Tour di Bolton e Pompeo in Medio Oriente per rassicurare gli alleati Usa

Il consigliere del presidente Trump in partenza per Israele e Turchia. Al centro dei colloqui, il ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria
AP

Il segretario di Stato americano, Michael Pompeo, e il consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, sono attesi da un tour in Medio Oriente, durante il quale cercheranno di rassicurare gli alleati, preoccupati dalla decisione del presidente Donald Trump di ritirare le truppe statunitensi dalla Siria e dalle dimissioni del segretario alla Difesa, Jim Mattis. Bolton partirà oggi da Washington e si fermerà, ha scritto su Twitter, in Israele e Turchia. Pompeo sarà nella regione la prossima settimana, secondo quanto riferito da un funzionario governativo a Bloomberg.

Gli alleati degli Stati Uniti temono che la decisione di Trump sulla Siria - presa all'improvviso, secondo alcuni media statunitensi, durante una telefonata con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - porti a un rafforzamento dell'Iran in Medio Oriente. Inoltre, Washington vorrebbe dimezzare la presenza delle truppe statunitensi in Afghanistan, anche se nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa dalla Casa Bianca.

Bolton, in particolare, dovrà difendere la propria credibilità in Medio Oriente, dopo aver dichiarato, lo scorso settembre, che gli Stati Uniti non lasceranno la Siria finché avversari come Iran, Russia e Isis rimarranno nel Paese, devastato da una guerra civile iniziata nel 2011. "In partenza domani per Israele e Turchia - ha scritt Bolton - per discutere del ritiro delle forze statunitensi dalla Siria, di come lavoreremo con alleati e partner per impedire la ripresa dell'Isis e contrastare l'Iran nella regione".

Israele e i Paesi arabi temono che Trump stia perdendo la pazienza per i lunghi conflitti nella regione, secondo Jon Alterman, direttore del programma per il Medio Oriente al Center for Strategic and Internatonal Studies. "Questa è una regione che pensava di avere il presidente dalla propria parte e che Bolton fosse autorevole, dichiarando che le truppe statunitensi sarebbero rimaste in Siria finché le truppe iraniane resteranno fuori dall'Iran" ha detto Alterman. "E ora abbiamo una situazione che è quasi l'opposto di quella politica".

In Israele, si teme che il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria permetta all'Iran di guadagnare il controllo nel Paese, dove sta combattendo con Hezbollah (milizie libanesi) e la Russia al fianco del presidente siriano, Bashar al-Assad. Il timore è che l'Iran voglia usare la Siria come base di lancio di nuovi attacchi contro Israele. Lo Stato ebraico ha lanciato centinaia di raid in Siria contro presunti obiettivi iraniani e ha sempre considerato la presenza statunitense come un deterrente contro i tentativi iraniani di trasportare armi in Siria e Libano.

Bolton incontrerà i leader di Israele e Turchia e sarà accompagnato dal generale Joseph Dunford, a capo dello Stato maggiore congiunto, e da James Jeffrey, il rappresentante speciale statunitense per la Siria. In Turchia, Erdogan vorrebbe rassicurazioni sul fatto che gli Stati Uniti faranno pressioni sui loro alleati curdi, per convincerli a ritirarsi dalle città siriane e, in generale, dal confine con la Turchia. Ankara vorrebbe inoltre che gli Stati Uniti si impegnassero a ritirare le armi fornite ai curdi, considerati terroristi dai turchi.

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