Trump accoglie da eroi i tre americani liberati e ringrazia Kim. Poi annuncia: "Il nostro incontro si farà a Singapore il 12 giugno"

Mossa distensiva di Pyongyang in vista del vertice tra il presidente Usa e il leader nordcoreano

Il presidente Donald Trump ha accolto alla base militare di Andrews, non lontana da Washington, i tre cittadini statunitensi - Kim Hak-song, Tony Kim e Kim Dong-chul - liberati dalla Corea del Nord, dopo oltre un anno di prigione. L'aereo è atterrato alle 2:42 locali (le 8:42 in Italia).

Trump, insieme alla moglie Melania, è salito a bordo dell'aereo alle 2:54, mentre il vicepresidente Mike Pence, insieme alla moglie Karen e al segretario di Stato, Mike Pompeo - che li aveva preceduti con un altro aereo - attendevano in fondo alle scalette. Cinque minuti dopo, l'uscita trionfale di Trump insieme ai tre ex detenuti, che tenevano le braccia alzate in segno di vittoria. "È davvero una grande notte per queste tre persone speciali" ha detto il presidente, che ha poi ringraziato il leader nordcoreano, Kim Jong Un: "Lo ringrazio [...] Apprezziamo davvero molto che abbia consentito il rilascio prima dell'incontro". A proposito del vertice, Trump ha poi reso noto su Twitter che si terrà a Singapore il 12 giugno. "Cercheremo entrambi di renderlo un momento molto speciale per la pace nel mondo!".

C'erano, ad attenderli, decine di reporter, per documentare il momento forse più alto della presidenza Trump, in una fase in cui alla Casa Bianca arrivano le critiche di quasi tutto il mondo per la decisione di abbandonare l'accordo sul nucleare iraniano. D'altra parte, il rilascio dei tre cittadini statunitensi è un ottimo segnale in vista dell'incontro tra il presidente Trump e il leader nordcoreano che si terrà nelle prossime settimane, probabilmente a Singapore, anche se non c'è ancora stata una comunicazione ufficiale; Pompeo ha detto che il vertice durerà un giorno, ma potrebbe essere esteso a due.

Il nuovo segretario di Stato è certamente un protagonista di questo difficile avvicinamento tra Stati Uniti e Corea del Nord. Lo scorso mese, quando era ancora il direttore della Cia, era andato a Pyongyang in gran segreto per incontrare il leader Kim; questa volta, ha trascorso 13 ore nella capitale nordcoreana per preparare il vertice tra Trump e Kim, ha parlato con il leader supremo nordcoreano per 90 minuti e ha portato i tre statunitensi appena liberati in una base militare statunitense in Giappone, dove poi sono stati trasferiti su un altro aereo dove potessero avere un'adeguata assistenza medica durante il viaggio verso gli Stati Uniti; dai primi esami, comunque, i tre ex detenuti - in carcere per spionaggio, atti ostili contro la Corea del Nord e furto di segreti statali - appaiono in buona salute.

La Corea del Nord ha spesso usato dei detenuti come moneta di scambio, ma Trump ha assicurato che non farà alcun passo indietro sulle sanzioni, se Kim non abbandonerà il suo programma nucleare e non rinuncerà alle sue armi nucleari. "Speriamo che tutti si risolverà ai più alti livelli" ha dichiarato Trump. "È stata una grande cosa, molto importante per me e penso davvero che abbiamo un'ottima chance di fare qualcosa di molto significativo".

Ora, nessun cittadino statunitense risulta essere in un carcere nordcoreano. L'accoglienza da eroi, le luci, i giornalisti e la grande bandiera statunitense sulla pista stridono con il ricordo, undici mesi fa, del rientro negli Stati Uniti di Otto Warmbier, lo studente di 22 anni che la Corea del Nord ha tenuto in carcere per oltre un anno, per poi consentire il suo ritorno a casa quando ormai era in stato di coma, e deceduto cinque giorni dopo il ritorno a casa.

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