Tesla: il Ceo Musk chiede scusa agli analisti, "sono stato maleducato"

Tre mesi fa aveva stupito accusandoli in una call di fargli domande "così aride che mi stanno uccidendo". Il mea culpa segue l'ennesima trimestrale in perdita ma a detta dell'a.d. sarà l'ultima in rosso

Tre mesi fa aveva lasciato tutti a bocca aperta, accusando gli analisti riuniti in una call a commento dei conti di fargli domande "così aride che mi stanno uccidendo". Ieri, dopo la diffusione del bilancio relativo al secondo trimestre, Elon Musk ha fatto un mea culpa da molti considerato storico.

Forse l'irriverente e a tratti strafottente Ceo ha capito che non gli conviene innervosire gli investitori con un comportamento discutibile. Forse ha capito che affinché il mercato abbia fiducia in Tesla, un gruppo ancora in perdita, deve suonare rispettabile tanto più che è un amministratore delegato. E così, quando ieri Toni Sacconaghi di Stanford Bernstein ha fatto la prima domanda della call, Musk ha preso la parola chiedendo scusa. "Chiedo scusa per non essere stato educato nella call scorsa. Non ci sono davvero scusanti per le cattive maniere", ha dichiarato Musk. E dopo avere giustificato il suo tono di voce mogio e a tratti confuso - "sto dormendo poco e lavorando tanto" - il Ceo ha ribadito che "non ci sono davvero scuse" per quanto successo tre mesi fa. Stesso copione quando Joseph Spak, di RBC Capital Markets, ha preso la parola. A colui che era stato accusato di avere fatto domande "aride", Musk ha offerto un ramo di ulivo.

Ora Wall Street spera che il Ceo di Tesla non sia più fonte di distrazione con un comportamento problematico. Per gli analisti di KeyBanc Capital Markets, quelle sentite ieri via telefono sono state "forse le scuse più significative di tutti i tempi" e il Ceo "ha lavorato a riportare fiducia e credibilità tra gli investitori".

Anche Jim Cramer, tra i commentatori di Cnbc conosciuto per i suoi toni di voce accesi, ha detto che quella di ieri è stata "una call davvero buona". Per lui quella tenuta da Musk è stata "la call più ragionevole e sana che il manager abbia mai tenuto".

Gli investitori sembrano essere d'accordo visto che il titolo Tesla sta vivendo la seduta migliore da oltre 5 anni (+13,6% a 341,62 dollari). L'ultima volta che l'azione aveva guadagnato così tanto era il 9 maggio 2013, quando guadagnò il 24,4% dopo la diffusione dei conti del primo trimestre di quell'anno.

Musk ha promesso che dal trimestre in corso Tesla sarà redditizia e con un flusso di cassa positivo. Inoltre, Tesla ha ribadito che entro fine agosto arriverà a produrre 6.000 esemplari alla settimana della Model 3, la berlina pensata per il mercato di massa che ha avuto non pochi problemi di produzione. Infine, il Ceo ha garantito che Tesla non ha bisogno di una iniezione di capitali. Per ora il mercato gli crede. Fino alla prossima boutade. Perché Musk - abituato a scontri anche via twitter - è un Ceo tutt'altro che convenzionale ed è impegnato in altre aziende di sua proprietà come quella spaziale SpaceX o Boring Company, pensata per costruire un sistema sotterraneo di trasporto super veloce.

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