Tria rassicura dagli Usa: l'Italia non è un rischio globale

Il settore bancario "tra i più sicuri d'Europa". Esclude scontro con Ue sul Def. Rispetteremo accordo su deficit strutturale. Thomsen (Fmi): forti riserve su flat tax, nessun passo indietro su riforme pensioni

Giovanni Tria non ha dubbi. "L'Italia non è un rischio globale" e il suo settore bancario "è tra i più sicuri d'Europa". Da Washington, dove partecipa ai lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, il ministro dell'Economia e delle Finanze usa toni incoraggianti per descrivere la situazione economica italiana. E garantisce: "non ho avuto bisogno di dare nessuna rassicurazione" con gli interlocutori internazionali incontrati nella settimana in cui il governo M5S-Lega ha tagliato le stime di crescita nel 2019, da un +1% stimato a dicembre a un +0,2%. Anche il Fondo ha ridotto di nuovo le previsioni sul nostro Paese, di mezzo punto percentuale allo 0,1%.

Descrivendo il contesto generale in cui si trova l'Italia, Tria sostiene che "i fondamentali dell'economia italiana non sono in crisi". Il problema, dice, è dato da un generale rallentamento subito anche dalla Germania. Anche per questo fa capire di escludere uno altro scontro dopo quello di dicembre con la Ue. "Noi rispetteremo gli accordi con la Ue sul deficit strutturale" mentre si discute su quello nominale, passato dal 2,04% di dicembre al 2,4% contenuto nel Documento di economia e finanza. Solo il giorno precedente, Pierre Moscovici, il Commissario Ue per gli Affari economici, aveva mandato a dire che l'accordo con la Ue "deve essere rispettato, specialmente sul deficit strutturale e non solo nominale". Rispetto a quest'ultimo aveva detto: "Si può andare un pochino sopra il 2,04%". Con Moscovici, ribatte Tria, "ho parlato in varie occasioni. L'obiettivo è andare avanti con la riforma fiscale nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Def".

Quanto alle banche, quelle italiane - dichiara Tria - "non sono un rischio né per l'Italia né per l'Europa". Dalla hall dell'Fmi dove circolano banchieri centrali e ministri delle Finanze di tutto il mondo, Tria tiene a fare notare che gli istituto di credito italiani "hanno risentito e risentono della doppia recessione" che c'è stata nel nostro Paese nel picco dell'ultima crisi. "Noi proseguiamo nel risanamento delle banche nel senso che si stanno riducendo i non performing loans e quindi queste banche non hanno al loro interno nessun rischio di titoli derivati o altri titoli tossici". I passi avanti fatti nella riduzione di Npl sono stati riconosciuti anche dall'Fmi, che invita a proseguire su questa strada. E in merito alle stime sul Pil italiano del Fondo, Tria sottolinea: "Sono simili alle nostre". Anche Moscovici si è detto contento "E' un bene che ora abbiamo le stesse stime perché a settembre [le autorità italiane] stavano dicendo [che l'economia del nostro Paese si sarebbe espansa nel 2019 dello] 1,5%, cosa che era assolutamente irrealistica". Ora i due continuano a discutere. Il funzionario Ue promette: "Discuteremo costantemente con i nostri amici italiani. Lo faremo in modo prudente e costruttivo". Anche Poul Thomsen, direttore del dipartimento Europeo dell'Fmi, si dice "fiducioso" che le autorità italiane e la Commissione Ue "trovino la strada giusta andando avanti" attraverso il dialogo. L'importante è che l'Italia "non faccia alcun passo indietro sul piano fiscale" né sulle riforme pensionistiche. E pur riconoscendo la posizione "molto difficile" in cui si trova il governo italiano, Thomsen esprime forti riserve sulla flat tax.

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