Trattative su libero scambio nel Pacifico al palo con Usa-Giappone

Per i ministri dei 12 Paesi alcuni progressi sono stati raggiunti per quanto restino diverse “carenze”

Si sono concluse senza nessun risultato le trattative tra i 12 Paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, da quelli latino-americani a quelli asiatici passando per gli Stati Uniti, per creare una zona di libero scambio nell’ambito della Trans-Pacific Partnership (Tpp). Le due più grandi potenze economiche partecipanti, Stati Uniti e Giappone, non hanno raggiunto un accordo che potesse facilitare l'accesso ai mercati dei due Paesi. Lo scrive il Financial Times.

L'incapacità nel trovare una soluzione accettabile in tema di tariffe e barriere commerciali tra Washington e Tokyo impedisce dall'anno scorso la creazione di legami economici più stretti tra un gruppo di paesi da cui deriva il 40% del prodotto interno lordo globale e che fungono come una sorta di contrappeso alla rapida crescita della Cina.

La Trans-Pacific Partnership mira a contrastare le numerose barriere tariffarie e regolatorie che frenano i flussi commerciali tra i Paesi protagonisti.

I ministri per il commercio delle 12 nazioni che hanno partecipato ai negoziati hanno fatto sapere che alcuni progressi in determinati settori sono stati raggiunti, per quanto restino diverse “carenze” sul libero scambio, un nodo cruciale da quando la Tpp ha preso il via nel 2011.