Trump: "Dem antipatriottici". Oggi il rapporto sulle indagini per l'impeachment

I democratici vogliono un voto alla Camera entro Natale; in questo caso, a gennaio partirebbe il processo in Senato
Ap

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha definito i democratici "molto antipatriottici" perché vogliono metterlo in stato d'accusa, mentre la commissione Intelligence della Camera si prepara a rendere noto il proprio rapporto sulle prove e le testimonianze raccolte nel corso delle ultime settimane; in base a questo rapporto, la commissione Giustizia deciderà se e quali articoli di impeachment redigere e far votare alla Camera. In settimana, la commissione darà il via alle proprie audizioni e ha invitato Trump a partecipare.

La Camera dei Rappresentanti, a maggioranza democratica, sta indagando sulla possibilità di accusare Trump di abuso di potere - e non solo - per le pressioni esercitate sul presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per convincerlo a indagare sull'ex vicepresidente Joe Biden e sul presunto ruolo dell'Ucraina, e non della Russia, nelle interferenze nelle scorse elezioni presidenziali statunitensi, come sostenuto da molti complottisti repubblicani; le agenzie d'intelligence e il procuratore speciale Robert Mueller, nei mesi scorsi, hanno concluso che le interferenze furono opera di Mosca.

Secondo i repubblicani, Joe Biden avrebbe fatto pressioni per il licenziamento di un procuratore ucraino per proteggere il figlio, quando era vicepresidente: accuse, però, che non hanno alcun riscontro. Biden, come confermato nelle ultime audizioni da diversi funzionari, ag" secondo la linea ufficiale dell'amministrazione Obama per perseguire gli interessi statunitensi.

Le indagini sul presidente sono partite dalla denuncia di un 'whistleblower', un agente dell'intelligence, sulla telefonata tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dello scorso 25 luglio. Trump potrebbe aver bloccato 400 milioni di aiuti militari all'Ucraina per convincere Zelensky a indagare su Biden e sul figlio Hunter; anche un incontro alla Casa Bianca tra i due presidenti potrebbe essere stato condizionato al soddisfacimento dei desideri di Trump. L'opinione pubblica resta divisa sull'inchiesta, con circa il 50% degli americani a favore dell'impeachment e della rimozione di Trump dall'incarico.

Se la Camera voterà per l'impeachment prima di Natale, il processo a Trump potrebbe cominciare già a gennaio. Trump sarebbe il terzo presidente a subire un processo, dopo Andrew Johnson e Bill Clinton. Il processo contro Johnson, nel 1868, durò quasi tre mesi; quello di Clinton, nel 1999, cinque settimane. Entrambi i presidenti furono assolti. Richard Nixon, nel 1974, si dimise - primo e unico presidente a farlo - prima che la Camera votasse il suo impeachment. La Costituzione richiede una maggioranza di due terzi in Senato per la condanna e la rimozione - in questo caso - del presidente (l'impeachment può riguardare qualsiasi "funzionario civile degli Stati Uniti"). In Senato, dove 53 seggi su 100 sono in mano al partito repubblicano, non vi sono praticamente dubbi, al momento attuale, sull'assoluzione del presidente.

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