scritto Stoltenberg, riferendosi alle lamentele del presidente statunitense sul rispetto dell'impegno dei membri della Nato a dedicare il 2% del Pil alla difesa entro un decennio, preso al vertice in Galles del 2014.

"Dobbiamo investire di più nella nostra difesa collettiva. In un mondo imprevedibile, dobbiamo fare quello che è necessario per tenere le nostre nazioni al sicuro. Tutti gli alleati Nato lo capiscono. Al nostro vertice del 2014, ogni nazione fu d'accordo a fermare i tagli ai budget per la difesa, ad aumentare le spese e ad andare verso il 2% del Pil alla difesa entro un decennio" ha aggiunto il segretario generale della Nato.

"L'impegno è stato mantenuto. Dopo molti decenni di declino, gli alleati hanno fermato i tagli e incominciato ad aumentare le spese per la difesa. Lo scorso anno, gli alleati hanno aumentato i loro budget per la difesa del 5,2%, il maggior aumento, in termini reali, in un quarto di secolo. Ora il 2018 sarà il quarto anno consecutivo di aumento della spesa".

Concetti simili erano già stati espressi da Stoltenberg alcuni giorni fa, durante un'intervista alla Cnbc: "La buona notizia è che abbiamo cominciato a fare esattamente questo [cioè ad aumentare la spesa per la difesa, ndr] e si vede già un aumento significativo". "Negli ultimi anni, abbiamo aggiunto 87 miliardi di dollari grazie al Canada e agli alleati europei e questo fa davvero la differenza" aveva detto. "Due guerre mondiali e la guerra Fredda hanno mostrato che siamo più forti insieme e che è nell'interesse degli Stati Uniti mantenere un forte legame transatlantico".


Il nuovo attacco di Trump

"Mi sto preparando per partire per l'Europa. Primo incontro - Nato. Gli Stati Uniti stanno spendendo molto più di qualsiasi altro Paese per la loro protezione. Non è giusto per i contribuenti statunitensi. Inoltre, perdiamo 151 miliardi di dollari nel commercio con l'Unione europea. Ci fanno pagare grandi dazi (e barriere)!". Questo il tweet di questa mattina del presidente statunitense, Donald Trump, in partenza per l'Europa; Trump parteciperà al vertice della Nato, in programma domani e dopodomani a Bruxelles; poi, andrà in visita nel Regno Unito e, il 16 luglio, incontrerà a Helsinki il presidente russo, Vladimir Putin.

Già ieri, Trump aveva scritto un tweet simile, accusando gli alleati di non spendere a sufficienza per la loro difesa. "Gli Stati Uniti stanno spendendo per la Nato molto più di qualsiasi altro Paese. Questo non è giusto, non è accettabile. Anche se questi Paesi stanno aumentando i loro contributi da quando sono entrato in carica, devono fare molto di più. La Germania è all'1%, gli Stati Uniti al 4%, e dalla Nato trae molto più vantaggio l'Europa, rispetto agli Stati Uniti. Secondo alcuni resoconti, gli Stati Uniti stanno pagando il 90% [delle spese] della Nato, con molti Paesi per nulla vicini all'impegno del 2%. In più, l'Unione europea ha un surplus commerciale di 151 milioni di dollari con gli Stati Uniti (in realtà, 151 miliardi, ndr), con grandi barriere commerciali sui prodotti statunitensi. No! ".

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