Trump cerca il compromesso ma non cambia idea sull'immigrazione

A 10 giorni da un altro possibile shutdown, il presidente americano ha usato il suo secondo discorso sullo stato dell'unione per 'vendere' al popolo americano il "miracolo" in atto che " può essere fermato solo da politica e inchieste" (su di lui)

Un'ora e 20 minuti circa. Tanto è durato il secondo discorso sullo Stato dell'unione pronunciato nella notte italiana da Donald Trump a Capitol Hill.

In una Camera dove spiccava il bianco che le donne avevano deciso di indossare in onore delle suffragette (scelta opposta al nero del 2017 ispirato dal movimento #MeToo), il 45esimo presidente americano si è vantato, a volte esagerando, dei successi economici della sua America e ha teso la mano all'opposizione democratica in cerca di compromessi su varie aeree come le infrastrutture e l'abbassamento dei prezzi dei farmaci.

Persino sull'immigrazione ha chiesto un "compromesso" al fine di trovare un accordo che renda l'America più sicura. Peccato che a 10 giorni esatti dalla data in cui un'altra paralisi del governo federale potrebbe scattare dopo quella record finita il 25 gennaio scorso, le posizioni di Trump siano invariate rispetto a quelle che hanno portato allo shutdown più lungo della storia statunitense (era iniziato il 22 dicembre 2018).

Sperando nell'unità in un Paese però diviso, Trump ha sostenuto che "un miracolo è in atto". Poi ha garbatamente lanciato una frecciata a tutti coloro che stanno indagando sulla potenziale collusione tra la sua campagna e la Russia portando alla memoria affermazioni simili di Richard Nixon. Per Trump, "solo la politica e ridicole indagini di parte possono fermare" quel miracolo. "Se ci sarà pace e legiferazione, non ci possono essere guerra e indagini...dobbiamo essere uniti a casa per sconfiggere i nemici all'estero". Nel suo discorso sullo stato dell'unione nel 1974, il 37esimo presidente Usa disse che "un anno di Watergate è sufficiente".

In tema di immigrazione, Trump resta convinto che lungo il confine tra Stati Uniti e Messico "costruirò un muro o una barriera fisica". Perché là, secondo lui, è in corso una "crisi nazionale urgente". Trump ha parlato di una "barriera intelligente, strategica, attraverso la quale si può osservare" da un lato cosa succede nell'altro. "Non è una semplice parete di cemento", ha precisato sperando di convincere i democratici della bontà della sua idea. Tra di loro però non sono mancati i mormorii di lamentela, specialmente quando Trump ha detto che "politici e donatori ricchi spingono per aprire i confini mentre lasciano le loro vite dietro muri, cancelli e guardie". Quelli delle loro case.

Facendo dichiarazioni spesso fuorvianti - sostenendo per esempio che "quando i muri vengono costruiti, l'immigrazione illegale crolla" o che una nuova "grande caravana è in marcia verso gli Usa" - Trump ha detto di avere inviato 3.750 soldati aggiuntivi al confine meridionale della nazione "per preparasi a un terribile attacco violento".

Spargendo paura, l'inquilino della Casa Bianca spera di mettere in un angolo i democratici. Forse la sua speranza è che l'America si sia dimenticata della doppia vittoria incassata a fine gennaio da Nancy Pelosi: la speaker democratica alla Camera, seduta alle sue spalle mentre lui parlava, non solo lo costrinse a posticipare il suo discorso a Congresso riunito ma riuscì anche a fare mettere fine alla paralisi del governo federale senza dare a Trump niente dei 5,7 miliardi di dollari che lui voleva per il fatidico muro.

Nonostante tutto questo, Trump a parole è andato alla ricerca dell'unità. "Insieme, possiamo interrompere decenni di scontri politici. Possiamo colmare vecchie differenze, guarire vecchie ferite, costruire nuove coalizioni, trovare nuove soluzioni e sprigionare la promessa del futuro americano".

