Tonfo a Wall Street, S&P 500 chiude settimana peggiore da marzo

La seduta a Wall Street è finita in forte calo, colpa di rinnovati timori per un rallentamento della crescita e per la tenuta della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina. Anche le vendite pesanti sul settore tecnologico hanno pesato, con Apple e Alphabet che hanno mandato in fumo i rialzi da inizio anno; per il produttore dell'iPhone, il 2018 potrebbe essere il primo anno in calo dal 2015.

Arrivato a cedere fino a 662 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno quasi 560, il 2,24%, a quota 24.388,95. L'S&P 500 ha perso 63 punti circa, il 2,33%, a quota 2.633. Il Nasdaq Composite ha registrato una flessione di 219 punti, il 3%, a quota 6.969,25.

In una settimana più corta del solito - mercoledì i mercati erano rimasti chiusi per i funerali del 41esimo presidente Usa Bush senior - i tre indici hanno ceduto oltre il 4,5%. per l'S&P 500 e il Nasdaq è stata l'ottava più brutta da quella del 23 marzo.

Il sell-off c'è stato nel giorno in cui è stato diffuso il rapporto deludente sull'occupazione americana a novembre, mese in cui sono stati creati 155mila posti di lavoro contro i 198mila attesi. La cattiva notizia era stata inizialmente interpretata come buona perché fa sperare in una Federal Reserve più paziente nell'alzare i tassi di interesse. Questa idea è stata corroborata da James Bullard, il capo della Fed di St. Louis: definitosi il più "dovish" nella banca centrale, ha spiegato che la Fed dovrebbe lasciare i tassi al 2-25% il 18 e 19 dicembre prossimi.

La Casa Bianca ha sostenuto che il caso Huawei - la cui Cfo è stata arrestata sabato scorso in Canada su richiesta degli Usa - è saparato dai negoziati sui dazi ma gli investitori temono che le sorti della 'principessa' dell'high tech cinese finisca per mettere a repentaglio i rapporti sull'asse Washington-Pechino. Larry Kudlow, il consigliore economico del presidente Donald Trump, ha espresso ottimismo sulle trattative commerciali dicendo che Huawei è una questione di sicurezza nazionale separata. Questo aveva aiutato a sostenere i listini come anche l'ipotesi che Trump possa prolungare la tregua oltre i 90 giorni accordati.

L'umore è cambiato non molto dopo, quando a parlare è stato il 'falco' Peter Navarro: il consigliere commerciale ha ribadito come Kudlow che quella di Huawei è una questione di sicurezza nazionale ma ha anche aggiunto che se la pax commerciale non porterà a un'intesa, Washington dovrà alzare i tassi contro Pechino. Ciò garantirebbe una guerra fredda economica con ripercussioni su tutto il mondo. Il rischio Brexit e quello Italia sulla Manovra restano sullo sfondo.

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"Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto". Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. "La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto" ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook.

Alla Casa Bianca (da Pence) arriva Salvini, il leader europeo più simile a Trump

Due giorni a Washington per il ministro dell'Interno, che incontrerà il vicepresidente e Mike Pompeo, il segretario di Stato. Non è da escludere un breve incontro con il presidente Trump, secondo Bloomberg
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Se c'è qualcuno, in Europa occidentale, che politicamente somigli al presidente statunitense Donald Trump, questi è Matteo Salvini, scrive il Washington Post. Nei suoi comizi parla contro le frontiere aperte, di mettere "prima gli italiani"; fa un uso frenetico dei social media, su cui parla della minaccia portata dagli immigrati, e presenta il suo taglio alle tasse come una cura "alla Trump" contro la stagnazione.

Attese a Washington oltre 300 aziende per dire no ai dazi di Trump contro la Cina

Parteciperanno ad audizioni sui dazi del 25% proposti da Trump su 300 miliardi di dollari. Ross: presidente pronto ad adottarli

Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

In tribunale, Facebook dà la colpa agli utenti: "Avete distrutto voi la vostra privacy"

Pubblicamente, Zuckerberg dà molta importanza alla difesa della privacy degli iscritti, ma in tribunale si difende affermando che sul social network la riservatezza non esiste
AP

Nell'aprile 2018, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, si sedette davanti ai membri delle due Camere statunitensi, a cui disse che la sua società rispettava la privacy dei circa due miliardi di utenti. Zuckerberg menzionò la privacy più di due decine di volte, come quando disse alle commissioni di Giustizia e del Commercio del Senato che "abbiamo una responsabilità più ampia sulla protezione della privacy delle persone, che va oltre" le regole stabilite dall'autorità per la difesa della riservatezza. Davanti alla commissione Energia e Commercio della Camera, dichiarò: "Crediamo che tutti, nel mondo, abbiano diritto al controllo della privacy". Un anno dopo, Zuckerberg ha affermato in alcune interviste di voler ricostruire la sua società intorno alla difesa della riservatezza.

