Travis Kalanick prossimo a dire addio a Uber?

Il cofondatore del colosso del ride sharing ha liquidato in due mesi quasi il 90% delle sue azioni
AP

Travis Kalanick, cofondatore ed ex amministratore delegato di Uber, ha venduto la stragrande maggioranza della sua partecipazione nel colosso del ride sharing, liquidando negli ultimi due mesi azioni per oltre 2,5 miliardi di dollari. Si tratta del 90% delle quote che gli erano state riconosciute al momento della quotazione in borsa avvenuta lo scorso maggio.

Come scrive il Financial Times, solo nell’ultima settimana Kalanick ha venduto altri 383 milioni di dollari di azioni, riducendo la sua partecipazione in Uber dal 6% dell'Ipo a meno dello 0,5% attuale per un valore di circa 250 milioni di dollari.

La portata e il ritmo costante con cui il top manager sta liquidando le sue azioni ha dato vita ad una serie di speculazioni secondo cui appare probabile che l’ex Ceo sia prossimo a vendere l'intera partecipazione nella società da lui co-fondata prima della fine dell'anno.

Come sottolinea il quotidiano economico, il comportamento di Kalanick potrebbe anche sollevare una serie di domande da parte degli investitori in merito alla sua posizione nel consiglio di amministrazione di Uber i cui membri dovranno affrontare un voto degli azionisti per la rielezione a maggio.

Inoltre, dal punto di vista finanziario, questa serie di vendite lasciano pensare che Kalanick non abbia molta fiducia in una ripresa delle azioni della società nonostante gli sforzi del suo successore, Dara Khosrowshahi, di frenare le perdite e fare pace con i regolatori.

"Quando gli addetti ai lavori, presenti e passati, vendono, normalmente è segno di cattive notizie", ha commentato Meziane Lasfer, professore di finanza presso la Cass Business School di Londra. "È probabile che il mercato lo segua", ha aggiunto Lasfer.

Allo stesso modo, il ricavato di questa (apparente) operazione di sell-out fornisce a Kalanick un enorme liquidità per finanziare la sua nuova impresa, la start-up meglio conosciuta come CloudKitchens. Si tratta di un’azienda con sede a Los Angeles ,che il manager ha acquistato lo scorso anno e di cui adesso è CEO, che permette ai ristoratori di affittare degli spazi-cucina già ottimizzati e rapidamente personalizzabili. Si tratta in sostanza di un "ghost restaurant" pensato solo per la preparazione e la consegna di cibo a domicilio e che si può condividere con altri, ammortizzando cos" le spese.

Kalanick, che già nel 2018 ha venduto in una transazione privata circa 1,4 miliardi di dollari di azioni di Uber a Softbank, quindi prima della quotazione in borsa, ha iniziato a finanziare personalmente l’espansione della sua nuova creatura acquistando immobili in tutto dall’Europa all’Asia passando per il Medio Oriente.

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