Tesla rassicura su alt alla produzione della Model 3

Nega ci siano problemi di sicurezza sul lavoro

Tesla torna a fare i conti con presunti problemi alla produzione di Model 3, la berlina pensata per il mercato di massa da cui dipende il raggiungimento dei target ambiziosi di crescita del gruppo. La produzione di quella vettura elettrica ha subito uno stop improvviso.

L'alt, iniziato lunedì 16 aprile e che dovrebbe durate 4-5 giorni - segue le rassicurazioni del Ceo Elon Musk, secondo cui una produzione di 2.000 Model 3 alla settimana è sostenibile (entro fine marzo l'azienda avrebbe dovuto raggiungere le 2.500 unità settimanali e punta ad arrivare a 5.000 esemplari prodotti in 7 giorni). Un portavoce dell'azienda ha spiegato che l'alt "è una parte prevista della produzione" per quanto la stampa abbia scritto che i dipendenti stessi del gruppo erano sorpresi di quanto accaduto.

"La produzione della nostra Model 3 include periodi di uno stop sia [alla fabbrica californiana di] Fremont sia nella Gigafactory 1", l'impianto di batterie in Nevada, ha aggiunto l'azienda secondo cui "questi periodi sono usati per migliorare l'automazione e risolvere sistematicamente i rallentamenti al fine di aumentare i tassi di produzione. Questa non è una cosa insolita ma una cosa normale in fasi di accelerazione della produzione come questo".

Tesla - da tempo presa di mira dagli analisti, che hanno messo in dubbio la sua liquidità - si è ritrovava a fare i conti anche con un'inchiesta pubblicata ieri dal Center for Investigative Reporting, secondo cui l'azienda ha mascherato il vero numero di incidenti sul lavoro nella fabbrica della Model 3. In un blog, Tesla ha tacciato l'inchiesta come "falsa" e parte di una "campagna di disinformazione" organizzata dai lavoratori sindacalizzati. Intanto Boring Company, un'altra azienda di Musk che sviluppa tunnel sotterranei, ha raccolto 113 milioni di dollari (la maggior parte dei quali giunti dal suo proprietario).

Il titolo Tesla al Nasdaq ieri aveva perso il 3% a 291,21 dollari. Da inizio anno ha ceduto il 6,5% e negli ultimi 12 mesi è scivolato del 4,2%.

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