Tria tenta di rassicurare gli investitori: il sistema italiano è solido

Il ministro delle Finanze da Washington: debito pubblico "alto" ma "sostenibile". Non serve correzione della manovra. Lo spread dipende solo dalla fiducia, che "va conquistata"

Washington - Il debito pubblico? Alto ma "totalmente sostenibile", come in passato. Lo spread? Ancora "eccessivo" ma non giustificato dai fondamentali economici. La manovra? Il peggioramento dell'economia non ne implica una correzione. Le banche? Sono solide e non mettono a rischio "né l'Europa né il mondo". Sono questi i messaggi che Giovanni Tria ha lanciato da Washington agli investitori, americani e non.

Il ministro dell'Economia e delle Finanze italiano è giunto nella capitale americana per un discorso al Peterson Institute for International Economics e per poi vedere il capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, Kevin Hassett, e il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin. Ai presenti al think tank e ai funzionari dell'amministrazione Trump, Tria ha voluto portare un messaggio rassicurante. Anche perché sa che l'allargamento del differenziale dei rendimenti dei titoli di stato italiani con gli equivalenti tedeschi, il famoso e temuto spread, "dipende esclusivamente dalla fiducia", che "va conquistata".

Lui ha attribuito al "molto rumore" sull'Italia, sulla sua nuova coalizione di governo e sulle trattative con l'Europa relative alla Manovra "la ragione principale per cui i rendimenti dei titoli di stato italiani sono a livelli alti e ancora sembrano eccessivi". I fondamentali economici del Paese, ha continuato, non li giustificano. Tra l'altro, "la discesa dello spread rafforzerà la situazione patrimoniale delle banche, che sono già solide". Certo. "Il sistema bancario risente dell'economia reale". Per questo lui è arrivato a dire: "Speriamo di non entrare in recessione".

Difendendo la politica economica del governo Lega-M5S improntata "agli investimenti e alla coesione sociale", il ministro ha risposto a Mario Draghi, il governatore della Banca centrale europea che 24 ore prima aveva detto che un debito alto mette a rischio la sovranità di un Paese. "Sono d'accordo nei limiti in cui il denaro deve essere chiesto anche all'estero e attualmente il 30% viene dall'estero", ha spiegato. "Questo non significa che attualmente abbiamo rischi", ha aggiunto Tria sottolineando che "è da quasi 30 anni che il debito è alto ma abbiamo sempre dimostrato che è pienamente sostenibile. Non c'è nulla oggi che permette di dire che sia meno sostenibile che in passato. Ovviamente è un peso per l'economia italiana ma questo non significa che sia un rischio per l'Europa e per il mondo".

Dalla capitale americana, come aveva già fatto da Mosca, Tria ha dunque respinto la tesi del Fondo monetario internazionale che nell'aggiornamento al suo World Economic Outlook diffuso al World Economic Forum di Davos (Svizzera) aveva elencato l'Italia tra i rischi maggiori per la crescita mondiale. Del nostro Paese, l'istituto di Washington di cui domani Tria vedrà il numero due David Lipton aveva tagliato le stime di crescita in linea a quelle di Banca d'Italia.

Ai mercati Tria dice che l'Italia vuole "migliorare il clima degli investimenti" per garantire "la stabilità finanziaria e sociale". Perché "le basi della strategia del governo si fondano sull'inclusione sociale e gli investimenti". E il governo giallo-verde "vuole cambiare la Ue ma l'Italia vuole restare nella Ue e nell'euro".

Peterson Institute /PIIE - Jeremey Tripp