Il sindacato non entra nello stabilimento Volkswagen in Tennessee

I lavoratori della fabbrica di Chattanooga hanno votato contro lo Uaw
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Lo United Auto Workers (Uaw) ha subito un'altra pesante sconfitta nello stabilimento Volkswagen di Chattanooga, in Tennessee, dove i lavoratori hanno respinto per la seconda volta gli sforzi del sindacato statunitense per entrare nella fabbrica e organizzare i colletti blu.

La Fed non taglierà i tassi a giugno. Ecco perché

Probabilmente, ci sarà più di una riduzione dei tassi nel 2019. Ma il summit del G20, la volontà di resistere alle pressioni e la riluttanza nel rendere un errore il rialzo di dicembre spingono il Fomc ad attendere
AP

Tutti sono ormai convinti che la Fed, prima o poi, taglierà i tassi nel corso dell'anno: il mercato crede che potrebbero esserci fino a tre tagli nel 2019 e spinge per una riduzione al più presto. La Banca centrale, però, avrebbe intenzione di lasciare invariati i tassi ala prossima riunione del Federal Open Market Committee, il braccio monetario della Banca centrale, in programma il 18 e 19 giugno.

Mattel non vuole le nozze tra Barbie e Bratz

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Il matrimonio tra Barbie e Bratz non s'ha da fare. Almeno secondo Mattel, che ha respinto per l'ennesima volta le avance di MGA Entertainment. E il titolo corre al Nasdaq dell'8,8% a 11,76 dollari.

Sotheby's venduta al fondatore di Altice per 3,7 mld di dollari

Il magnate delle tlc Patrick Drahi compra la casa d'aste attraverso la sua BidFair Usa. La transazione risulterà nel delisting del gruppo dopo 31 anni trascorsi come azienda quotata al New York Stock Exchange

Sotheby's ha annunciato di avere trovato un accordo per essere acquisita da BidFair Usa, società di proprietà del collezionista d'arte e magnate delle tlc Patrick Drahi (che controlla e ha fondato Altice).

Trump disposto a ricevere informazioni su rivali da governi stranieri

"Non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare", ha detto il presidente a Abc. Democratici contro: per Pelosi, dà "semaforo verde" ai russi per interferire di nuovo nelle elezioni. Per lui non si tratterebbe di interferenza ma di "ricerche sull'opposizione"
Ap

Il presidente americano, Donald Trump, accetterebbe informazioni compromettenti su un candidato rivale alle presidenziali del 2020 anche se a fornirle fossero potenze straniere. Lo ha detto lui stesso in una intervista al canale Abc. "Credo che uno vorrebbe ascoltare. Non c'è nulla di male nell'ascoltare", ha dichiarato il leader statunitense. "Se qualcuno chiama da un Paese, la Norvegia, [dicendo] 'Abbiamo informazioni sul tuo avversario', oh, credo che vorrei ascoltare", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca aprendo uno scenario simile a quello finito al centro dell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate condotta da Robert Mueller e pensata per determinare se c'è stata collusione tra la campagna Trump e la Russia, specialmente nel diffondere email discutibili hackerate dal Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, e da persone che lavoravano per la candidata democratica Hillary Clinton. Mueller ha concluso che non ci sono state prove sufficienti per determinare che Trump o i suoi collaboratori abbiano colluso con Moscama ha anche sostenuto che Mosca ha interferito ampiamente nelle elezioni.

Trump in svantaggio contro cinque democratici: ora lo afferma anche un sondaggio di Fox News

Il presidente aveva definito una "Fake News" i precedenti sondaggi negativi per la sua rielezione
Ap

Un sondaggio di Fox News, televisione amica del presidente statunitense, conferma le recenti indicazioni di altre rilevazioni: Donald Trump è in svantaggio rispetto a cinque candidati alla nomination democratica, tra cui l'ex vicepresidente Joe Biden.