Tillerson difende Trump: "Mai dubitato della sua salute mentale"

Il segretario di Stato americano ha parlato in un'intervista alla Cnn dopo le rivelazioni del libro “Fire and fury”
AP

Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, non ha mai messo in dubbio la salute mentale e le capacità intellettive di Donald Trump. A dirlo è lo stesso ex amministratore delegato di Exxon Mobil in un’intervista esclusiva alla Cnn in cui ha commentato le rivelazioni esplosive del libro "Fire and Fury”, in cui il giornalista Michael Wolff parla della Casa Bianca nell'era di Trump e di come gran parte dell’entourage del presidente ritenga il tycoon "un idiota".

Tillerson, che già lo scorso anno si è trovato a smentire di aver definito il presidente americano un "deficiente", è stato intervistato dalla giornalista Elise Labott alla quale ha dichiarato: "Non ho mai messo in dubbio la sua salute mentale. Non ho ragioni per avere dubbi sulla sua salute mentale".

Sebbene il motivo dell’intervista fosse in realtà la politica estera, con particolare attenzione alla situazione con la Corea del Nord, le tensioni con la Russia e quelle con l’Iran, il segretario di Stato americano si è trovato a parlare per lo più del suo rapporto con Trump e di come il 45esimo presidente degli Stati Uniti abbia portato a Washington uno stile del tutto nuovo. "Il mio rapporto con il presidente è in fase di sviluppo", ha ammesso Tillerson che ha poi aggiunto di non averlo mai incontrato di persona prima che gli chiedesse di dirigere il Dipartimento di Stato.

"Non abbiamo un grande rapporto alle nostre spalle, proprio per questo stiamo conoscendoci, cercando di capirci a vicenda", ha detto ancora il segretario americano che ha poi aggiunto: "Ho dovuto imparare come lui riceve informazioni, come le elabora e come poi decide". D’altronde, anche per Tillerson, non c’è dubbio sul fatto che il nuovo inquilino della Casa Bianca "sia un presidente atipico e che per questo il popolo americano lo ha scelto”.

Nessuna critica in merito alle decisioni di Trump sulla politica estera, anzi, secondo il segretario di Stato Usa le azioni del presidente hanno portato gli Stati Uniti ad avere una posizione di maggiore forza rispetto a quella lasciata in eredità dal predecessore Barack Obama. "Il Dipartimento di Stato diventa più forte ogni giorno e ci aspettiamo un 2018 molto produttivo", ha spiegato ancora Tillerson che ha poi smentito le voci su una presunta richiesta di dimissioni nei suoi confronti: "Rimarrò qui per l’intero anno, non c’è dubbio".

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