Trump fa propaganda sulla Nato, ma non sa come funziona (o fa finta di non saperlo)

Il presidente ripete che la Germania e gli altri alleati "devono" un sacco di soldi alla Nato e agli Stati Uniti, ma non è così
AP

"Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità". Lo affermava Joseph Paul Goebbels, uno dei più importanti gerarchi nazisti, ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945. La frase non sarà di certo sfuggita a Steve Bannon, il consigliere più importante del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha portato alla Casa Bianca le istanze del movimento alt-right, la nuova destra anti-sistema che riunisce i sostenitori del suprematismo bianco.

Nel corso degli ultimi mesi, una delle bugie ripetute da Trump riguarda la Nato. "Non funziona ed è obsoleta, gli alleati non pagano quanto dovuto. Ci devono un sacco di soldi". "È ingiusta, paghiamo una quota sproporzionata"; "paghiamo una parte da leone"; "siamo spennati dai Paesi della Nato, che per la maggior parte non pagano praticamente nulla"; "paghiamo troppo, miliardi e miliardi di dollari". "Ci sono Paesi scrocconi (qui, ha usato un'accusa fatta anche dal predecessore, Barack Obama, ndr) e questo è ingiusto, molto ingiusto". Frasi ripetute in varie interviste ai media statunitensi, raggruppate in un pezzo di 'fact checking' del Washington Post.

Lo ha fatto anche durante l'incontro con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, alla Casa Bianca, avvenuto il 17 marzo: "Ho ribadito il mio forte sostegno alla Nato - ha detto durante la conferenza stampa - così come la necessità che i nostri alleati della Nato paghino la loro giusta quota [...] Molte nazioni devono una vasta somma di denaro ed è molto ingiusto per gli Stati Uniti. Le nazioni devono pagare quello che devono [...] Ringrazio la Germania per il suo impegno ad aumentare le spese per la difesa e a lavorare per contribuire almeno con il 2% del Pil".

Poi su Twitter, il giorno dopo: "La Germania deve una vasta somma di denaro alla Nato e gli Stati Uniti devono essere pagati di più per la difesa possente e molto costosa che forniscono alla Germania!".

Trump, dunque, continua a ripetere che gli alleati "devono dei soldi alla Nato e agli Stati Uniti", dimostrando di non conoscere affatto il funzionamento dell'Alleanza atlantica o di voler, semplicemente, fare propaganda negli Stati Uniti, diffondendo notizie false che facciano pensare ai cittadini che ora, finalmente, "America First", l'America viene prima di tutti con Trump, dopo presidenti che avrebbero fatto gli interessi degli altri, pagando per la difesa dei Paesi della Nato. Una colossale bugia: se è vero che solo quattro alleati sui 27 dell'Alleanza hanno rispettato l'impegno di dedicare il 2% del Pil alla difesa, è altrettanto vero che nessun Paese "deve" dei soldi agli Stati Uniti o alla Nato. Se si parla invece dei fondi diretti versati dai singoli Stati per le spese civili e militari, ognuno dei 28 membri paga la propria quota, calcolata in base al Pil: il contributo degli Stati Uniti è pari a circa il 22% del totale, quello della Germania il 15%, quello della Francia l'11%, del Regno Unito il 10%, dell'Italia il 7% e così via. Trump ha affermato che gli Stati Uniti spendono "miliardi e miliardi" nella Nato, ma i documenti del dipartimento della Difesa mostrano che il contributo diretto annuale è sotto i 500 milioni all'anno.

Una bugia che rischia di trasformarsi in verità, soprattutto se nessuno contrasta la versione di Trump. Per fortuna, nelle ultime ore, qualche voce è emersa per spiegare al presidente, ma soprattutto agli elettori, come funziona la Nato. Ivo Daalder, che è stato il rappresentante statunitense alla Nato dal 2009 al 2013, ha risposto a Trump su Twitter: "Mi dispiace, signor presidente, non è così che funziona la Nato. Gli Stati Uniti decidono da soli quanto contribuire alla difesa della Nato (al momento, gli Stati Uniti dedicano alla Difesa il 3,6% del Pil, ma è praticamente impossibile calcolare con esattezza le spese esclusivamente per la Nato, ndr). Non è una transazione finanziaria, dove i Paesi della Nato pagano gli Stati Uniti per essere difesi. Fa parte del nostro impegno nel trattato". "Tutti i Paesi della Nato, compresa la Germania, si sono impegnati a spendere il 2% del Pil nella difesa entro il 2024. Per ora, solo cinque su 28 Paesi della Nato lo fanno. Quelli che non lo fanno stanno ora aumentando i loro budget per la difesa. Ma i fondi non finiranno agli Stati Uniti. Serviranno a incrementare le capacità difensive della Nato, vista la crescente minaccia russa. L'Europa deve spendere di più per la difesa, ma non come favore (o pagamento) agli Stati Uniti, ma perché la loro sicurezza lo richiede". Daalder, nella serie di tweet, ha poi aggiunto che "l'ampio impegno militare" degli Stati Uniti nella Nato "non è un favore all'Europa", ma è "vitale per la nostra stessa sicurezza". "Abbiamo combattuto due guerre mondiali in Europa e una guerra fredda. Mantenere un'Europa libera e in pace è un vitale interesse statunitense".

Anche la Germania, alla fine, ha risposto agli Stati Uniti. La ministra della Difesa, Ursula von der Leyen, ha detto che "non abbiamo alcun debito" con la Nato, aggiungendo che è sbagliato legare l'obiettivo dei Paesi membri di spendere il 2% del Pil nella difesa solamente alla Nato. "Le spese per la difesa vanno anche alle missioni di peacekeeping, alle missioni europee e ai contributi per la battaglia contro il terrorismo dello Stato islamico". La Germania aumenterà la spesa per la difesa di 1,4 miliardi a 38,5 miliardi di euro nel 2018, pari all'1,26% del Pil, dopo aver dedicato l'1,18% nel 2016. Nel suo viaggio a Washington, Merkel ha ribadito l'intenzione della Germania di raggiungere l'obiettivo del 2% entro il 2024, come stabilito al summit in Galles nel 2014.

Gli alleati contribuiscono poco indirettamente? Questa non è effettivamente un'accusa nuova, dato che a Washington in molti credono che gli altri membri della Nato non contribuiscano secondo il loro peso e che, alla fine, si affidino agli Stati Uniti; anche Obama ha parlato di "free riders", di 'scrocconi'. Ma dire che gli alleati hanno un debito con gli Stati Uniti è, semplicemente, una menzogna.

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