Famoso per il motto della sua campagna elettorale (America first), Trump ha parlato di un "potenziale illiminato" per la nazione che si può sprigionare con il nuovo Congresso. Il successore di Donald Trump ha invitato a "governare non come due partiti ma in quanto nazione". Quella da lui proposta, "non è un'agenda repubblicana o democratica ma un'agenda per il popolo americano", un'affermazione tirata per un leader che ha creato divisioni e famoso per le sue scelte unilaterali come quelle rivendicate nel discorso, dal riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele, al ritiro degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano e alla sospensione dell'adesione al trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (Inf) firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica nel 1987.

Parlando di Venezuela - di cui ha riconosciuto come presidente ad interim Juan Guaido - Trump ha tuonato: "L'America non sarà mai un Paese socialista". Della Cina, ha detto che si sta lavorando a un accordo commerciale che però deve includure "cambiamenti strutturali" da parte di una Pechino che è stata avvertita: "Non può più rubare posti di lavoro e proprietà intellettuale alle aziende Usa". E al Congresso ha chiesto, tra le altre cose, di approvare lo Usmca (l'accordo commerciale tra Usa, Canada e Messico pensato per sostituire il Nafta) e di passare una legislazione (il Reciprocal trade act) in modo tale che "se un Paese impone dazi ingiusti su un prodotto Usa, noi possiamo imporre dazi identici sullo stesso prodotto che quel Paese vende a noi".

Altri Servizi

Wall Street, segnali positivi dai negoziati Usa-Cina

Le due potenze mondiali cominciano a delineare l'accordo per porre fine alla guerra commerciale
iStock

Fed indicisa sulla rotta dei tassi, entro fine anno stop a riduzione suo bilancio

Dai verbali della riunione di gennaio emerge una banca centrale "paziente" ma divisa sul costo del denaro. La fine della normalizzazione del suo bilancio sembra vicina

Nella sua prima riunione del 2019, la Federal Reserve si è presa tempo per studiare la situazione e determinare le sue mosse future: sui tassi, i suoi governatori sono divisi mentre sembra esserci unità nel credere che presto servirà annunciare uno stop alla riduzione, iniziata nel 2017, del suo bilancio gonfiato negli anni della crisi dagli acquisti di Treasury e bond ipotecari. E' questo il quadro che è emerso dai verbali della riunione della banca centrale Usa che si è svolta il 29 e 30 gennaio scorsi.

Wall Street, attenzione rivolta a trattative Usa-Cina e alle minute della Fed

Proseguono le trattative a Washington tra le due potenze mondiali
AP

Bernie Sanders ci riprova: in un video annuncia candidatura a presidenziali 2020

Lo rivela Politico ma non è chiaro se e quando verrà diffuso
AP

Bernie Sanders scenderà di nuovo in campo per correre verso la Casa Bianca. Secondo il sito Politico, il senatore indipendente del Vermont ha registrato un video in cui dice che si candiderà alle elezioni presidenziali americane del 2020. Non è tuttavia chiaro se e quando il video sarà diffuso.

Mueller chiede per Manafort fino a 24,4 anni in carcere per frodi fiscali

Il procuratore che sta indagando sul Russiagate vuole anche una multa pari a un massimo di 24 milioni di dollari. Le sorti dell'ex presidente della campagna Trump nelle mani di un giudice in Virginia

Fino a un quarto di secolo. Tanto l'ex presidente della campagna elettorale di Donald Trump dovrebbe trascorrere in prigione. E' questa la raccomandazione fatta da Robert Mueller per Paul Manafort. Il procuratore speciale che sta indagando sul Russiagate di fatto crede che Manafort, 69 anni, debba trascorrere il resto della sua vita dietro le sbarre per avere commesso frodi fiscali e bancarie commesse mentre dal 2010 al 2014 mentre lavorava come consulente di politici ucraini pro-Russia. L'uomo fu giudicato colpevole di otto capi di imputazione lo scorso agosto in un processo ad Alexandria, Virginia.

Amazon cancella piani per costruire secondo quartier generale a New York

Il gruppo cede al pressing dei politici locali contrari al progetto e si dice "dispiaciuto". Il sindaco de Blasio: "Buttata via un'opportunità". Ocasio-Cortez: sconfitto l'uomo più ricco al mondo

Amazon ha cancellato i suoi piani per realizzare parte del suo secondo quartier generale a New York City alla luce dell'opposizione manifestata nella metropoli americana. Lo ha comunicato il colosso americano del commercio elettronico confermando indiscrezioni che già erano state anticipate la settimana scorsa dal Washington Post, quotidiano di proprietà del Ceo di Amazon, Jeff Bezos.

