Trump attacca migranti da Paesi "di merda"

Secondo il Washington Post, il presidente ha fatto riferimento a Haiti e a nazioni africane
AP

Ancora una volta Donald Trump ha parlato di migranti in modo spregiativo. E lo ha fatto di nuovo a porte chiuse. Il Washington Post ha citato due fonti secondo cui in un incontro tenutosi nello Studio Ovale con alcuni legislatori, il presidente ha reagito male all'idea di offrire protezioni ai migranti giunti in Usa da Haiti, El Salvador e da nazioni africane.

"Perché abbiamo tutta questa gente da Paesi di merda?", ha dichiarato Trump usando la parola "shithole" e riferendosi a Haiti e ai Paesi africani. Secondo lui, gli Stati Uniti dovrebbero invece puntare su gente in arrivo dalla Norvegia, il cui primo ministro era stato il giorno precedente alla Casa Bianca.

Secondo i primi commenti, Trump è un razzista che preferisce migranti bianchi a quelli di colore. Basti pensare che il magnate del mattone di New York annunciò la sua discesa in campo dicendo che i messicani che sceglievano di trasferirsi in Usa erano tutti stupratori.

Questi commenti vanno ad aggiungersi a quelli di cui diede notizia il New York Times prima di Natale: fu il quotidiano newyorchese a riferire che lo scorso giugno il presidente americano aveva detto in un incontro riservato che tutte le persone in arrivo in Usa da Haiti "hanno l'Aids" e che quelle provenienti dalla Nigeria dovrebbero tornarsene nelle lore "capanne" in Africa. Allora, la Casa Bianca smentì. Non appena l'indiscrezione del Washington Post è uscita, Raj Shah, il terzo nella linea di comando a essere portavoce dell'amministrazione, ha rilasciato un commento senza però negare l'uso di una parola destinata ad alimentare le polemiche.

"Alcuni politici a Washington scelgono di lottare per nazioni estere ma il presidente Trump lotterà sempre per il popolo americano", ha detto Shah. Secondo lui, il leader Usa accetterà soltanto un accordo sull'immigrazione - un tema caldo che chiama in causa anche i cosiddetti "Dreamers" - che affronti "in modo adeguato" il sistema della lotteria di visti e la 'Chain migration', un sistema che consente a un famigliare legalmente residente in Usa di sponsorizzarne un altro. Per l'amministrazione Trump si tratta di "due programmi che ledono la nostra economia e permettono ai terroristi di entrare nel nostro Paese. Come altre nazioni che hanno politiche migratorie basate sul merito, il presidente Trump sta lottando per soluzioni permanenti che rendano più forte la nostra nazione dando il benvenuto a coloro che possono dare contributi alla società, che possono fare crescere la nostra economia e che possano integrarsi nella nostra meravigliosa nazione". Trump "rigetterà sempre misure temporanee, deboli e dannose che mettono in pericolo le vite di americani che lavorano sodo e che mettono a repentaglio i migranti che cercano negli Usa una vita migliore attraverso un processo legale".

Le ultime indiscrezioni sono arrivate tre giorni dopo la decisione dell'amministrazione Trump di cancellare i permessi di residenza temporanei a circa 200.000 salvadoregni, che vivono negli Stati Uniti almeno dal 2001. Gli interessati avranno tempo fino al 9 settembre 2019 per lasciare il Paese o ottenere un visto per restare.

 

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