Trump di nuovo contro Amazon: fa perdere denaro alle Poste

Continua l'attacco del presidente americano contro il colosso guidato da Jeff Bezos:. Le colpe? Non paga le tasse e riceve troppi sconti sulle spedizioni. Il gruppo perde il 5% a Wall Street

Donald Trump ritorna ad attaccare Amazon, questa volta professandosi difensore delle poste e dei piccoli rivenditori al dettaglio. Le prime, secondo lui, hanno perso una fortuna da quando il colosso ha iniziato ad avere maggiore importanza nel mercato delle spedizioni, visto che obbliga a inviare pacchi a prezzi troppo bassi. I secondi invece, "i nostri rivenditori al dettagli che pagano tutte le tasse", stanno chiudendo i loro negozi in tutto il Paese. Il nuovo tweet del presidente Usa ha destabilizzato il settore tecnologico e Wall Street, che già aveva iniziato la giornata con difficoltà per via di un ritorno di venti di guerre commerciali. Amazon alla fine ha perso il 5,21% a 1.371,99 dollari.

"Solo gli stupidi, o peggio, sostengono che i nostri uffici postali che perdono soldi facciano affari con Amazon. HANNO PERSO UNA FORTUNA, e questo cambierà. Inoltre i nostri rivenditori al dettagli che pagano tutte le tasse stanno chiudendo in tutto il Paese...non a parità di condizioni!", ha scritto Donald Trump su Twitter nel giorno di Pasquetta. Lo scorso anno le azioni di Amazon erano state tra le migliori a Wall Street, guadagnando circa il 64% in quel periodo.

Sono giorni che Trump continua ad attaccare apertamente Amazon, dopo che un articolo la settimana scorsa aveva descritto un presidente ossessionato dal colosso di Jeff Bezos. Alla vigilia di Pasqua Trump aveva scritto su Twitter: "Visto che siamo sull'argomento, è segnalato che gli uffici postali americani perdano 1,50 dollari in media per ogni pacco consegnato per Amazon. Questo significa miliardi di dollari. Il fallimentare N.Y. Times ha scritto che 'la grandezza dello stuff che fa lobby per le aziende è cresciuto a dismisura'".

Poi Trump ha attaccato il Washington Post, quotidiano comprato da Bezos e che il presidente ha più volte definito l'organo di stampa di Amazon. "E questo non include il falso Washington Post, che viene usato come 'un lobbista' e per questo dovrebbe essere REGISTRATO. Se le poste 'dovessero aumentare le loro parcelle, i costi di spedizione di Amazon dovrebbero aumentare di 2,6 miliardi di dollari'. Questa truffa alle poste deve fermarsi e Amazon deve pagare i costi reali (e le tasse) ora!".

Il New York Times ha analizzato i tweet di Trump, sostenendo che già in altre occasioni il presidente aveva attaccato Amazon sia sulla questione delle tasse che su quella delle poste. In realtà non è vero che Amazon non paghi le tasse. Nell'ultimo rapporto inviato alla Securities and Exchange Commission (Sec), la Consob americana, Amazon ha dichiarato di aver pagato nel 2017 957 milioni di dollari in tasse. Nel 2016 ne aveva pagate 412 milioni e nel 2015 273 milioni, scrive il New York Times citando i dati della Sec.

Sulle Poste americane: è vero che le Poste continuano ad avere perdite. Ma le hanno da almeno un decennio, visto che l'ultima volta che hanno segnato un anno in utile era il 2016. Nel 2017 le Poste Usa hanno presentato una perdita netta di 2,7 miliardi di dollari. Ovviamente non è colpa solo delle spedizioni che il gruppo fa per Amazon e generalmente il business delle spedizioni è un settore in crescita che argina le perdite, che arrivano soprattutto dalle consegne di posta cartacea. E la colpa, se cos" possiamo definirla, è di internet, e non di Amazon o degli altri colossi tech.

Il rapporto citato da Trump è vero e fa riferimento al fatto che le Poste tendano a fare sconti sulle spedizioni. Amazon, in questo contesto, è un gigante, visto che usa le Poste per il 40% delle sue spedizioni.

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Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

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Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

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World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Crisi nordcoreana, per Trump "C’è ancora molta strada da fare"

Tweet del presidente americano secondo cui gli Stati Uniti non hanno ceduto su nulla

A distanza di poche ore dall’annuncio della Corea del Nord di mettere fine ai test nucleari, ai test con i missili intercontinentali e alla chiusura di alcuni siti per i test atomici, Donald Trump è intervenuto sostenendo che "c’è ancora molta strada da fare" per risolvere la crisi nordcoreana. Il presidente americano ha twittato spiegando agli americani che "noi non abbiamo ceduto su nulla" nei negoziati sul programma nucleare di Pyongyang.  

Usa - Cina, prove di disgelo sul fronte commerciale

Il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha detto che sta valutando un viaggio in Cina. Poco dopo la risposta di Pechino: “La parte cinese gli da’ il benvenuto”
©Ap

Piccoli segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina sul fronte commerciale. A fare un primo passo è stato il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, che ha parlato alla stampa durante gli Spring Meetings del Fondo monetario internazionale che stanno per concludersi a Washington. Mnuchin starebbe valutando un viaggio in Cina nell'ambito dello scontro fra Washington e Pechino sulle tariffe doganali, dicendosi poi "cautamente ottimista" su una possibile risoluzione delle tensioni commerciali con la seconda economia al mondo.

Nashville, uomo seminudo spara in un locale: 4 morti e due feriti

Il killer, ancora in fuga, è stato identificato dalle autorità

Un uomo seminudo è entrato in un locale della catena Waffle House alla periferia di Nashville, in Tennessee, aprendo il fuoco sui presenti con un fucile d’assalto AR-15. Il bilancio è di 4 morti e due feriti. Il killer, ancora in fuga è stato identificato dalla polizia che ha lanciato un appello per individuarlo e catturarlo: si tratterebbe di Travis Reinking, 29enne di Morton, in Illinois.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

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E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

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Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.