Trump firma la riforma fiscale, è legge

Il presidente ha firmato anche un provvedimento per evitare la paralisi del governo fino al 19 gennaio. Parte per la Florida con la sua prima vittoria legislativa in tasca
Ap

Con la sua firma, Donald Trump ha trasformato in legge la riforma fiscale che prevede tagli alle tasse in 10 anni per 1.500 miliardi di dollari; l'aliquota aziendale è ridotta in modo permanente al 21% dal 35%, minimo del 1939, mentre quelle per le persone fisiche sono state ritoccate, ma solo temporaneamente.

Allo stesso tempo il presidente Usa ha firma un provvedimento, approvato il giorno prima al Congresso Usa, con cui vengono estese al 19 gennaio le voci di spesa del governo federale; è stato cos" evitato uno shutdown, ossia una paralisi della PA, che sarebbe altrimenti scattato alla mezzanotte odierna di Washington. In questo provvedimento è stato introdotto un paragrafo che ha permesso a Trump di firmare la riforma fiscale oggi invece che aspettare gennaio.

"Questo provvedimento è qui, ne siamo molto orgogliosi. Lo considero una legge per la classe media, per l'occupazione. Le aziende stanno impazzendo", ha detto Trump mentre reggeva in mano una pagina della legislazione con la sua firma. Il riferimento era agli annunci fatti da aziende come AT&T e Comcast.

Con la sua prima vittoria legislativa in tasca, ora Trump può decollare per Palm Beach, in Florida; là c'è il suo resort di lusso ribattezzato la Casa Bianca d'inverno. La sua partenza è stata posticipata di un'ora, proprio per la firma della riforma fiscale.

"Stavo per aspettare gennaio per una firma formale", ha aggiunto il leader Usa. Ma poi Trump si è fatto condizionare dalla copertura mediatica, che sembrava suggerire che senza una firma non avrebbe mantenuto la promessa di dare agli americani un "grande, bellissimo regalo di Natale". Ecco perché ha chiesto che tutto fosse preparato oggi per la firma. "Abbiamo fatto le corse oggi". 

Come aveva anticipato in un tweet, il provvedimento con cui è stato scampato uno shutdown include fondi di emergenza per 4,7 miliardi di dollari per la difesa missilistica; la cifra include 700 milioni per la riparazione di due navi antimissile della Marina militare: si tratta delle navi John S. McCain e Fitzgerald, danneggiate da collisioni.

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