Tribunale federale ferma esecuzione sei sentenze capitali in Arkansas

Sarebbero le prime dal 2005. Erano previste nell'arco di dieci giorni. Disappunto della procura generale dello Stato: tentativi di ostacolare la giustizia.

Lo Stato dell'Arkansas non potrà portare avanti le sei esecuzioni capitali in dieci giorni, previste a partire dal 17 aprile. Un giudice federale ha infatti imposto la sospensione di quello che sarebbe stato un numero senza precedenti per un arco di tempo così breve nella storia moderna degli Stati Uniti.

L'Arkansas prevedeva di iniziare appunto il 17 aprile, meno di due settimane prima della scadenza delle scorte di mosazolam, il sedativo usato per rendere incosciente il detenuto prima dell'iniezione letale. E' probabile che lo Stato faccia ricorso contro la decisione del giudice distrettuale Kristine Baker in modo da potere procedere con la prima esecuzione capitale dal 2005.

"Il tribunale ha stabilito che può essere emessa un'ingiunzione preliminare, basata sui metodi usati per eseguire le sentenze capitali nell'ambito dell'Ottavo Emendamento", si legge nella sentenza del giudice, dando ragione ai nove detenuti che avevano portato il caso all'attenzione del tribunale.

Baker ha dunque confermato l'ordine restrittivo temporaneo che era stato emesso da un altro tribunale locale. La decisione non è piaciuta alla procura generale dello Stato: "E' inopportuno e deprecabile che il giudice federale abbia scelto di stare dalla parte di detenuti in uno dei loro tentativi dell'ultimo minuto di ritardare l'applicazione della giustizia", ha detto Judd Deere, portavoce del procuratore generale dell'Arkansas.

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