Trump firma una legge per il diritto di accesso alle sperimentazioni per i malati terminali

La legge, sbandierata come un grande successo dell'amministrazione, cambia in realtà poco: la Fda già accordava l'accesso alle terapie non approvate nel 99,4% dei casi

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha promulgato una legge che garantisce ai malati terminali il diritto di accesso ai trattamenti sperimentali non ancora approvati dal governo federale. I pazienti, finora, potevano fare richiesta alla Food and Drug Administration (Fda) per accedere alle terapie non ancora approvate e, nella quasi totalità dei casi, ottenevano il via libera, solitamente nel giro di pochi giorni. Ora, ciascun paziente potrà accedere alle cure senza passare per l'agenzia federale, ma ottenendo semplicemente il consenso del proprio medico e della casa farmaceutica. La nuova legge protegge aziende e medici da possibili rischi legali, a meno che non sia provata la loro volontà di nuocere al paziente.

Resta in vigore, prima di sperimentare le terapie non approvate, l'obbligo di aver già effettuato tutti i trattamenti autorizzati dalla Fda. Nel discorso sullo stato dell'Unione, a gennaio, Trump aveva chiesto al Congresso di approvare la legge, la 'Right to Try Law', "perché i malati terminali dovrebbero avere accesso a trattamenti sperimentali in modo immediato" e "non dovrebbero andare da Paese a Paese in cerca di una cura".

Il capo della Fda, Scott Gottlieb, sopravvissuto al cancro, aveva espresso le proprie preoccupazioni al Congresso, lo scorso anno, definendo "fondamentale" il processo degli studi clinici. Dopo la firma, Trump ha espresso la propria soddisfazione su Twitter: "Orgoglioso di aver mantenuto un'altra promessa [...] I pazienti [...] potranno finalmente avere accesso a trattamenti sperimentali che potrebbero migliorare o persino curare le loro malattie".

In un approfondito articolo del sito The Conversation, è spiegato che nessun vero diritto sarà garantito ai pazienti, visto che le case farmaceutiche non saranno obbligate a fornire i trattamenti e che l'accesso a cure sperimentali ha costi molti alti che quasi nessuna assicurazione sanitaria sostiene; l'accesso, quindi, sarà quasi esclusivamente garantito a persone molto facoltose.

Inoltre, l'impatto reale sarà minimo perché la Fda aveva già un programma in vigore, conosciuto come 'compassionate use program', che garantiva l'accesso ai trattamenti non autorizzati dopo l'approvazione di un comitato di esperti. Dal 2009, dati della Fda alla mano, sono state autorizzate 5.816 su 5.849 richieste (99,4%). Cambierà davvero poco, quindi, per i malati terminali; per gli oppositori, oltretutto, la legge potrebbe dare false speranze ai malati.

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