Tesla: la call "bizzarra" delude gli analisti, sell-off del titolo

Il Ceo Musk evita di rispondere a domande sulle esigenze finanziarie del gruppo: "Domande sono così aride. Mi stanno uccidendo"
AP

"Strana". "Bizzarra". "Assurda". "Senza precedenti". Gli analisti sono tutti concordi nel giudicare la call a commento dei conti di Tesla che ieri ha visto protagonista l'irriverente e a tratti strafottente Ceo, Elon Musk. Il produttore di auto elettriche ha chiuso il primo trimestre del 2018 con una perdita peggiore di quella dello stesso periodo dell'anno precedente ma comunque più contenuta delle stime. I ricavi sono cresciuti più delle attese. Tesla ha inoltre confermato i target per la produzione di Model 3, la berlina per il mercato di massa, e ha ribadito che nella seconda metà dell'anno genererà utili e un flusso di cassa positivo. Il mercato sembra non crederci dal momento che nella call Musk è stato restio nel fornire dettagli sulla potenziale esigenza di finanziamento dell'azienda.

A un analista che gli aveva chiesto se vorrebbe raccogliere capitali senza aspettare di averne bisogno, Musk ha risposto: "No. Non voglio". E a un'altra domanda, di diverso genere, ha tuonato: "Queste domande sono così aride. Mi stanno uccidendo". La reazione a Wall Street è stata immediata: se ieri nell'after-hours il titolo ha bruciato gli iniziali rialzi arrivando a perdere quasi il 5%, oggi ha perso oltre il 7% intorno ai 281 dollari. E i prezzi dei bond emessi dal gruppo sono scesi.

Moody's resta convinta che Tesla avrà bisogno di due miliardi di dollari, che raccoglierà o nel mercato obbligazionario o con un aumento di capitale.

RBC Capital Markets ha tagliato l'obiettivo di prezzo a 280 da 305 dollari; per gli esperti, nella call "sono mancate le risposte alle domande nella mente degli investitori, cosa che ha offuscato la trimestrale"; l'idea è che la performance di Musk abbia "scosso la fiducia, una parte importante nella storia di Tesla".

Piper Jaffray ha portato il suo target price a 369 da 385 dollari; la raccomandazione resta quella di puntare su Tesla "ma nei prossimi mesi ci aspettiamo volatilità".

Un analista di JPMorgan, che dopo la call "davvero bizzarra" ha scritto un elenco di domande che non ha potuto chiedere durante la call, ha ridotto il valore attesto del titolo di 5 dollari a 180 dollari.

Bernstein ha lasciato il target price a 265 dollari: "Al di là del teatrino bizzarro, il primo trimestre è stato in linea alle nostre stime". E scherzando, l'analista che si è sentito dire da Musk che la sua domanda era "noiosa" ha scritto nel suo report: "Stiamo contemplando di diventare vlogger su YouTube e diventare ricchi facendo trading di criptovalute. Scherzi a parte, siamo preoccupati che il teatrino finisca per mettere inutilmente a repentaglio la fiducia degli investitori nelle prospettive di Tesla. Detto questo, lo spettacolo deve andare avanti".

Per KeyBank, la call spianerà la strada agli Orsi piuttosto che incoraggiare i Tori a farsi avanti.

Stando a Morgan Stanley, la call è stata "la più insolita mai vista in 20 anni".

Insomma, per citare gli analisti di Cowen, "le call di Tesla sono sempre state la fonte migliore e gratuita di intrattenimento ma questa volta il limite è stato superato". Ora Musk deve rifarsi con i fatti. Perché, come ha scritto il direttore di MarketWatch, "Tesla ha la possibilità di essere un'azienda redditizia e rivoluzionaria che ci spinge verso un futuro più sostenibile e più pulito, soprattutto per via di Musk". Ma il gruppo ha anche la chance di essere un "disastro totale che collassa sotto il peso di ambizioni stravaganti e del debito, per via soprattutto di Musk".

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