Stylistico: non il solito showroom, ma un ponte tra l'Europa e l'America

Guglielmo Melegari (ex Max Mara, Pomellato), Marcello Abrate (ex Benetton Nord America) e Lauren Kiefer (ex Bergdorf Goodman): le tre teste della moda europea negli Usa

Se New York è "un ponte teso tra la vecchia Europa e l'allucinante mistero che chiamano America", allora non c'è sulla terra un posto migliore per creare una realtà che sia allo stesso tempo custode della sapienza europea in fatto di moda e nave lanciata nel mare gigante del suo mercato.

Questa realtà esiste da inizio febbraio, si chiama Stylistico ed è un luogo che va oltre il concetto di showroom: nasce infatti con l'obiettivo di fungere da vero e proprio quartier generale americano per molti marchi italiani ed europei. A pensarlo, volerlo e metterlo in piedi sono state tre menti (due delle quali italiane) che con la moda, l’Europa e l’America hanno a che fare da sempre: Guglielmo Melegari, ex amministratore delegato negli Usa di Max Mara prima e di Pomellato poi, Marcello Abrate, ex amministratore delegato di Benetton Nord America, e Lauren Kiefer, americana delle Hawaii, che per questa nuova avventura ha lasciato il grande magazzino di lusso Bergdorf Goodman sulla Fifth Avenue a Manhattan, dov’era vice presidente del divisional merchandising management.

 

America24 è andata a trovare Melegari e Kiefer nella sede di Stylistico per farsi raccontare che cosa significa fare da ponti e telescopi della bellezza nell’America del nuovo millennio. Partendo dall’inizio: ovvero chiedendo loro com’è nata l’idea e poi l’avventura.

"In ventun anni negli Stati Uniti (di cui dodici per Max Mara e nove per Pomellato, ndr), ho iniziato a collaborare con gruppi italiani che volevano affacciarsi sul mercato statunitense e ho vissuto in prima persona le problematiche che aziende meno strutturate possono trovarsi ad affrontare", ci ha detto Guglielmo Melegari. "Mi sono reso conto che c’era un’opportunità, una strada inesplorata".

E qui è arrivato quello che poi sarebbe diventato il primo socio della futura Stylistico: "Ho iniziato a parlarne con Marcello Abrate e abbiamo deciso di seguire questa via del tutto nuova". A loro si è infine aggiunta la terza testa: Kiefer. "Con Lauren ci conosciamo da molto tempo, siamo diventati amici tramite mia moglie che è una sua cara amica. Lei è stata per quindici anni a Bergdorf Goodman, dov’era responsabile degli acquisti di tre piani", prosegue Melegari.

Stylistico vuole presentarsi con un modello di business innovativo: "Va al di là del solito showroom", ci spiega Kiefer in un italiano impeccabile, studiato all’università e poi diventato per lei anche uno strumento di lavoro: prima a BG, dove conoscere la lingua le ha permesso di relazionarsi in maniera unica con le grandi firme italiane di cui gestiva gli acquisti, e ora qui. "Il nostro scopo è quello di creare una vera e propria base d’appoggio per le aziende europee che lavorano con noi", ci dice.

"Siamo di fatto la filiale americana delle aziende che rappresentiamo, andando al di là del ruolo tradizionale dell’agente o del distributore", continua Melegari. "Ci sono diversi showroom tradizionali che vendono in maniera tradizionale il prodotto, ci sono società specializzate che lavorano bene sulla gestione del back of the house e quindi fanno tutto ciò che farebbe un ufficio amministrativo di una filiale", ci spiega. “Che io sappia, però, nessuno aveva mai messo insieme le due cose”.

A fare davvero la differenza è l'esperienza maturata sul mercato americano dalle tre menti di Stylistico, coniugata alla conoscenza che tutti loro hanno del mondo europeo. “La sensibilità congiunta Europa-Usa è molto importante. Ci sono tante aziende che magari vorrebbero entrare sul mercato americano e non hanno idea di come fare, o non conoscono abbastanza a fondo questa realtà", ci spiega Melegari. "Serve sì, questo sempre, l’autenticità del lavoro artigianale straordinario in cui sono maestre certe realtà europee, ma non basta: è fondamentale saper creare un dialogo con un mercato che ha esigenze, tempistiche, necessità, sensibilità diverse", prosegue. "La nostra idea è semplice e innovativa: dare l’opportunità a un brand di lavorare in presa diretta negli Stati Uniti con professionalità molto capaci, e al contempo in termini digeribili dal punto di vista economico. Una cosa che, se dovessero trovarsi a farla in modo diretto aprendo una loro filiale, sarebbe molto più complicata e costosa. Noi qui siamo il loro avamposto".

