Le storie socialmente rilevanti tornano a un film festival di New York

L'obiettivo: sensibilizzare il pubblico sui temi sociali attraverso il cinema

"SR-Socially Relevant Film Festival New York", festival relativamente nuovo del cinema non-profit, presenta la sua quarta edizione dando appuntamento al "Cinepolis Chelsea" di New York dal 13 al 19 marzo. Le opere in competizione sono divise in 4 categorie principali: 6 lungometraggi di narrativa, 30 documentari, circa 28 cortometraggi (il numero è ancora incerto) e 5 sceneggiature. La serata di premiazione si svolgerà presso il "Tenri Cultural Institute".

In crescita la partecipazione in questa edizione 2017: più di quattrocento proposte provenienti da 23 paesi diversi. "Non è un numero a quattro cifre come quelli ottenuti dai festival più prestigiosi, ma se pensiamo al difficile tema e al fatto che il progetto è ancora poco conosciuto, è stato un grande successo", commenta la fondatrice del festival Nora Armani alla conferenza stampa di presentazione.

"Sono orgogliosa di sostenere la missione di 'SR- Socially Relevant Film Festival New York'. I film hanno il potere di dare vita ai problemi sociali più importanti, questi sono i film che possono veramente fare la differenza..." scrive Erin Brockovich, una delle sostenitrici e sponsor ufficiali del Festival.

Il progetto cinematografico "SR- Socially Relevant" ha dunque l’obiettivo di condividere storie di interesse sociale, umano, che riguardano tutti, nell'intento di far luce su temi impegnativi. Durante i primi tre anni di vita il Festival ha lanciato già 157 film provenienti da più di 33 paesi. Le iscrizioni sono arrivate da tutto il mondo, ma quest’anno l’affluenza maggiore è stata dai Paesi Bassi.

"Non ci piace la violenza gratuita. La nostra proposta contiene film illuminanti, edificanti, divertenti, ma soprattutto artisticamente attraenti", commentano gli organizzatori del festival, che lavorano per offrire agli artisti efficaci strategie di marketing, assistenza nella vendita e nella distribuzione dei film, rendendo così commercialmente validi prodotti di qualità che altrimenti non arriverebbero ai più.

Mai come oggi diventa necessario aprire tante finestre luminose intorno al mondo e fare in modo che più persone possibili vi si affaccino, soprattutto da quelle posizionate su luoghi meno conosciuti – o conosciuti male - dal grande pubblico.

È il caso del già premiato (European Film Academy) cortometraggio "9 DAYS - FROM MY WINDOW IN ALEPPO" che racconta della guerra in Siria, in gara al Festival e diretto dai registi Floor van der Meulen, Thomas Vroege, e Issa Touma. Touma a causa del passaporto siriano (probabilmente) non sarà in grado di assistere alla premiazione finale, visto il recente ordine esecutivo firmato dal Presidente Donald Trump che vieta temporaneamente l’accesso negli Stati Uniti ai paesi musulmani.

Ecco servito su un piatto d’argento una delle attuali situazione di conflitto, tensione, scomode questioni, su cui c’è bisogno di lavorare. A sostegno di tale percorso non può di certo mancare lo sviluppo di una maggiore consapevolezza generale, educazione, e speranza… quella che i bei film possono ancora portare dappertutto.

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