Trump 'apre' sul clima: "L'accordo di Parigi? Qualcosa potrebbe succedere"

Il presidente Usa in conferenza stampa con l'omologo francese, Macron. I due leader hanno discusso anche di terrorismo e commercio

"Qualcosa potrebbe succedere sull'accordo di Parigi, vedremo cosa succederà. Se succederà sarà fantastico. Altrimenti, andrà bene ugualmente". Cos" il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto a una domanda sull'accordo sul clima di Parigi, durante la conferenza stampa congiunta con l'omologo francese, Emmanuel Macron, all'Eliseo, a Parigi, aprendo quindi a nuovi scenari, anche se non è chiaro quali potrebbero essere. Trump ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti "a rimanere leader nella tutela dell'ambiente", ferme restando le divergenze con gli altri Paesi sulla strategia da seguire, come dimostrato dall'uscita degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi. Poco prima, Macron aveva detto che lavorerà con Trump sul clima e che capisce le ragioni del presidente degli Stati Uniti, che vuole difendere l'occupazione e l'economia degli Stati Uniti. Parigi, ha detto Macron, resta "impegnata" nell'intesa di Parigi.

Per il resto, dopo aver iniziato il discorso ricordando che Stati Uniti e Francia sono "uniti per sempre dallo spirito della rivoluzione e dalla lotta per la libertà. La Francia è stato il nostro primo alleato", Trump ha parlato di terrorismo: "Affrontiamo nuove minacce da regimi malvagi e dai governi che li finanziano [...] Dobbiamo essere forti per difenderci dalle minacce che arrivano dall'esterno".

Gli Stati Uniti e la Francia "resteranno uniti contro i nemici dell'umanità", facendo fronte alla minaccia terroristica e combattendo regimi come quello in Corea del Nord, Siria e Iran, ha dichiarato Trump, che ha discusso di "misure per rafforzare la lotta contro il terrorismo" con Macron. Trump ha sottolineato che "le nazioni occidentali devono affrontare sfide" e lo faranno stando fianco a fianco, ferme restando le divergenze tra i vari Paesi. "Viviamo in un mondo complesso e dobbiamo tenerne conto" ha detto Trump. A proposito della liberazione di Mosul dall'Isis, ha detto: "Dobbiamo lavorare con l'Iraq per assicurare che la vittoria resti una vittoria, non come l'ultima volta".

Macron ha detto che la "destituzione di Bashar al-Assad non è un prerequisito" per le iniziative diplomatiche francesi a favore di una soluzione politica in Siria, ma ha tenuto a rimarcare che "non vogliamo che siano usate armi chimiche; in caso contrario, ci sarà rappresaglia diretta". Francia e Stati Uniti, ha proseguito, sono decise a perseguire "iniziative diplomatiche" per una "stabilità politica della Siria". "Vogliamo iniziare a creare un gruppo di contatto per intervenire in modo più efficace a sostegno delle Nazioni Unite, per poter costruire una roadmap politica dopo la guerra in Siria, dove sono indispensabili soluzioni politiche inclusive". Il gruppo di contatto comprenderà "i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu e altre potenze regionali interessate dal conflitto, e ovviamente ci saranno i rappresentanti di Assad e quelli dell'opposizione".

Su Libia e Sahel c'è una "determinazione comune" a favore della stabilità, ha proseguito Macron, riferendo di una "visione congiunta e di una volontà di agire in modo chiaro per lottare contro le forme di destabilizzazione". In Libia, ha aggiunto Macron, "spero di portare avanti iniziative diplomatiche forti per la stabilità".

Poi, si è parlato di commercio: "Non siamo diventati grandi attraverso la regolamentazione" ha detto Trump, appoggiando la richiesta di Macron di avere "meno burocrazia". "Dobbiamo ottenere accordi commerciali reciproci e giusti" ha detto Trump.

Non poteva poi mancare la domanda sul Russiagate (ammesse solo quattro domande, dopo i discorsi dei due leader). Donald Trump Jr. è "un uomo fantastico", secondo il presidente statunitense. A proposito dell'incontro del figlio con un'avvocata russa, Natalia Veselnitskaya, ha detto che si è trattato di un incontro per ricevere informazioni e che la maggior parte delle persone vi avrebbe partecipato, confermando quindi quanto già detto sull'argomento. Trump ha poi detto che il figlio ha parlato con l'avvocata russa di adozioni e che la stampa ha costruito un caso sul nulla. "È un grande e giovane uomo, è una brava persona [...] Nulla è venuto fuori dall'incontro" ha aggiunto. Trump ha poi accusato l'amministrazione Obama, che ha permesso all'avvocata russa di essere negli Stati Uniti con un permesso speciale, come emerso oggi da un articolo di The Hill.

Infine, una domanda sui rapporti con la Cina. Il presidente cinese, Xi Jinping, è "un grande uomo", secondo Trump, ma Pechino "potrebbe fare di più" sulla Corea del Nord, che rappresenta una minaccia con i suoi propositi nucleari. Per quanto riguarda invece le questioni commerciali, Trump ha spiegato di "essere al lavoro su accordi commerciali con la Cina".

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