Trump chiese al direttore dell'Fbi di chiudere inchiesta su Flynn

E' quanto emerge da un memo scritto a febbraio da James Comey, silurato il 9 maggio scorso. Il generale fu costretto a dimettersi da consigliere per la Sicurezza nazionale per avere fuoriviato l'amministrazione su funzionario russo

Donald Trump sembra avere avuto tutte le intenzioni di influenzare l'inchiesta dell'Fbi sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa e sui possibili contatti tra la campagna dell'allora candidato repubblicano alla Casa Bianca e funzionari russi. A rendere sempre più concreto il sospetto è stato il New York Times, secondo cui il 45esimo presidente americano chiese espressamente al capo dell'Fbi poi silurato di archiviare l'indagine sul suo primo consigliere alla sicurezza nazionale, Michael Flynn (nella foto).

Secondo il giornale, Trump ha avanzato la richiesta a James Comey durante un incontro nello Studio Ovale il 14 febbraio scorso, il giorno successivo alle dimissioni di Flynn (che aveva fuorviato il vicepresidente sulle sue conversazioni con l'ambasciatore russo in Usa). E' un memo scritto dallo stesso Comey subito dopo quell'incontro a fornire i dettagli della conversazione tra i due. Un memo, pare, pensato per lasciare traccia di quello che il capo dell'Fbi aveva percepito come uno sforzo inopportuno da parte di Trump di intromettersi nell'inchiesta.

"Spero che lascerai perdere il caso", disse Trump all'allora numero uno della polizia federale, recita il memo condiviso con funzionari di alto livello dell'Fbi e letto da un collega di Comey a un giornalista del NY Times. "E' un buon uomo", disse il presidente facendo riferimento a Flynn. "Spero che lascerai perdere" anche perché Trump pareva convinto che l'ex generale non avesse fatto nulla di sbagliato. Comey non commentò ma stando al documento (che non è top secret) si disse d'accordo sul fatto che Flynn fosse una brava persona.

La Casa Bianca ha immediatamente reagito all'indiscrezione, negandola. "Sebbene abbia ripetutamente espresso la sua opinione secondo la quale il generale Flynn è un buon uomo che ha servito e protetto il nostro Paese, il presidente non ha mai chiesto a Comey né a nessun altro di porre fine all'indagine riguardante Flynn". La nota arrivata dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington ha aggiunto: "Il presidente ha il massimo rispetto per le forze dell'ordine e per tutte le indagini. Quella [del NY Times] non è una descrizione vera né accurata della conversazione tra il presidente e Comey".

Il mistero si infittisce. Non solo perché Trump il 9 maggio scorso ha cacciato a sorpresa Comey a causa - almeno sulla carta - della sua gestione dell'emailgate di Hillary Clinton. C'è anche un altro elemento che contraddice le ultime rivelazioni: in una audizione al Senato, il direttore dell'Fbi ad interim Andrew McCabe aveva detto la settimana scorsa che "non ci sono stati sforzi per impedire ad oggi le nostre inchieste".

Intanto i democratici sono sbigottiti. "Se fosse vera, sarebbe un altro segno preoccupante di come il presidente possa essere stato coinvolto nell'interferenza o nell'ostacolare l'indagine", ha dettp Adam Schiff, il democratico numero uno nella commissione Intelligence alla Camera che a sua volta sta indagando sul Russiagate. "Quando è troppo, è troppo. Il Congresso deve davvero arrivare al fondo della questione", ha aggiunto.

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