Trump alla Cina: intesa commerciale deve includere "cambiamenti strutturali"

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione, il presidente Usa ha chiesto al Congresso di approvare lo Usmca (il nuovo Nafta) e una legge per rispondere ai dazi altrui "ingiusti" con altri dazi

Mentre i negoziatori americani si preparano la settimana prossima a tornare a Pechino per riprendere le trattative commerciali con la Cina, Donald Trump ha usato il suo secondo discorso sullo stato dell'Unione per lanciare un messaggio a Pechino e per chiedere al Congresso di approvare lo Usmca, l'accordo di libero scambio tra Usa, Messico e Canada pensato per sostituire il vecchio Nafta. Il 45esimo presidente americano ha proposto anche l'approvazione di una legislazione (il "Reciprocal trade act") messa a punto il mese scorso dal consigliere commerciale 'falco' Peter Navarro. L'idea è che che "se un Paese impone dazi ingiusti su un prodotto Usa, noi possiamo imporre dazi identici sullo stesso prodotto che quel Paese vende a noi".

Alla Cina ha detto che l'intesa a cui si sta lavorando "deve includere cambiamenti strutturali reali per mettere fine a pratiche ingiuste, per ridurre il deficit commerciale cronico e per proteggere l'occupazione americana".

Parlando nella notte italiana da Capitol Hill, il 45esimo presidente statunitense ha dichiarato di avere "chiarito alla Cina che dopo anni in cui ha preso di mira le nostre aziende e ha rubato proprietà intellettuale, il furto di posti di lavoro e ricchezza americani è finito".

Vantandosi di avere adottato dazi su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi annue, Trump ha ripetuto di avere "grande rispetto" per il presidente cinese Xi Jinping. Il 31 gennaio scorso, accogliendo alla Casa Bianca il vice premier cinese giunto a Washington per negoziare, il leader Usa si era detto disposto a incontrare di nuovo Xi dopo averlo fatto il primo dicembre scorso a Buenos Aires (Argentina), quando i due siglarono una tregua commerciale che scadrà il primo marzo. Senza intesa, i dazi del 10% su 200 miliardi di import cinese saliranno al 25%.

Con il loro viaggio a Pechino, il secondo nel giro di un mese circa, il rappresentante commerciale Usa, Robert Lighthizer, e il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, spianeranno la strada a un nuovo summit tra Trump e Xi. I mercati sperano che alla fine un accordo sia trovato. Ciò eviterebbe una guerra commerciale a colpi di dazi che frenerebbe la crescita mondiale già protagonista di un rallentamento.

Quanto allo Usmca - ratificato da Usa, Messico e Canada proprio a Buenos Aires a margine del G20 di fine novembre - Trump si è rivolto al Congresso riunito dicendo: "Spero che possiate approvare lo Usmca trasformandolo in legge in modo che si possa riportare a casa ancora più posti di lavoro nel settore manifatturiero, rafforzare il settore agricolo americano, proteggere la proprietà intellettuale e garantire che più auto possano avere con orgoglio il marchio di quattro bellissime parole: Made in the Usa".

Al Congresso alcuni legislatori non vogliono dare l'ok allo Usmca se non vengono eliminati i dazi su alluminio e accaio imposti dagli Usa contro Ottawa e Città del Messico. Per mettere sotto pressione Capitol Hill, Trump in passato aveva minacciato il ritiro dell'America dal Nafta.

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