Toyota a Trump: investimento per 10 miliardi di dollari in Usa in 5 anni

E' quanto investito dal gruppo giapponese nella prima economia al mondo nell'ultimo quinquennio. L'azienda era stata criticata dal presidente eletto per volere produrre la Corolla in Messico

Detroit - Toyota investirà 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni. Lo ha detto il gruppo giapponese al salone dell'auto di Detroit; la cifra è simile a quanto investito negli ultimi cinque anni. L'annuncio è arrivato quattro giorni dopo le critiche lanciate dal presidente eletto Donald Trump, che ha minacciato l'azienda di imporre dazi doganali alti sulle vetture che produce in Messico e che importa in Usa. Nel mirino del miliardario newyorchese c'era il piano del gruppo (annunciato nel 2015 e con un valore di 1 miliardo di dollari) di costruire una nuova fabbrica in Messico dove produrre l'auto Corolla dal 2019.

Dal palco al Cobo Center, Akio Toyoda, presidente del più grande gruppo automobilistico al mondo, ha dato la notizia. In una email ad Afp, la portavoce Amanda Sawyer Roark ha spiegato che Toyota destinerà gran parte del nuovo investimento a migliorare gli impianti produttivi. "Questo investimento include anche il nostro nuovo quartiere generale a Plano e la ricerca nella robotica e nei veicoli autonomi".

Toyota non ha voluto specificare se gli investimenti porteranno alla creazione di nuovi posti di lavoro, un mantra chiave del 45esimo presidente Usa che ha ripetutamente preso di mira i produttori di auto come General Motors e Ford, che il 3 gennaio aveva annunciato l'abbandono del piano da 1,6 miliardi di dollari per la costruzione di una fabbrica nuova in Messico. Allora aveva detto che avrebbe invece investito 700 milioni in Usa; nello stesso giorno dell'annuncio di Toyota, a Detroit Ford ha comunicato il rilancio del Suv Ronco e del pickup Ranger: verranno prodotti nell'impianto di Wayne, in Michigan, dove ancora si verifica la produzione dell'auto compatta Focus, destinata ad essere trasferita in Messico in un impianto esistente.

Toyota, il gruppo auto più grande al mondo, dà lavoro a 40mila persone in Usa di cui 5mila assunte negli ultimi cinque anni. Al tweet minaccioso di Trump, Toyota aveva risposto dicendo di essere "parte del tessuto imprenditoriale americano da quasi 60 anni" e che "il volume di produzione o l'occupazione in Usa non caleranno come risultato del nuovo impianto a Guanajuato, Messico, annunciato nell'aprile 2015". Il gruppo si era detto "impaziente di collaborare con l'amministrazione Trump nel migliore interesse dei consumatori e del settore automobilistico". In Messico Toyota intende produrre 200.000 Corolla all'anno per il mercato nordamericano. La vettura dirà addio alla produzione a Cambridge (Ontario, Canada) ma non in Mississippi (Usa).

Altri Servizi

Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

Gli Spring Meetings dell'istituto di Washington terminano come erano iniziati. La linea americana non cambia. Mnuchin: il Fondo alzi la voce per ridurre gli squilibri. Lagarde: avanti con il dialogo "pacifico"
World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

L’annuncio sul suo profilo Facebook. Aveva 49 anni. Per Mike Myers era "un faro di positività"

Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.

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Wall Street, attenzione rivolta agli Spring Meetings dell'Fmi

Tra i dati in programma oggi, le richieste dei sussidi di disoccupazione
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I democratici fanno causa a Russia, Trump e WikiLeaks

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Il partito democratico statunitense ha deciso di fare causa alla Russia, allo staff elettorale di Donald Trump e a WikiLeaks, che avrebbero cospirato contro Hillary Clinton alle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.