Il portfolio clienti di Stylistico al momento include tra gli altri Acynetic, Albino Teodoro, a.t.p.co, Gentry Portofino, Jonofui, Marinella, Onefivezero, Pantofola d’Oro, Paloma Barcelo, Silvano Sassetti, Dice Kayek.

"Il primo lancio di cui ci occuperemo sarà la collezione autunno/inverno 2017-2018 di Acynetic, il nuovo marchio di Adriano Goldschmied e Marco Doro", racconta Kiefer.

Goldschmied, triestino ribattezzato "il padrino del denim" (Diesel, Replay), ha disegnato "una collezione che si ispira agli anni ‘80 e ‘90 e introduce una nuova idea di denim: capi che sembrano jeans ma vestono con una comodità che, posso dirlo?, è un regalo meraviglioso che Adriano fa a tutte le donne", ci dice Lauren. "Per questo lancio siamo emozionatissimi".

Ci mostra poi il maglione che indossa, e prosegue: "È un capo di cachemire di Gentry Portofino, quando ho scoperto questo marchio me ne sono innamorata. Trovare una qualità di questo tipo a un prezzo accessibile mi è sembrato un miracolo. Il mercato americano può impazzire per un prodotto del genere".

Prima di salutarci, Melegari e Kiefer ci fanno fare un piccolo tour dello showroom, che è uno spazio a tinte chiare e luminoso affacciato sui palazzi della 18esima strada a Manhattan. Ci sono capi appesi ovunque, e ovunque c’è colore: qualcosa di rosa, nero, rosso, cammello, azzurro. Colore, e tessuti che viene voglia di toccare: il cachemire di Gentry Portofino, le cravatte dello storico cravattificio napoletano Marinella che per la prima volta arriva negli Stati Uniti, i modelli di Pantofola d’Oro ("Quand’ero ragazzo, chiunque giocasse a calcio sapeva che le ‘Pantofola’ erano scarpe di un altro livello, le migliori in circolazione"), gli abiti da sera divertenti di Dice Kayek, casa di moda con sede a Parigi fondata da due giovani sorelle turche.

Il punto cruciale per Stylistico è proprio questo: la cura nella scelta di ogni prodotto, e poi nello sviluppo specifico di ogni collezione affinché questa possa incontrare il gusto del mercato americano. "Avendo vissuto per molto tempo dall’altra parte, facendo la buyer per dieci anni e poi la divisional per cinque, mi sono resa conto che mancava davvero una cosa del genere. La mia sfida quando lavoravo per Bergdorf Goodman era questa: magari trovavo un marchio nuovo che mi piaceva tantissimo, però poi non potevo fidarmi, perché i tempi delle consegne spesso non venivano rispettati e magari dovevo cancellare l’ordine", ci racconta Kiefer. "Io cercavo e volevo un contatto per i miei buyer che si trovasse in America e fosse quindi facilmente accessibile, ma che al contempo rispondesse e capisse le nostre domande", prosegue. "Trovare un prodotto speciale e non avere modo di comprarlo o di essere sicuri che arrivi in tempo è una grande occasione persa per i marchi, ed è una cosa che ho vissuto tante volte proprio perché non esisteva una realtà che facesse da ponte".

E Stylistico vuole presentarsi proprio così: un ponte tra l’Europa e l’America, e un luogo che è insieme porto e nave. Porto per accogliere i marchi che arrivano dall’Europa e a Stylistico si affidano, e nave per portarli nel mare americano. Tre cose in un posto solo, che accoglie e protegge la sapienza artigianale europea che arriva dall’altro lato dell’Atlantico e insieme la proietta sul mercato statunitense. "Io sono cresciuta a Bergdorf Goodman, che è il top. Per andare via da quella che per tanti anni ho considerato casa mia, doveva valerne davvero la pena", ci dice Kiefer. "Quando Guglielmo e Marcello mi hanno parlato di questo progetto mi sono detta: ecco, per questa cosa sì, ne vale la pena".

