Trump chiede 4 miliardi ai sauditi per la Siria

Il presidente Usa vuole un ruolo attivo degli alleati nella ricostruzione e impedire ad Assad e all'Iran di avere voce in capitolo
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Il presidente Donald Trump vuole portare gli Stati Uniti fuori dal conflitto in Siria e per questo ha chiesto quattro miliardi di dollari al re saudita. Se si fatica a collegare i due fatti e a comprendere la strategia della Casa Bianca, bisogna tornare alla telefonata di dicembre tra Trump e re Salman, da cui parte il racconto del Washington Post.

La Casa Bianca vuole più soldi dal regno saudita e da altre nazioni per la ricostruzione e la stabilizzazione di quella parte della Siria che i militari statunitensi e i loro alleati locali hanno liberato dall'Isis ed è questo che Trump ha spiegato al re. L'obiettivo successivo alla guerra è di impedire al presidente siriano, Bashar al-Assad, e ai suoi alleati russi e iraniani di rivendicare quelle aree, e all'Isis di riconquistarle.

L'Arabia Saudita - il cui principe ereditario Mohammed bin Salman sarà a Washington da lunedì per incontrare l'amministrazione statunitense - fa parte della coalizione contro l'Isis, ma ha in gran parte abbandonato lo scontro in Siria. Per Trump, che continua a ripetere che gli alleati non condividono il peso delle spese, è importante coinvolgere qualcun altro nella ricostruzione. Il contributo di 4 miliardi aiuterebbe gli Stati Uniti ad avvicinarsi all'obiettivo in Siria, condiviso dai sauditi, di limitare il potere di Assad ed evitare l'influenza iraniana; lo scorso mese, gli Stati Uniti hanno annunciato lo stanziamento di 200 milioni di dollari per la stabilizzazione.

Allo stesso tempo, Trump vuole uscire al più presto dal Paese, dopo aver già dichiarato che la vittoria sull'Isis è vicina. A preoccupare è soprattutto la seconda fase della strategia in Siria, che prevede di promuovere un accordo politico che includa l'uscita di scena di Assad e dell'Iran. Non mancano, in seno all'amministrazione e al Congresso, opinioni differenti sul tipo di impegno degli Stati Uniti in Siria; quel che è certo è che Trump, pur avendo approvato il rafforzamento della presenza statunitense in Siria, non vuole restare impantanato a lungo nel Paese distrutto dalla guerra. Pur avendo rifiutato un coivolgimento diretto nella guerra, ha scritto il Washington Post, gli Stati Uniti sono il maggior donatore umanitario, con 8 miliardi di dollari in aiuti per le comunità sotto assedio o costrette a fuggire.

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