Tagli al budget Onu, Usa se ne vantano promettendone altri

A24

Gli Stati Uniti si vantano di avere avuto un ruolo determinante nel decidere il budget delle Nazioni Uniti per l'anno 2018-2019, significativamente ridotto. Quando domenica 24 dicembre i membri del Palazzo di vetro hanno raggiunto un accordo su un budget da 5,4 miliardi di dollari, l'ambasciatrice Usa all'Onu ha diffuso un comunicato in cui ha enfatizzato il ruolo degli Usa - il principale finanziatore dell'organizzazione - nell'ottenere oltre 285 milioni di dollari di tagli dal budget per il biennio che sta per concludersi. E ha fatto intendere che altri risparmi sono all'orizzonte.

Nikki Haley ha spiegato che "l'inefficienza e l'eccesso di spese" da parte dell'Onu sono cosa nota e che per questo "non permetteremo più che si approfitti della generosità del popolo americano". In negoziati futuri "potete essere certi che continueremo a cercare modi per aumentare l'efficienza dell'Onu proteggendo allo stesso tempo i nostri interessi".

Non è stata la prima volta che Haley ha fatto capire di volere fare leva sulla posizione finanziaria degli Usa per ottenere quello che vuole dentro il Palazzo di vetro. Quando assunse il suo attuale ruolo lo scorso gennaio, l'ex governatrice della South Carolina avvertì: "Vedrete cambiare il modo in cui si fanno le cose". Anche il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, vorrebbe rendere più efficiente l'organizzazione di cui è alla guida ma le parole in arrivo ripetutamente dall'amministrazione Trump suonano come una minaccia.

Nella sola settimana precedente il Natale, in varie occasioni l'amministrazione Trump ha legato il sostegno finanziario dell'Onu alle pretese degli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump e Haley andarono su tutte le furie quando tutti i membri del consiglio di sicurezza Onu (Usa esclusi) hanno votato contro il riconoscimento da parte degli Usa di Gerusalemme come capitale d'Israele. Trump ha poi minacciato l'assemblea generale dell'Onu, che a sua volta si è schierata contro la mossa controversa che rende ancora più complicato il raggiungimento di un accordo di pace israelo-palestinese: "Lasciate che votino contro di noi. Risparmieremo un sacco". Quando 128 Paesi sui 193 facenti parte delle Nazioni Unite hanno votato a favore di una risoluzione che boccia simbolicamente la decisione degli Stati Uniti su Gerusalemme, Haley ha tuonato: "Ricorderemo questo voto", facendo capire di avere preso nota dei Paesi che si erano schierati contro gli Usa (come a dire che non riceveranno aiuti).

In base a una formula legata a diversi fattori tra cui la dimensione dell'economia di un Paese, gli Usa sono responsabili del 22% del budget operativo dell'Onu. Ciò rende l'America il finanziatore numero uno. Per il 2016-2017 Washington ha versato 1,2 miliardi di dollari su 5,4 miliardi totali. I contribuenti americani sono il principale finanziatore di un budget separato delle Nazione Unite destinato alle operazioni di peacekeeping e che nel suo complesso vale 6,8 miliardi per il 2017-18; il 28,5% del totale arriva dagli Usa.

Stando alla missione Usa all'Onu, i tagli al budget includono risparmi nelle spese per i viaggi e per consulenti. Sono previste anche limitazioni ai compensi e una ottimizzazione dell'uso del quartier generale del Palazzo di Vetro per ridurre gli spazi in affitto.

Citato dal New York Times, Human Rights Watch ha spiegato che non c'è nulla di sbagliato nell'aumentare l'efficienza ed eliminare gli sprechi all'Onu. L'importante è che non venga limitata la capacità dell'organizzazione creata dopo la Seconda guerra mondiale di salvare vite e di monitorare, indagare e gettare luce sugli abusi di diritti umani.

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