Modello "Rosi Loren", collezione Acynetic A/I 2017-2018 (per gentile concessione di Stylistico)
Modello "Flora Stella", collezione Acynetic A/I 2017-2018 (per gentile concessione di Stylistico)
Altri Servizi

Fca punta a soluzione "giusta" del caso emissioni in Usa

Secondo Bloomberg, la Giustizia americana potrebbe fare causa al gruppo questa settimana se i negoziati non portassero a una soluzione. L'azienda: "Sarebbe controproducente". Un'analista: sarebbe uno sviluppo inatteso
AP

Una causa legale ancora non è stata depositata dal governo Usa e, salvo sorprese, non ci sono indicazioni che lo sarà a breve nei confronti di Fiat Chrysler Automobiles. C'è chi interpreta così, ridimensionandole, le indiscrezioni di Bloomberg che ieri hanno provocato un calo del 3,7% del titolo Fca nel dopo mercato a Wall Street, ampliando la flessione registrata nel corso della seduta (-3,11% a 10,59 dollari) in una giornata per altro in cui la Commissione europea aveva annunciato l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa Ue in materia di omologazione dei veicoli. Secondo Bloomberg, il dipartimento di Giustizia Usa già questa settimana potrebbe fare causa al gruppo guidato da Sergio Marchionne se - e solo se - dovessero fallire i negoziati da tempo in corso sulla violazione presunta delle leggi americane sulle emissioni. Fca punta a una soluzione "giusta" del caso.

Riparare l’iPhone da sé? Apple è contraria

Il gruppo sta lottando contro una proposta di legge che obbligherebbe i produttori di dispositivi elettronici a rilasciare informazioni utili per la riparazione

Apple non vuole che i suoi consumatori possano essere liberi di aggiustare autonomamente i propri iPhone. Il gruppo tecnologico, così come aziende del calibro di J&J, Toyota e Verizon, stanno unendo le forze in attività di lobby per ostacolare una proposta di legge che le forzerebbe a rendere disponibili le informazioni utili per riparare dispositivi elettronici per conto proprio o con l’aiuto di parti terze.

Apple: dall’iPhone al glucometro senza ago?

Il Ceo Cook visto testare un dispositivo connesso all’Apple Watch. Il target di riferimento: non solo diabetici ma chi vuole essere in salute
iStock

Apple sta forse pensando a mettere piede nel settore della sanità. Il produttore dell’iPhone sembra stia lavorando allo sviluppo di un apparecchio in grado di monitorare i livelli di zucchero nel sangue. L’amministratore delegato Tim Cook è stato avvistato nel quartiere generale del gruppo a Cupertino, California, mentre testava il prototipo di un dispositivo connesso all’Apple Watch e in grado di tenere traccia delle variazioni della glicemia nel sangue a seconda di fattori quali cibo ed esercizio fisico.

Fca deposita richiesta di certificazione emissioni diesel in Usa

Mossa frutto di "collaborazione" tra Epa e Carb, autorità che a gennaio avevano accusato il gruppo di una possibile violazione delle leggi. Il gruppo conta di risolvere così le loro preoccupazioni e di aggiornare software di 104.000 auto finite nel mirino
Fca Us

Fiat Chrysler Automobiles ha fatto un passo concreto verso quella che spera sia una soluzione per archiviare le accuse di violazione delle leggi sulle emissioni avanzate all'inizio dell'anno dall'Agenzia per la protezione ambientale (Epa) e la California Air Resources Board (Carb) americane e riguardanti circa 104.000. Se ci riuscisse, eviterebbe anche una causa da parte del dipartimento di Giustizia, ipotesi che nei due giorni scorsi aveva pesato sul titolo.

