Trump alle Nazioni Unite: focus su Iran, commercio e sovranità

Il presidente Usa alla sua seconda apparizione al Palazzo di Vetro di New York, per la 73esima Assemblea generale. Lo scorso anno, minacciò di "distruggere totalmente" la Corea del Nord; ora si vanta dei nuovi rapporti con Pyongyang (con pochi risultati)
Ap

"Sarà la seduta del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più vista di tutti i tempi". Parola dell'ambasciatrice statunitense al Palazzo di Vetro, Nikki Haley, parlando di chi, di audience, certamente capisce: il presidente statunitense Donald Trump, che mercoledì presiederà la riunione del Consiglio, a rotazione tra i 15 membri e destinata, in concomitanza con la 73esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, proprio agli Stati Uniti. La riunione sarà dedicata alla non proliferazione e sarà l'occasione per attaccare l'Iran, denunciando il suo tentativo di destabilizzare il Medio Oriente.

Trump sarà certamente il protagonista della settimana al Palazzo di Vetro, con il dibattito all'Assemblea generale che si aprirà martedì; lunedì, il presidente parteciperà a una riunione sul tema Global Call to Action on the World Drug Problem, ovvero la necessità di una cooperazione internazionale contro l'uso illegale di droghe. Martedì, come da tradizione, il presidente statunitense sarà il secondo a parlare all'Assemblea generale: lo scorso anno, minacciò di "distruggere totalmente" la Corea del Nord, ma un anno dopo i rapporti, almeno quelli con Pyongyang, sono migliorati.

Nel suo discorso, quest'anno, ci sarà di nuovo spazio per la sua politica 'Prima l'America' e, poi, per le questioni che più lo hanno interessato negli ultimi mesi, ovvero il commercio globale e la diffusione di armi chimiche e nucleari; su quest'ultimo tema, al centro delle accuse finirà l'Iran, dopo che Washington ha abbandonato l'accordo con Teheran e altre potenze mondiali ("il peggiore della Storia") sulla denuclearizzazione della Repubblica islamica. A proposito del suo discorso, Haley ha detto che il presidente vuole parlare di proteggere la sovranità statunitense, un tema nelle corde del consigliere Stephen Miller, l'architetto delle politiche antimigranti, che infatti è il principale autore del discorso che Trump pronuncerà.

Inoltre, l'Assemblea generale sarà l'occasione per dei colloqui bilaterali con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, con il presidente francese, Emmanuel Macron, con il premier giapponese Shinzo Abe, la premier britannica Theresa May e il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi.

La riunione del Consiglio di sicurezza in programma mercoledì alle 10 (le 16 in Italia) era stata inizialmente dedicata solo all'Iran; poi, visti i dubbi e le proteste degli alleati che siedono al Consiglio, Washington ha deciso di allargare il tema alla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, permettendo a Trump non solo di poter enfatizzare la minaccia portata da Teheran, ma anche le sue trattative con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, assente a New York, per la denuclearizzazione della penisola coreana, che non hanno comunque prodotto finora risultati tangibili. Circa 130 capi di Stato e di governo saranno a New York per una settimana di discorsi e incontri su una vasta serie di temi, dal cambiamento climatico alla povertà. Tra gli assenti, spiccano la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente cinese, Xi Jinping, il presidente russo, Vladimir Putin, e il premier canadese Justin Trudeau.

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