Trump ha bloccato il Wto, si teme un ritorno alla "legge della giungla"

La corte d'Appello rimasta con un giudice, non potrà esaminare nuovi casi
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è riuscito a paralizzare l'Organizzazione mondiale del commercio (in inglese World Trade Organization, Wto), l'organizzazione fondata nel 1995 per regolamentare e supervisionare gli accordi commerciali tra i 164 Stati membri.

La sua amministrazione ha infatti bloccato negli ultimi mesi la nomina di quattro nuovi membri della Corte d’Appello, che ha l'ultima parola sulle controversie internazionali tra gli Stati membri, lasciando che il tribunale fosse composto da soli tre giudici, il minimo richiesto per giudicare i casi; alle 23:59 di ieri, però, il mandato di due membri è scaduto: questo significa che nessun nuovo caso potrà essere giudicato dal tribunale (quelli vecchi continueranno a essere gestiti dai giudici in uscita, ndr), lasciando in un limbo legale le controversie tra Stati. Questo, chiaramente, potrà provocare un'escalation delle guerre commerciali: Trump, per esempio, potrà imporre dazi senza temere l'opposizione del Wto.

Il direttore del Wto, Roberto Azevedo, ha recentemente avvertito che, in mancanza di un organismo che applichi le regole sul commercio internazionale, si tornerà alla "legge della giungla", provocando la perdita di fiducia degli investitori, il rallentamento dell'economia e la perdita di milioni di posti di lavoro. Il Wto, oltre a risolvere le dispute, ha anche il potere di aggiungere delle sanzioni contro un Paese ritenuto responsabile di averne danneggiato un altro. Recentemente, per esempio, ha stabilito che gli Stati Uniti possono imporre dazi sulle merci dell’Unione Europea per 6,8 miliardi di euro all’anno, come sanzione per i sussidi ricevuti negli anni da Airbus, il costruttore europeo di aeroplani, concorrente della statunitense Boeing.

Secondo il New York Times, Trump ha finora cercato più volte di aggirare l’autorità del Wto, facendo pesare il valore della sua economia per ottenere condizioni commerciali migliori. In questi anni, Trump ha fortemente criticato il Wto: tra le decisioni più contestate, c’è quella che ha consentito alla Cina lo statuto speciale dei Paesi in via di sviluppo, visto che ormai è la seconda economia del mondo; il Wto avrebbe anche fatto troppo poco per limitare i sussidi governativi alle imprese cinesi.

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