Trump dall'Arabia saudita parla ai musulmani: uniamoci contro il terrorismo

Oggi terrà un discorso sulla religione e sullo sradicamento dello Stato islamico. Ma soprattutto cercherà di dare una nuova immagine a 1,6 miliardi di musulmani, dopo gli attacchi e i commenti razzisti dei mesi scorsi

Il presidente americano Donald Trump nelle prossime ore cercherà di mettere gli Stati Uniti e lui stesso in una nuova posizione con gli 1,6 miliardi di musulmani in tutto il mondo che hanno dovuto ascoltare nel corso della campagna elettorale e poi durante la presidenza i commenti islamofobici del presidente. Ma l'obiettivo principale del discorso di oggi dall'Arabia saudita di Trump sarà quello di spingere il mondo musulmano a combattere l'ideologia radicale islamista di gruppi terroristici come l'ISIS, che Trump ha promesso di distruggere. "Il nostro scopo è quello di creare una coalizione di nazioni che condividono l'obiettivo di fermare l'estremismo e di offrire ai nostri figli un futuro di speranza che faccia onore a Dio ... Ogni volta che un terrorista uccide una persona innocente e invoca il falso nome di Dio, dovrebbe essere un insulto a ogni persona di fede ", dirà Trump, secondo estratti del suo discorso diffusi dalla Casa Bianca.

Trump parla ai Paesi musulmani: uniamoci contro l'estremismo islamico

Il presidente americano dall'Arabia saudita pronuncia un discorso di speranza e di collaborazione tra gli Stati Uniti e il mondo islamico. Ma chiede maggiore azione per combattere l'estremismo
AP

Donald Trump parla con grande lentezza, scandisce ogni singola parola. E inizia il suo discorso in Arabia Saudita ringraziando il padre di re Salman, Aziz, visto che grazie a lui è iniziato il rapporto di alleanza tra Washington e Riyadh. "Il nostro scopo è quello di creare una coalizione di nazioni che condividono l'obiettivo di fermare l'estremismo e di offrire ai nostri figli un futuro di speranza che faccia onore a Dio ... Ogni volta che un terrorista uccide una persona innocente e invoca il falso nome di Dio, dovrebbe essere un insulto a ogni persona di fede ", ha detto il presidente americano, parlando ai leader dei Paesi a maggioranza musulmana. 

Cisco annuncia altri 1.100 esuberi

Il gruppo ha chiuso un trimestre migliore del previsto ma l'outlook sui ricavi ha deluso. Tonfo dell'8% del titolo nel dopo mercato

Cisco Systems ha chiuso il suo terzo trimestre fiscale con utili e ricavi superiori alle stime degli analisti fornendo però un outlook deludente. Inoltre, il gruppo che fornisce soluzioni di rete ha detto che eliminerà altri 1.100 posti di lavoro, che vanno ad aggiungersi ai 5.500 posti già annunciati in un piano di ristrutturazione lo scorso agosto.

Trump, Opec e Fed: la settimana economica in arrivo

I principali appuntamenti di questa settimana
AP

Nella settimana in arrivo gli investitori guarderanno con la massima attenzione tre eventi: il viaggio del presidente americano in Medio Oriente e in Europa, le minute della Fed di mercoledì e infine l'incontro di giovedì a Vienna tra i Paesi Opec.

I poteri di Mueller, procuratore speciale (ma non indipendente)

Figura più debole del vecchio 'special prosecutor', visto che dipende dal dipartimento di Giustizia. Avrà comunque ampi poteri

La decisione del dipartimento di Giustizia statunitense di affidare all'ex direttore dell'Fbi, Robert Mueller, l'incarico di indagare sui possibili legami tra lo staff del presidente Donald Trump e la Russia è senza dubbio una vittoria per i democratici, un nuovo (grosso) problema per la Casa Bianca e un chiaro segnale che lo scandalo che ha rallentato l'amministrazione non farà altro che ampliarsi nelle prossime settimane. Non è solo la decisione di incaricare un procuratore speciale a preoccupare la Casa Bianca, ma è anche l'uomo scelto per assumere l'incarico: Mueller ha guidato l'Fbi dal 2001 al 2013, è una figura considerata al di sopra delle parti ed è, anche, un grande amico di James Comey, il direttore del Federal Bureau licenziato la scorsa settimana da Trump.

Wall Street reagisce ai timori su Trump

Ieri, mercati in rialzo dopo il peggior sell-off del 2017
AP