Trovati nuovi effetti collaterali di medicine usando Internet

Lo rivela uno studio che ha analizzato le ricerche online di sei milioni di navigatori

Trovare nuovi effetti collaterali di medicine regolarmente prescritte usando le ricerche su Internet dei pazienti si può, e anche più velocemente delle agenzie federali a ciò dedicate.

A riuscirci, sono stati gli studiosi delle università di Stanford e della Columbia. Come? Combinando per la prima volta i dati delle ricerche online fatte sui motori di ricerca di Google, Microsoft e Yahoo.

La ricerca, riportata nel 'Journal of the American Medical Informatics Association', ha usato i software per esaminare le ricerche di sei milioni di navigatori online nel 2010, mettendo in evidenza quelle riguardanti il farmaco antidepressivo paroxetina e i medicinali con pravastatina, usata per abbassare il tasso di colesterolo.

Sono stati così in grado di provare che la combinazione dei due farmaci causa iperglicemia, anticipando la Food and drug administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Con l'aiuto degli esperti di Microsoft, sono stati analizzati 82 milioni di ricerche, strettamente anonime, riguardanti medicinali e informazioni su sintomi e condizioni di salute, oltre chiaramente a quelle contenenti le parole “paroxetina” e “pravastatina”. Le persone che in un periodo di 12 mesi hanno cercato più frequentemente queste parole sono risultate così pazienti che combinano l'uso dei due farmaci.

“C'è un potenziale beneficio per la salute pubblica dando ascolto a questi segnali – scrivono i ricercatori – e pensiamo di aggiungere nuove ricerche analizzando informazioni sul comportamento e altre tratte dai social network. La sifda è integrare le nuove ricerche con la privacy delle persone”.

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