Tesla chiude primo trimestre con una delle sue peggiori perdite

Il ritorno all'utile slitta al terzo trimestre. Problemi nelle consegne della Model 3

Tesla ha annunciato una delle sue peggiori perdite trimestrali deludendo gli analisti. Il Ceo Elon Musk ha tentato di rassicurare la comunità finanziaria e in una call ha detto che in un mese spera di offrire un prodotto assicurativo che "sarà molto più convincente di qualsiasi altra cosa esistente".

Dopo due trimestri di fila in utile, il produttore di auto elettriche ha registrato una perita di 702 milioni di dollari, cifra che include 188 milioni di oneri una tantum. La perdita per azione è passata a 4,10 dollari da 4,19 dollari dei primi tre mesi del 2018. Al netto di voci straordinarie, la perdita è stata di 2,9 dollari contro quella da 3,35 dollari di un anno prima. Gli analisti si aspettavano un buco di solo 1,15 dollari per azione.

Tesla, che aveva messo in guarda sui risultati del periodo gennaio-marzo, non si aspetta più un secondo trimestre in utile ma in perdita. Nella call con gli analisti, il direttore finanziario Zachary Kirkhorn ha spiegato che il ritorno alla redditività è previsto nel terzo trimestre. L'azienda, che a inizio 2019 aveva tagliato il prezzo delle sue vetture mettendo sotto pressione i margini, "sta lavorando sodo e sta facendo progressi incredibili per migliorare l'efficienza sui costi delle attività senza sacrificare la crescita".

Tesla ha inoltre comunicato di avere chiuso il primo trimestre dell'anno con 2,2 miliardi di dollari in cash, 1,5 miliardi in meno rispetto alla fine del 2018 per via del pagamento di 920 milioni di dollari di bond covertibili e di un aumento del numero di vetture in transito verso i consumatori alla fine del trimestre di riferimento. Il gruppo ha anche spiegato che la gran parte delle vetture che dovevano essere consegnate tra gennaio e marzo lo sarà tra aprile e giugno.

Tesla - alle prese con le prime consegne della berlina pensata per il mercato di massa, la Model 3, in Europa e Cina e con un inatteso calo delle consegne dei vecchi modelli Model S e Model X - ha confermato le sue guidance per consegne per 360-400mila vetture nel 2019, un incremento del 45-65% sul 2018. Tesla ha voluto sottolineare che i veicoli prodotti saranno numericamente superiori a quelli consegnati "dal momento che ci vogliono varie settimane per trasportare vetture dalla California a clienti lontani, specialmente in altri paesi dove devono anche passare attraverso le dogane". Nel primo trimestre la produzione è stata di circa 63mila Model 3, il 3% in più del trimestre precedente.

Tesla ha anche detto che la Gigafactory a Shanghai sarà finanziata interamente attraverso debito emesso localmente. Al 31 marzo scorso la società si era garantita circa 522 milioni di dollari di linee di credito da banche cinesi. "Se la nostra Gigafactory a Shanghai (Cina, ndr) raggiungerà volumi produttivi all'inizio del quarto trimestre di quest'anno", si legge in una nota, "potremmo essere in grado di produrre fino a 500 mila vetture nel mondo nel 2019. E' una tempistica aggressiva ma è quello a cui puntiamo. Tuttavia, sulla base di quello che sappiamo oggi, essere in grado di produrre oltre 500mila vetture nel mondo nei 12 mesi che finiranno il 30 giugno 2020 sembra una cosa molto probabile".

Altri Servizi

Wall Street, timori per la crescita cinese

L'economia di Pechino cresciuta del 6,2% nel secondo trimestre rispetto a un anno prima, il passo più lento in almeno 27 anni
AP


Migranti, Corte costituzionale del Guatemala blocca il possibile accordo con gli Usa

Washington vuole lasciare ai centroamericani i richiedenti asilo provenienti da El Salvador e Honduras
AP

La Corte costituzionale del Guatemala ha emesso un'ordinanza per impedire al presidente Jimmy Morales di firmare un controverso accordo sull'immigrazione con il presidente statunitense Donald Trump. L'accordo, se firmato, costringerebbe i migranti provenienti da El Salvador e Honduras a chiedere asilo in Guatemala, invece che negli Stati Uniti, il Paese dove vorrebbero dirigersi.

