Trump deride ex membri del suo staff: dichiarazioni a Mueller sono "totali stronzate"

Il presidente attacca coloro che alla fine lo hanno salvato dall'accusa di ostruzione alla giustizia (ignorando i suoi ordini). Commissione Giustizia alla Camera Usa vuole rapporto Mueller completo entro l'1 maggio
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All'indomani della pubblicazione del rapporto con cui, dopo 22 mesi, il procuratore speciale Robert Mueller ha messo fine al suo lavoro di inchiesta sul cosiddetto Russiagate, Donald Trump è tornato alla carica. Dopo avere festeggiato per non essere stato accusato di collusione con Mosca e di ostruzione alla giustizia, il 45esimo presidente americano ha definito "pazzo" il rapporto stesso e "totali stronzate" alcune dichiarazioni fornite a Mueller da vari testimoni.

Trump ha poi messo in guardia "le persone che hanno preso i cosiddetti appunti, che non sono mai esistiti fino a quando non è stato necessario". Questo è probabilmente un riferimento a uno dei passaggi più letti del rapporto, quello in cui il presidente si era chiesto perché l'allora consigliere legale alla Casa Bianca Don McGahn avesse preso appunti durante le loro conversazioni. McGahn non è l'unico ad essere stato citato nel rapporto tra i funzionari che hanno preso nota delle loro interazioni con il leader Usa. Tra di loro ci sono anche l'ex segretario di gabinetto Rob Porter, l'ex capo di gabinetto John Kelly, l'ex vice consigliere alla Sicurezza nazionale K.T. McFarland e l'ex direttore dell'Fbi James Comey (silurato da Trump poco prima della nomina di Mueller).

Stando a quanto riferito a Mueller da McGahn e altri, Trump aveva detto a McGahn di contattare il vicesegretario alla Giustizia, Rod Rosenstein, e di licenziare Mueller (che dall'allora numero due di Jeff Sessions, poi silurato dal presidente, era stato nominato nel maggio del 2017). McGahn non ha mai riferito l'ordine dato da Trump. Stando al rapporto, il consigliere ha ricordato Trump che gli diceva: "Gli avvocati non prendono appunti. Non ho mai avuto un avvocato che prende appunti". McGahn gli rispose: "I veri avvocati prendono nota".

Se alla fine Mueller ha scelto di non pronunciarsi sul fatto che Trump abbia o meno ostacolato il corso alla giustizia, pur non esonerandolo, è anche grazie al rifiuto di McGahn e altri membri dello staff alla Casa Bianca, di ubbidire al Commander in chief. Nel documento si legge che gli sforzi di Trump per influenzare l'inchiesta "non hanno avuto successo" perché appunto i sottoposti del presidente non gli hanno dato retta. Per esempio, Corey Lewandowski e Rick Dearborn non hanno riferito a Sessions il messaggio del presidente che lui avrebbe dovuto circoscrivere l'inchiesta sulla Russia solo a interferenze in elezioni future.

In una serie di tweet, l'inquilino della Casa Bianca - che ha fornito a Mueller risposte scritte al posto di una testimonianza orale - ha anche scritto: "Siccome non ho mai accordato di testimoniare, non è stato necessario per me rispondere a dichiarazioni fatte nel 'rapporto' su di me, alcune delle quali sono totali stronzate e fatte solamente per fare apparire positivamente qualcuno (o fare apparire me negativamente)". In molteplici occasioni, da una conferenza nel giugno 2017 al gennaio 2018, il presidente aveva detto di essere disposto a farsi interrogare.

Commissione Giustizia alla Camera Usa vuole rapporto completo entro l'1 maggio
Intanto il presidente della commissione Giustizia della Camera Usa ha chiesto la consegna del rapporto redatto da Robert Mueller nella sua interezza. Per Jerrold Nadler, democratico di New York, il dipartimento di Giustizia deve fornire il rapporto - inviato ieri al Congresso e diffuso al pubblico in formato digitale ma con omissis - entro l'1 maggio.

Nadler aveva anticipato già ieri che avrebbe ordinato la consegna del documento completo. "Siccome il Congresso ha bisogno di questo materiale per potere esercitare le sue responsabilità previste dalla Costituzione, richiederà la consegna del rapporto nella sua interezza", aveva detto ieri in una nota.

Nadler aveva aggiunto: "Anche se in forma incompleta, il rapporto Mueller fornisce prove allarmanti che il presidente Trump ha commesso ostruzione alla giustizia", cosa esclusa invece dal segretario alla Giustizia, William Barr. Nel rapporto, il procuratore speciale Mueller aveva spiegato di non prendere una posizione su questo ma di non esonerare completamente Trump. "Se fossimo sicuri" che il presidente non ha ostacolato il corso della giustizia, recita il documento, "lo avremmo scritto".

Nadler ha già formalmente chiesto a Mueller di testimoniare davanti ai membri della sua commissione entro il 23 maggio. Barr lo farà il 2 maggio.

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