Travel Ban, la corte d’Appello di San Francisco lo boccia ancora

La decisione non ha però alcun effetto immediato visto l’intervento della Corte Suprema nelle scorse settimane

La Corte d’Appello del nono circuito di San Francisco ha bocciato la terza e ultima versione del "Travel Ban", il bando con cui Donald Trump ha imposto limiti di accesso negli Stati Uniti per i viaggiatori provenienti da sei paesi a maggioranza musulmana (Ciad, Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen) oltre a Corea del Nord e Venezuela.

Una decisione unanime, quella presa dai tre giudici, che non avrà però alcun effetto immediato visto l’intervento, a inizio mese, della Corte Suprema. Il più alto organo giudiziario americano ha infatti stabilito che il bando può essere pienamente applicato, a dispetto delle misure prese dalle giurisdizioni inferiori a cui sono comunque concessi procedimenti legali contro la misura.

Tornando alla decisione presa dalla corte d’appello californiana, la prima a bocciare tutte e tre le versioni del bando, nelle 71 pagine di sentenza si legge che il divieto di viaggio eccede l'autorità del presidente, definendolo "un provvedimento che scavalca vaste aree di leggi sull’immigrazione". Inoltre, le "sospensioni a tempo indeterminato del divieto, costituiscono una discriminazione di nazionalità nell'emissione dei visti di immigrazione”, hanno scritto sempre i tre giudici.

"Per la terza volta, siamo chiamati a valutare la legalità degli sforzi del presidente di impedire a oltre 150 milioni di cittadini di sei paesi a maggioranza musulmana di entrare negli Stati Uniti o di ottenere permessi di soggiorno per i quali sarebbero, in condizioni di normalità, qualificati", sostengono i tre giudici, tutti nominati dal presidente Bill Clinton. "Concludiamo che l'emissione del bando da parte del presidente supera ancora la portata della sua autorità delegata".  

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