Tesla: Musk difende suoi tweet e attacca Sec, "ha oltrepassato il limite"

Secondo l'autorità di borsa Usa, il Ceo del produttore di auto elettriche ha violato il patteggiamento siglato a settembre
AP

Elon Musk, il Ceo di Tesla, è tornato ad attaccare l'autorità di borsa americana sostenendo che "ha oltrepassato ogni limite in modo senza precedenti".

Il 25 febbraio scorso la Securities and Exchange Commission aveva accusato Musk di avere violato con alcuni tweet scritti il 19 febbraio il pattaggiamento che avevano siglato lo scorso settembre per via di altri 'cinguettii' controversi risalenti ad agosto e riguardanti un delisting di Tesla che non è mai avvenuto. Quel patteggiamento era stato approvato da un giudice, lo stesso a cui l'11 marzo Musk si è rivolto respingendo le accuse della Sec. L'a.d. di Tesla aveva tempo fino a quel giorno per presentare la sua tesi, descritta in 33 pagine.

I tweet in questione riguardavano target produttivi del gruppo; dopo un primo post, Musk aveva dovuto correggersi ma secondo lui quanto detto in quei messaggi era "totalmente in linea ad annunci già fatti". I suoi legali hanno scritto nel documento presentato al giudice che "Musk ha usato correttamente la sua discrezione per determinare che (...) i suoi tweet non avevano un impatto tangibile e non contenevano informazioni che potessero ragionevolmente essere considerate materiali". In base al patteggiamento siglato con la Sec, prima di pubblicare un tweet Musk è tenuto a confrontarsi con gli esperti legali di Tesla.

Da inizio 2019 il titolo Tesla ha perso oltre il 12% e negli ultimi 12 mesi l'11%.

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La pornostar Stormy Daniels ha raggiunto un accordo con l'ex legale di Donald Trump, Michael Cohen, ritirando l'ultima delle tre cause avviate dal suo ex legale Michael Avenatti, nell'ambito della presunta relazione avuta nel 2006 con l'attuale presidente degli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn che cita i documenti del tribunale.

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Alcuni dipendenti di Deutsche Bank, esperti di antiriciclaggio, avvertirono i vertici della banca di numerose transazioni sospette, nel 2016 e 2017, che coinvolgevano delle entità controllate dal presidente Donald Trump e dal genero Jared Kushner, raccomandandone la segnalazione alle autorità federali. I vertici della banca, però, scelsero di non segnalare nulla. A raccontarlo è il New York Times.

Bezos vince la battaglia per il dominio ".amazon", America Latina sconfitta

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La società Amazon ha ottenuto provvisoriamente il diritto di usare il dominio internet ".amazon", dopo una battaglia che va avanti da diversi anni contro otto governi latinoamericani che fanno parte di un'organizzazione per la tutela del bacino amazzonico. L'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), l'ente preposto a supervisionare i protocolli e gli indirizzi sul web, si è schierato a favore della società di Jeff Bezos, l'uomo più ricco del mondo, contro l'Amazon Cooperation Treaty Organisation (Acto), una coalizione di governi latinoamericani che reclamavano il diritto di usare il dominio ".amazon" in virtù della foresta amazzonica che si estende sui loro territori. La decisione dell'Icann, di cui parla il Financial Times, è ora sottoposta a un mese di commenti pubblici.

Lyft è stato accusato di avere fuorviato gli investitori con il suo prospetto informativo legato all'Ipo, avvenuta lo scorso 29 marzo. Rispetto al prezzo di collocamento pari a 72 dollari, il titolo ha perso quasi il 26% a 53,45 dollari vedendo la sua capitalizzazione scendere a 15,4 da 20 miliardi.

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