Blackout a New York, città al buio per tre ore

Colpita una parte di Manhattan, oltre 70 mila senza corrente elettrica. Traffico impazzito e diversi problemi ma nessun danno né feriti
Ap

Caos a New York per un blackout che sabato sera ha paralizzato una parte della città per almeno tre ore. Il problema, dovuto a un guasto alla rete elettrica, ha lasciato al buio oltre 70mila persone secondo quanto dichiarato da Con Edison, la società che gestisce i servizi di gas ed elettricità della città. La zona maggiormente colpita è stata quella del West Side, la parte di Manhattan a ovest di Central Park, dove il blackout è iniziato attorno alle sette di sabato sera.

Trump attacca le deputate progressiste: "Tornino nei Paesi corrotti da dove sono venute"

Nel mirino Ocasio-Cortez, le musulmane Ilhan Omar e Rashida Tlaib e l'afroamericana Ayanna Pressley

In un weekend particolarmente teso negli Stati Uniti, dopo il via libera di Donald Trump ai raid contro i migranti irregolari, il presidente americano si è scagliato contro un gruppo di parlamentari progressiste appartenenti ad alcune minoranze etniche sempre più influenti all'interno del Partito Democratico.

Usa-Iran, Trump uscì dall'accordo nucleare per "fare un dispetto a Obama"

Il Mail on Sunday ha pubblicato nuove rivelazioni dai messaggi dell'ex ambasciatore britannico a Washington Kim Darroch
AP

Continua a fuga di notizie che ha causato le dimissioni dell'ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Kim Darroch. Il The Mail on Sunday ha pubblicato nuovi messaggi relativi a un memo scritto dall’ambasciatore di Londra nel quale si dice che il presidente Donald Trump decise di uscire dall'accordo sul nucleare iraniano, nel maggio del 2018, "per fare un dispetto" al suo predecessore, Barack Obama, che lo aveva firmato nel 2015.

Scontro Usa-Francia sulla web tax: Trump minaccia dazi

La misura colpisce 30 aziende tra cui le americane Alphabet, Apple Amazon e Facebook ma anche gruppi cinesi, tedeschi, spagnoli e britannici
Ap

Gli Stati Uniti hanno aperto un'inchiesta sulla web tax approvata oggi dal Senato francese, che ha ignorato l'avvertimento arrivato ieri da Washington. Nel mirino c'è l'imposta pari al 3% per le aziende digitali con un fatturato globale di oltre 750 milioni di euro e uno di 25 milioni generato in Francia.

Caso Epstein: si dimette Acosta, segretario al Lavoro Usa

Lo ha annunciato il presidente Trump, che aveva sempre difeso il suo ministro

Il segretario al Lavoro statunitense, Alexander Acosta, si è dimesso. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump, lasciando questa mattina la Casa Bianca, sottolineando che è stata una decisione di Acosta, che gli ha telefonato per annunciargli la sua decisione. "È un brav'uomo e ci mancherà" ha detto Trump. Le dimissioni sono il frutto delle polemiche sul rinvio a giudizio per sfruttamento sessuale di minorenni del miliardario Jeffrey Epstein, che un decennio fa aveva ottenuto un patteggiamento molto favorevole per le stesse accuse grazie ad Acosta, allora procuratore federale.

Dopo il governatore della Federal Reserve, anche il segretario americano al Tesoro fa pressione sul Congresso affinché alzi il tetto al debito per evitare che gli Stati Uniti si ritrovino da inizio settembre senza i fondi per finanziare le loro spese e onorare i propri impegni con i creditori.

Netflix perde "Friends", la celebre serie TV passa sul nuovo servizio Hbo Max

L'annuncio di WarnerMedia. Accordo quinquennale a partire dal 2020

Dopo "The Office", Netflix perde i diritti a trasmettere un'altra celebre serie Tv americana: "Friends". WarnerMedia (l'ex Time Warner rilevata da AT&T in una transazione da oltre 80 miliardi di dollari) ha comunicato che le avventure di Jennifer Aniston nei panni di Rachel Green e quelle degli altri cinque suoi amici verranno trasmesse su un nuovo servizio in streaming che verrà lanciato la prossima primavera e che si chiamerà HBO Max.