Tria cautamente "fiducioso": la procedura d'infrazione si può evitare

Il ministro dell'Economia vede Moscovici nella capitale argentina: "Incontro molto cordiale". Si continua a trattare per una soluzione che non sarà raggiunta al G20

Buenos Aires - Da Buenos Aires, Giovanni Tria prende tempo. Per negoziare. Nella capitale argentina dove sta per iniziare il G20 - il primo nell'America Latina - il ministro dell'Economia esprime un velato ottimismo sulle trattative con Bruxelles sulla Manovra ma esclude che una soluzione sia raggiunta nell'ambito del summit che riunisce i capi di stato e di governo delle maggiori economie che generano l'85% del Pil mondiale.

Dopo avere cenato con i colleghi del G20, nel cuore della notte italiana il ministro ha visto Pierre Moscovici, il commissario Ue per gli Affari economici e finanziari con cui aveva cenato già sabato scorso a Bruxelles insieme al presidente della commissione, Jean Claude Juncker (che rivedrà nella capitale argentina). Successivamente all'incontro "molto cordiale" con il francese, Tria si è detto "abbastanza fiducioso" che l'Italia possa evitare la procedura di infrazione per eccesso di debito a cui ore prima il Comitato economico e finanziario - gli sherpa del Tesoro dei 28 governi dell’Unione - aveva dato praticamente semaforo verde.

Con le autorità europee "stiamo discutendo e cercando di trovare una soluzione. Ovviamente l'obiettivo è quello di evitare una procedura di infrazione", ha dichiarato alla stampa che lo aspettava fuori dal Centro de Exposiciones y Convenciones della capitale argentina. A chi gli ha chiesto se dal lato Ue ci sia disponibilità, lui ha risposto: "Certo. Nessuno vuole arrivare alle procedure però bisogna vedere se è possibile evitarle".

Il ministro dell'Economia ha escluso che la trattativa tra Italia e Ue sulla Manovra possa concludersi "in così breve tempo" e che lo si faccia nell'ambito del G20. Mentre la legge di Bilancio è in commissione alla Camera, dove la prossima settimana l'esecutivo dovrebbe porre la fiducia sul provvedimento, lui ha promesso: "Continuerò a vedere Moscovici nelle prossime settimane, direi continuamente", per trovare una soluzione. Quella del G20 "è un'occasione per continuare a parlare e basta. Non è qui che si concludono le cose", ha continuato.

A Buenos Aires, ha detto che sta "portando la linea del governo, che è quella di cercare una soluzione. Poi si vede se si raggiunge o no". Di numeri non ha voluto parlare visto che ore prima aveva detto che la sede migliore per farlo sono le stanze delle trattative. E non ha voluto nemmeno commentare le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, disposto a ridurre il deficit/Pil dal 2,4% previsto in Manovra ("non è scritto nella Bibbia") ma contrario a un ritocco superiore allo 0,2% come invece la Commissione Ue vorrebbe.

Sottolineando che da parte di Bruxuelles "c'è sempre una proposizione di apertura", Tria ha aggiunto: "Sapete qual è la posizione della Commissione. L'importante è che le misure fondamentali che sono messe in piedi dal Governo non vengano toccate. Bisogna lavorare intorno per salvaguardare il programma del governo e allo stesso tempo arrivare a una soluzione e questo è essenzialmente il problema". Un problema che - se non risolto - potrebbe farsi sentire sui mercati. Lo ha detto anche Jerome Powell, il governatore della Federal Reserve. Ma per Tria e per il premier Giuseppe Conte, l'Italia "non è un rischio per nessuno". Lo spread parlerà da solo.