Trump blocca acquisizione di produttore Usa di chip da parte di cinesi

La transazione, annunciata nel novembre 2016, valeva 1,3 miliardi di dollari. Il presidente ha citato rischi di sicurezza nazionale. Lattice Semiconductor e i fondi d'investimento asiatici hanno 30 giorni per abbandonare le nozze

Citando motivi di sicurezza nazionale, Donald Trump ha ordinato lo stop all'acquisizione per 1,3 miliardi di dollari (debito incluso) di un produttore americano di microprocessori da parte di un consorzio di fondi d'investimento cinesi. L'azienda in questione si chiama Lattice Semiconductor Corporation, che nel dopo mercato a Wall Street ha perso oltre l'1,7%. Prima della decisione del presidente Usa, arrivata a Borsa americana ormai chiusa, il titolo aveva guadagnato il 3% a 5,72 dollari. Da inizio anno ha guadagnato il 5,5% e negli ultimi 12 mesi l'8%. Ora Lattice e l'aspirante acquirente hanno 30 giorni di tempo per fare le mosse necessarie ad abbondonare definitivamente l'intesa annunciata nel novembre 2016.

Trump ha seguito le raccomandazioni del Committee on Foreign Investment (CFIUS), un panel che monitora gli investimenti stranieri negli Stati Uniti e che in passato aveva bloccato una serie di acquisizioni, anche cinesi. In questo caso, del consorzio che voleva comprare Lattice fanno parte il fondo cinese di buyout Canyon Bridge Fund, il partner Yitai Capital Limited e la sua controllante China Venture Capital Fund Corporation Limited (controllato da Pechino).

In una nota, il portavoce della Casa Bianca ha spiegato che "il rischio alla sicurezza nazionale posto dalla transazione è legato, tra le altre cose, al potenziale trasferimento di proprietà intellettuale all'acquirente straniero, al ruolo del governo cinese nel sostenere questa transazione, all'importanza per il governo Usa dell'integrità del processo produttivo di semiconduttori e all'uso di prodotti Lattice da parte del governo americano".

In quanto presidente del CFIUS, il segretario al Tesoro Steven T. Mnuchin ha spiegato che la scelta di Trump e del panel stesso si basa sulla convinzione che i rischi alla sicurezza nazionale Usa non possano essere risolti con negoziati. Mnuchin ha aggiunto che l'approccio "bipartisan" di CFIUS "rafforza il nostro impegno a dare il benvenuto a investimenti stranieri ma allo stesso tempo a proteggere la nostra sicurezza nazionale". Del CFIUS fanno parte, tra gli altri, membri dei dipartimenti di Stato, della Difesa, del Commercio, dell'Energia, della Sicurezza nazuonale, della Giustizia.

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