Trump: emergenza nazionale per costruire il muro, verso batteglie legali

Firmata legge di spesa che evita un altro shutdown

Anche Donald Trump, come altri presidenti americani prima di lui, ha firmato una dichiarazione di emergenza nazionale. Per il 45esimo Commander in Chief, c'è una crisi al confine tra Stati Uniti e Messico dove serve - è la sua tesi - costruire un muro per fermare una "invasione di droghe, criminali e gang". Peccato che con una tale mossa, il 45esimo Commander in chief non solo abbia agito in un contesto decisamente diverso da quello dei suoi predecessori; Trump ha anche spianato la strada a una serie di battaglie politiche e legali su una "crisi" non dimostrata dai dati. Non a caso, parlando alla stampa dal Rose Garden, il leader Usa ha attaccato un paio di giornalisti critici. A Jim Acosta, a cui in passato aveva negato accesso alla Casa Bianca, ha detto di fare "domande false" per una emittente "fake", la Cnn. A un altro reporter che aveva osato chiedergli che dati utilizza per dire che c'è una crisi al confine meridionale, Trump ha ordinato di sedersi e starsene zitto.

Scelta da Trump per diventare ambasciatrice Onu, Nauert si ritira

La portavoce del dipartimento di Stato, ex conduttrice di Fox News, lascia l'amministrazione dopo due anni. Pompeo: decisione "personale". Lei: è "nell'interesse della mia famiglia". Sarebbe stata messa sotto torchio al Senato per la conferma
U.S. Department of State

La portavoce del dipartimento di Stato nominata a dicembre da Donald Trump per diventare ambasciatrice alle Nazioni Unite, si è ritirata. E dopo due anni, ha lasciato l'amministrazione Usa. Ironia della sorte vuole che a fermare l'ascesa di Heather Nauert al Palazzo di vetro, almeno secondo Bloomberg, sia stato un passo falso commesso in passato: ha arruolato una baby sitter straniera che viveva legalmente negli Stati Uniti ma che non era autorizzata a lavorare. Nell'America del 45esimo presidente americano, in cui la retorica contro gli immigrati è usata per giustificare la costruzione del muro tra Usa e Messico, quella di Nauert è una pecca che politicamente avrebbe creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump. Anche se va detto che Trump ha assunto migranti privi di permesso di soggiorno nei suoi vari campi da golf.

Trump attacca Maduro e corteggia il voto latinoamericano

Il presidente Usa alla Florida International University per parlare a due platee: gli espatriati e i generali venezuelani

Il presidente statunitense Donald Trump, durante un discorso in programma a Miami, chiederà a Nicolas Maduro di lasciare il potere in Venezuela. Lo farà parlando a due diversi pubblici: i generali che mantengono alla guida del Paese il presidente non più riconosciuto dagli Stati Uniti e le decine di migliaia di venezuelani espatriati, che potrebbero essere decisivi, in Florida, alle elezioni presidenziali del 2020.

I legislatori Gb contro Facebook: ha "intenzionalmente" violato le leggi

In un rapporto da 108 pagine, i parlamentari GB accusato il social network di compostarsi come un 'gangster digitale'. Chiesta stretta regolatoria su privacy e antitrust. Al via altre inchieste. Il gruppo: siamo cambiati ma c'è molto da fare
AP

Facebook ha "intenzionalmente e consapevolmente" violato leggi per la tutela della privacy e leggi antitrust nel Regno Unito, infischiandosene della tutela degli utenti come parte degli sforzi volti a massimizzare i ricavi generati dai dati loro associati. E' questa l'accusa pesante lanciata dai legislatori britannici domenica 17 febbraio. E' stato chiesto il lancio di un'inchiesta sulle pratiche dell'azienda americana, che ha risposto negando di avere violato le leggi e sostenendo di avere fatto tanti cambiamenti: "Sebbene ci sia ancora molto da fare, non siamo la stessa azienda di anni fa", ha detto Karim Palant, che lavora per il gruppo nel Regno Unito.