Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza

Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Il leader americano, infatti, sembra dimenticare che l'anno scorso fu proprio lui a finire al centro di polemiche che contribuirono ad ampliare un divario forse incolmabile tra americani. Perché dopo i fatti dell'11 agosto del 2017 - quando gruppi di nazionalisti estremi manifestarono contro la rimozione di una statua dedicata a Robert E Lee, il leader delle forze confederate durante la guerra civile americana - lui sembrò schierarsi dalla loro parte. Perché allora una contro-protesta prese forma e un'auto si scagliò contro un gruppo di dimostranti antirazzisti causando diversi feriti e un morto. Inizialmente Trump parlò di violenza "da più parti", dando lo stesso peso a nazionalisti bianchi e ai manifestanti pacifisti. Quarantotto ore dopo - e con la Corporate America che prendeva le distanze da lui - fu costretto a condannare "nei termini più duri possibile questa incredibile esibizione di odio, intolleranza e violenza".

A Washington l'allerta è massima. I suprematisti bianchi che l'estate scorsa organizzarono a Charlottesville la manifestazione “Unite the Right”, giovedì 9 agosto hanno ottenuto il permesso per marciare domenica 12 agosto a Washington DC. La National Park Service ha dato il suo via libera a quella che è stata ribattezzata “Unite the Right 2”, in cui 400 persone sfileranno nel Lafayette Park di fronte alla Casa Bianca. La stessa agenzia federale ha dato un permesso a una contro-manifestazione prevista nello stesso giorno. Questo significa che anche quest'anno non sono da escludere scontri violenti.

Mentre Washington si prepara a ospitare le due manifestazioni, il governatore della Virginia e la città di Charlottesville hanno dichiarato lo stato di emergenza in vista del primo anniversario della “Unite the Right”. Lo scorso anno la polizia di Charlottesville fu pesantemente criticata per non essere intervenuta per fermare gli scontri.

Dalla prima edizione di "Unite the Right", centinaia di statue confederate sono state rimosse in Usa, un trend visto continuare. E il Texas lo Stato che in questo ha fatto più di tutti. E alcuni stanno facendo pressing affinché la città di Austin, in Texas, cambi nome perché rappresenta Stephen F. Austin, un difensore della schiavitù. Intanto la statua di Robert E. Lee c'è ancora a Charlottesville.

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