Trump: "Attacco in Siria? Forse molto presto, forse no"

Primo tweet di giornata del presidente Usa sulla situazione nel Paese mediorientale
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"Non ho mai detto quando potrebbe aver luogo un attacco in Siria. Potrebbe succedere molto presto oppure no! In ciascuna occasione, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dell'Isis. Dov'è il nostro 'Grazie America?'". Questo il primo tweet di giornata dedicato alla Siria del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Intanto, la Siria si dice "pronta", non teme un attacco americano. È quanto ha detto alla televisione libanese al-Mayadeen la consigliere politica e per i media del presidente Bashar al Assad, Buthaina Shaaban, aggiungendo che le minacce americane fanno parte di "una guerra psicologica" lanciata dall'Occidente per dare prova di forza dopo il proprio fallimento in Siria. "Non abbiamo paura della guerra e saremo pronti, qualsiasi cosa accada", ha detto Shaaban all'emittente legata ai combattenti libanesi Hezbollah, alleati di Assad, aggiungendo che Damasco e Mosca si stanno preparando all'attacco Usa dopo quello messo a segno lunedì scorso da Israele contro la base aerea siriana T-4.

"La Russia segue da vicino le dichiarazioni che arrivano da Washington" sulla Siria "e continuiamo a pensare che sia necessario astenersi da qualsiasi passo che possa portare ad un'ulteriore escalation" nel Paese mediorientale, ha invece detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, parlando alla stampa a Mosca. Il portavoce ha quindi ribadito che non è in agenda un colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano, Donald Trump.

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Messico, la prossima crisi arriverà da Sud

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Quattro questioni saranno probabilmente al centro del summit di Helsinki di lunedì 16 luglio tra Donald Trump e Vladimir Putin: le ingerenze russe nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, l'Ucraina, la Siria e le armi nucleari. Le delegazioni statunitense e russa hanno fatto, finora, pochi progressi su ciascun argomento. Secondo Stephen Sestanovich del Council on Foreign Relations, però, ci sono buoni motivi per pensare che una o entrambe le parti approcceranno queste questioni in modo nuovo.

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Trump: "Credo nella Nato, gli alleati pagheranno di più". Ma Macron e Conte lo smentiscono

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Vertice Nato, Trump chiede agli alleati un nuovo obiettivo: il 4% del Pil alla difesa

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