Trump disposto a ricevere informazioni su rivali da governi stranieri

"Non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare", ha detto il presidente a Abc. Democratici contro: per Pelosi, dà "semaforo verde" ai russi per interferire di nuovo nelle elezioni. Per lui non si tratterebbe di interferenza ma di "ricerche sull'opposizione"

Il presidente americano, Donald Trump, accetterebbe informazioni compromettenti su un candidato rivale alle presidenziali del 2020 anche se a fornirle fossero potenze straniere. Lo ha detto lui stesso in una intervista al canale Abc. "Credo che uno vorrebbe ascoltare. Non c'è nulla di male nell'ascoltare", ha dichiarato il leader statunitense. "Se qualcuno chiama da un Paese, la Norvegia, [dicendo] 'Abbiamo informazioni sul tuo avversario', oh, credo che vorrei ascoltare", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca aprendo uno scenario simile a quello finito al centro dell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate condotta da Robert Mueller e pensata per determinare se c'è stata collusione tra la campagna Trump e la Russia, specialmente nel diffondere email discutibili hackerate dal Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, e da persone che lavoravano per la candidata democratica Hillary Clinton. Mueller ha concluso che non ci sono state prove sufficienti per determinare che Trump o i suoi collaboratori abbiano colluso con Moscama ha anche sostenuto che Mosca ha interferito ampiamente nelle elezioni.

Nell'intervista, Trump non ha escluso che consegnerebbe all'Fbi le informazioni ricevute dall'estero ma ha anche fatto capire che potrebbe tenersele per sé stesso.

Quanto detto da Trump alla Abc ha subito innescato le critiche dei democratici. La sola ipotesi che il presidente Usa possa accettare informazioni compromettenti sui suoi rivali da parte di governi stranieri senza allertare l'Fbi ha portato Nancy Pelocy, la speaker della Camera, a dire su Twitter: "I russi hanno attaccato le nostre elezioni [nel 2016] e @realDonaldTrump [l'account Twitter dell'inquilino della Casa Bianca] sta dando loro semaforo verde per farlo di nuovo".

Tuttavia, come spiegato all'emittente Usa, per Trump "non sarebbe interferenza. Se hanno informazioni, le riceverei. Nel caso in cui pensassi che c'è qualcosa di sbagliato, potrei andare all'Fbi".

Dopo gli attacchi ricevuti dall'opposizione, all'interno della quale qualcuno spinge per attivare le procedure di impeachment, anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, ha detto che Trump ha fatto un "errore" nel dire che accetterebbe informazioni da governi stranieri sui suoi rivali. E il diretto interessato si è difeso in una serie di tweet: "Vedo e parlo con 'governi stranieri' ogni giorno. Ho appena visto la Regina d'Inghilterra (UK), il principe del Galles, il premier del Regno Unito, il premier dell'Irlanda, il presidente della Francia e il presidente della Polonia. Abbiamo parlato 'di tutto'. Dovrei chiamare immediatamente l'Fbi su queste chiamate e incontri? Ridicolo! Nessuno si fiderebbe più di me. Detto questo, la mia risposta completa [all'intervista alla Abc] non è mai riportata dai media falsi. Di proposito non riportano la parte che conta". E cos" Trump è tornato a parlare di una "caccia alle streghe, un piano gigantesco dei democratici e di altre persone davvero cattive con cui hanno spiato sulla mia campagna". Per il leader Usa si tratta del "peggiore e più grande scandalo politico nella storia degli Stati Uniti d'America. Triste".

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